Affollamento al “Sanna” il Comune: «Parliamone»
Sassari, l’assessora Canu non nega l’esistenza del problema ma guarda avanti «C’era già un accordo per rivederci a settembre, troveremo una soluzione»
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Overbooking? L’allarme lanciato dal presidente della Torres Salvatore Sechi sul rischio affollamento dello stadio Vanni Sanna (da dividere fra tre squadre) ha colto di sorpresa l’assessore allo Sport del Comune Alba Canu che non ha nascosto un pizzico di amarezza per la piega presa dalla situazione. «Ci eravamo lasciati – spiega – con una stretta di mano e con l’impegno di rivederci all’inizio di settembre, una volta pubblicati i calendari della serie D, dell’Eccellenza e della serie B femminile. Abbiamo esaminato diverse soluzioni cercando di non scontentare nessuno ma sempre in un clima di collaborazione. Non capisco la presa di posizione così dura del presidente della Torres maschile e non capisco neppure la tempistica. Perchè proprio adesso?».
Alba Canu fornisce una versione dei fatti che coincide con quella di Salvatore Sechi tranne che nelle conclusioni. «Ci siamo visti venerdì scorso – racconta l’assessore – in sala giunta. C’ero io, i tre presidenti che hanno fatto richiesta di giocare al Vanni Sanna, il sindaco, e il dirigente del settore. Abbiamo preso atto che tutte e tre le squadre hanno diritto di giocare al Vanni Sanna e abbiamo provato a ragionare su come condividere lo stadio senza scontentare nessuno. Il presidente della Torres ci ha fatto presente le esigenze della sua società, esattamente come hanno fatto gli altri. Alla fine abbiamo deciso di aspettare l’ufficializzazione dei calendari per vedere assieme le eventuali criticità. Eravamo tutti d’accordo e ci siamo lasciati con una stretta di mano. L’errore, se di errore si può parlare, è stato quello di non fare un verbale della riunione e farlo sottoscrivere. Ma le cose sono andate esattamente così».
Forma a parte resta il problema dell’overbooking e della eventuale turnazione nell’utilizzo dello stadio. «Fermo restando che aspetto di vedere i calendari – spiega l’assessore – è evidente che qualche problema ci sarà e che bisognerà rassegnarsi a qualche piccolo sacrificio. Ma credo che una soluzione si possa trovare. So che Torres e Latte Dolce hanno chiesto di alternare le loro partite casalinghe e dunque il rischio di un “raddoppio” si pone solo con la Torres femminile. Ma le ragazze hanno un calendario più corto e studieremo la possibilità di far disputare qualche partita in anticipo o in posticipo e, se sarà possibile, in notturna. Il presidente della femminile ha già dato la disponibilità a giocare qualche gara interna in altri campi dell’isola (cosa che può anche avere un buon ritorno d’immagine) e dunque il problema non è così drammatico».
Alba Canu nega che il Comune abbia sottovalutato le esigenze della Torres. «Sappiamo benissimo che cosa rappresenta la Torres per Sassari e ci rendiamo conto che è giusto stare vicini alla società rossoblù. Trovo ingeneroso dire il contrario. Il sindaco ha promesso che la squadra giocherà al Vanni Sanna e ci stiamo impegnando per far sì che sia così. Lo stesso diritto va però riconosciuto anche al Latte Dolce e alla femminile. Un bracco di ferro, in questa fase, non serve a nessuno. Rivediamoci ai primi di settembre, così come avevamo deciso, e proviamo a riannodare il dialogo».
Antonio Ledà
Alba Canu fornisce una versione dei fatti che coincide con quella di Salvatore Sechi tranne che nelle conclusioni. «Ci siamo visti venerdì scorso – racconta l’assessore – in sala giunta. C’ero io, i tre presidenti che hanno fatto richiesta di giocare al Vanni Sanna, il sindaco, e il dirigente del settore. Abbiamo preso atto che tutte e tre le squadre hanno diritto di giocare al Vanni Sanna e abbiamo provato a ragionare su come condividere lo stadio senza scontentare nessuno. Il presidente della Torres ci ha fatto presente le esigenze della sua società, esattamente come hanno fatto gli altri. Alla fine abbiamo deciso di aspettare l’ufficializzazione dei calendari per vedere assieme le eventuali criticità. Eravamo tutti d’accordo e ci siamo lasciati con una stretta di mano. L’errore, se di errore si può parlare, è stato quello di non fare un verbale della riunione e farlo sottoscrivere. Ma le cose sono andate esattamente così».
Forma a parte resta il problema dell’overbooking e della eventuale turnazione nell’utilizzo dello stadio. «Fermo restando che aspetto di vedere i calendari – spiega l’assessore – è evidente che qualche problema ci sarà e che bisognerà rassegnarsi a qualche piccolo sacrificio. Ma credo che una soluzione si possa trovare. So che Torres e Latte Dolce hanno chiesto di alternare le loro partite casalinghe e dunque il rischio di un “raddoppio” si pone solo con la Torres femminile. Ma le ragazze hanno un calendario più corto e studieremo la possibilità di far disputare qualche partita in anticipo o in posticipo e, se sarà possibile, in notturna. Il presidente della femminile ha già dato la disponibilità a giocare qualche gara interna in altri campi dell’isola (cosa che può anche avere un buon ritorno d’immagine) e dunque il problema non è così drammatico».
Alba Canu nega che il Comune abbia sottovalutato le esigenze della Torres. «Sappiamo benissimo che cosa rappresenta la Torres per Sassari e ci rendiamo conto che è giusto stare vicini alla società rossoblù. Trovo ingeneroso dire il contrario. Il sindaco ha promesso che la squadra giocherà al Vanni Sanna e ci stiamo impegnando per far sì che sia così. Lo stesso diritto va però riconosciuto anche al Latte Dolce e alla femminile. Un bracco di ferro, in questa fase, non serve a nessuno. Rivediamoci ai primi di settembre, così come avevamo deciso, e proviamo a riannodare il dialogo».
Antonio Ledà
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
