Cagliari, verso San Siro con tanti dubbi
Servono rinforzi ma Van der Wield ancora non firma. “Vigilanza” allo stadio
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il conto alla rovescia per l'istruttoria che porta al via libera per la Sardegna Arena va di pari passo con il rafforzamento della rosa. E con il debutto previsto in casa per il 10 settembre.
Anzi, in politichese, in casa rossoblù potrebbe parlarsi di convergenze parallele: vuoi aumentare la quota abbonati e vedere al botteghino migliaia di tifosi per il match con il Crotone? Bene, augurati che la Commissione di vigilanza trovi l'impianto in piena conformità. Ma non solo. La folla lievita se quanto prima si ha conferma che Gregory van der Wield è un giocatore del Cagliari, che gli ostacoli con il Napoli per tesserare Leonardo Pavoletti sono stati superati. Che, se salta l'ex Genoa, si va in tutta fretta su un altro centravanti da doppia cifra in A. E, infine, che il ds Rossi è comunque a caccia di un centrocampista di gamba, chili e tecnica, indispensabile per completare lo scacchiere di Massimo Rastelli. A dirla tutta, il resto sono solo chiacchiere.
Stadio&Mercato. Il Cagliari - orfano di Alves, Isla, Murru, Tachtsidis, Di Gennaro, Borriello - visto con la Juve ha meno carisma ed esperienza del gruppo che ha affrontato la serie A da neopromossa. Gli arrivi di Andreolli, Romagna, Cigarini, la conferma di Miangue, i rientri di Cragno, Cossu e Cop non sembrano sufficienti, Juve o meno, per affrontare il torneo. O almeno, pur tenendo conto dell'impegno finanziario per il nuovo stadio, l'intervento sulla rosa è innesco base per catalizzare i supporter. E mettere fin dal via punti per la corsa salvezza. Le undici di sera di giovedì 31 agosto sono sempre più vicine. I nomi validi, con proposte accettabili, si riducono. Le opzioni da cogliere sono braccate da tanti club. Insomma, una guerra nella guerra. In cui tutti vogliono cadere in piedi, spendendo poco e al meglio. Per la Sardegna Arena escono dalle casse societarie una decina di milioni di euro. Per il gruppo serve un altro sforzo.
Verso il Milan. Con un mercato che non ha eguali - un acquisto per ruolo, e per reparto, tra top player di fama europea - il Milan cinese incute terrore. Non solo al Cagliari, ospite a San Siro domenica alle 20.45. Si è detto: le due gare d'avvio (in trasferta per l'indisponibilità della Sardegna Arena) sono di "un altro" campionato. I rossoblù, devono mettere testa e cuore dalla terza d'andata (Crotone) e proseguire con Spal e Sassuolo. Vero, ma in parte. Tra Torino, con i campioni d'Italia, e Milano, fra meno di 72 ore, l'auspicio sussurrato dal club di Giulini è quello di racimolare almeno un punto. Con la Vecchia Signora è andata. Adesso, occhio al Diavolo. Ma le preoccupazioni non si placano dopo il 3-0 di Higuain e soci. Punta e mezzala urgono. Van der Wield è a Cagliari da lunedì, le visite sono andate per il verso giusto. Perché non si ufficializza?
Mario Frongia
Anzi, in politichese, in casa rossoblù potrebbe parlarsi di convergenze parallele: vuoi aumentare la quota abbonati e vedere al botteghino migliaia di tifosi per il match con il Crotone? Bene, augurati che la Commissione di vigilanza trovi l'impianto in piena conformità. Ma non solo. La folla lievita se quanto prima si ha conferma che Gregory van der Wield è un giocatore del Cagliari, che gli ostacoli con il Napoli per tesserare Leonardo Pavoletti sono stati superati. Che, se salta l'ex Genoa, si va in tutta fretta su un altro centravanti da doppia cifra in A. E, infine, che il ds Rossi è comunque a caccia di un centrocampista di gamba, chili e tecnica, indispensabile per completare lo scacchiere di Massimo Rastelli. A dirla tutta, il resto sono solo chiacchiere.
Stadio&Mercato. Il Cagliari - orfano di Alves, Isla, Murru, Tachtsidis, Di Gennaro, Borriello - visto con la Juve ha meno carisma ed esperienza del gruppo che ha affrontato la serie A da neopromossa. Gli arrivi di Andreolli, Romagna, Cigarini, la conferma di Miangue, i rientri di Cragno, Cossu e Cop non sembrano sufficienti, Juve o meno, per affrontare il torneo. O almeno, pur tenendo conto dell'impegno finanziario per il nuovo stadio, l'intervento sulla rosa è innesco base per catalizzare i supporter. E mettere fin dal via punti per la corsa salvezza. Le undici di sera di giovedì 31 agosto sono sempre più vicine. I nomi validi, con proposte accettabili, si riducono. Le opzioni da cogliere sono braccate da tanti club. Insomma, una guerra nella guerra. In cui tutti vogliono cadere in piedi, spendendo poco e al meglio. Per la Sardegna Arena escono dalle casse societarie una decina di milioni di euro. Per il gruppo serve un altro sforzo.
Verso il Milan. Con un mercato che non ha eguali - un acquisto per ruolo, e per reparto, tra top player di fama europea - il Milan cinese incute terrore. Non solo al Cagliari, ospite a San Siro domenica alle 20.45. Si è detto: le due gare d'avvio (in trasferta per l'indisponibilità della Sardegna Arena) sono di "un altro" campionato. I rossoblù, devono mettere testa e cuore dalla terza d'andata (Crotone) e proseguire con Spal e Sassuolo. Vero, ma in parte. Tra Torino, con i campioni d'Italia, e Milano, fra meno di 72 ore, l'auspicio sussurrato dal club di Giulini è quello di racimolare almeno un punto. Con la Vecchia Signora è andata. Adesso, occhio al Diavolo. Ma le preoccupazioni non si placano dopo il 3-0 di Higuain e soci. Punta e mezzala urgono. Van der Wield è a Cagliari da lunedì, le visite sono andate per il verso giusto. Perché non si ufficializza?
Mario Frongia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
