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Energia e gioventù è la Dinamo di Spissu

di Mario Carta
Energia e gioventù è la Dinamo di Spissu

Il play sassarese e la gran voglia di fare di tutti i biancoblù

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INVIATO A OLBIA. Più giovane, più atletica. E con la solita voglia di spaccare il mondo del basket. La nuova Dinamo Sassari, che ieri si è presentata nel Media Day dal ritiro del Geovillage di Olbia, ha mostrato il sorriso e la sicurezza dei tanti nuovi arrivati ma soprattutto gli sguardi decisi e un po’ strafottenti dei suoi ritrovati talenti sassaresi.

La Dinamo che sfida per l’ottava stagione di fila la serie A ha il volto delle matricole Ezio Gallizzi e Simone Casula («Siamo carichissimi e mi taglierò da solo il ciuffo, altrimenti ci pensa il capitano», ride Gallizzi), ma su tutti quello di Marco Spissu, 22 anni, play esploso con la Virtus Bolognae rientrato a casa dopo un percorso di soddisfazioni e di crescita.

«Sono entusiasta ed emozionatissimo – racconta –. Ancora non ho realizzato...». Poi, emerge la “faccia tosta” del numero zero biancoblù: «Sarà una stagione emozionante, spero di far bene e sarò a disposizione della squadra. Ci stiamo conoscendo, l’anno scorso a Bologna non eravamo i favoriti ma la nostra grande forza è stata il gruppo, è così che abbiamo vinto. Ed è così che voglio vincere il più possibile qui. Non vedo l’ora di tornare al PalaSerradimigni e giocare per la mia Sassari».

Concetti ribaditi un po’ da tutti, già uniti nelle intenzioni. La ricerca dell’amalgama e dell’intesa prima di tutto. Su questo concordano gli americani, su questo insiste capitan Devecchi, alla dodicesima stagione in biancoblù: «C’è già un bel feeling, e soprattutto c’è una gran voglia di lavorare». Perfeziona il concetto Shawn Jones, uno che ha un motto chiarissimo: «Il lavoro duro batte il talento ». «E sarà sempre così – precisa –, quando il talento non lavora».

Applausi, microfoni aperti, taccuini spianati. Una mattinata leggera a bordo piscina. Per un Lorbek che ha vinto tutto e ha una disponibilità solare. «Sono felice di esserci, voglio rendermi utile». Poi le parole di apprezzamento per Sassari. Chi ha scelto l’isola su indicazione di Trevor Lacey («siamo amici, me ne ha parlato benissimo», ha confessato Levi Randolph), chi è stato convinto dalle ambizioni del club di Stefano Sardara (ieri presente, ma defilato), come Hatcher («Sassari è conosciuta in tutta Europa, e vivere in Sardegna è un valore aggiunto», dice). Grinta da spendere, anche sul parquet «dove le sensazioni sono già positive», confessa coach Pasquini. «L’anno scorso abbiamo perso un po’ di tempo per costruire il gruppo, quest’anno vorrei accelerare – sostiene –, siamo nuovi per dieci dodicesimi, ma siamo più giovani e c’è più atletismo. La materia prima è buona e si vede sin da questa prima settimana di lavoro».

E ci sono anche le ambizioni: «Fare sempre meglio – dice convinto Rok Stipcevic – in Italia e in Europa». «Se sono venuto qui è per vincere», lo spalleggia Achille Polonara. E poco distante Marco Spissu sorride, ride leggero, guarda la serie A con gli occhi spalancati e una voglia contagiosa. Questa è già la sua Dinamo, adesso tocca alla Dinamo mostrare il suo stesso entusiasmo e andare a prendersi il mondo.

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