La fuga da lontano fa tremare Froome
Vuelta. Vince lo sloveno Mohoric con 8’ di vantaggio. L’olandese Bol ora è 7º a 40” dal leader e fa scivolare Aru di un posto
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CUENCA. Si può perdere terreno in classifica anche senza perdere tempo. Mentre anche Chris Froome se la vede brutta.
E’ quanto accaduto ieri nella settima tappa della Vuela a Fabio Aru. La carovana viaggiava da Lliria a Cuenca, la frazione più lunga della corsa che vale la maglia rossa: 207 km. Tappa da fuga a lunga gittata, e così è stato: la vittoria è andata al 22enne sloveno Matej Mohoric (Uae Emirates, ma l’anno prossimo alla Bahrain Merida di Nibali), due volte iridato nelle categorie giovanili, da junior e da under 23. Si è imposto per distacco, sfoderando un gran numero nel finale quando ha allungato sui compagni di fuga, piantandoli sul posto. Polyanski, Thomas e Rojas li ha lasciati a 16”, mentre con un distacco di 27 secondi si sono presentati sotto lo striscione l’italiano De Marchi (quinto) e De Tiel mentre l’olandese Jetse Bol (Manzana Postobon) è arrivato a +29”, quanto però gli è bastato per issarsi al settimo posto della classifica generale.
Il gruppo della maglia rossa Chris Froom è infatti arrivato con un ritardo di 8’38” rispetto a Mohoric, e l’olandese, il meglio messo nella graduatoria generale del gruppone di una quindicina di corridori che avevano tentato l’impresa sin dal via, ha fatto un gigantesco balzo in avanti spodestando il Cavaliere dei Quattro Mori, che scivola così in ottava posizione perdendo uno scalino, ma restando sempre a 49” dal leader. E con una certezza in più: la sua squadra lavora, lo protegge. Ieri, in particolare con LKuis Leon Sanchez, sempre vicino al capitano sardo.
Tra i big, situazione invariata, con Chris Froome che ha conservato la maglia di leader, nonostante abbia dovuto stringere i denti e spremere i suoi nell’inseguimento, per contenere il distacco e non perdere la maglia rossa, che Bol non è riuscito a sfilargli per 46 secondi.
Oggi è in programma l’ottava tappa, 199,5 Km da Hellín a Xorret de Catí, con un tracciato duro nel finale. Non è un arrivo in salita, ma per poco. Breve ma durissimo infatti l’Alto de Xorret de Catí, con pendenze che superano anche il 20%, prima di una discesa di 2 km che lancia sul traguardo. A precedere il giorno di riposo del 28 agosto 2017, ci sarà poi la 9ª tappa da Orihuela a Cumbre del Sol di 174 Km. Ancora quattro chilometri durissimi, con pendenze estreme da superare. Quindi il primo sospiratissimo giorno di riposo e la Vuelta riprenderà a correre, con le sue salite e le sue insidie nascoste in ogni tappa, modello Tour de France.
E’ quanto accaduto ieri nella settima tappa della Vuela a Fabio Aru. La carovana viaggiava da Lliria a Cuenca, la frazione più lunga della corsa che vale la maglia rossa: 207 km. Tappa da fuga a lunga gittata, e così è stato: la vittoria è andata al 22enne sloveno Matej Mohoric (Uae Emirates, ma l’anno prossimo alla Bahrain Merida di Nibali), due volte iridato nelle categorie giovanili, da junior e da under 23. Si è imposto per distacco, sfoderando un gran numero nel finale quando ha allungato sui compagni di fuga, piantandoli sul posto. Polyanski, Thomas e Rojas li ha lasciati a 16”, mentre con un distacco di 27 secondi si sono presentati sotto lo striscione l’italiano De Marchi (quinto) e De Tiel mentre l’olandese Jetse Bol (Manzana Postobon) è arrivato a +29”, quanto però gli è bastato per issarsi al settimo posto della classifica generale.
Il gruppo della maglia rossa Chris Froom è infatti arrivato con un ritardo di 8’38” rispetto a Mohoric, e l’olandese, il meglio messo nella graduatoria generale del gruppone di una quindicina di corridori che avevano tentato l’impresa sin dal via, ha fatto un gigantesco balzo in avanti spodestando il Cavaliere dei Quattro Mori, che scivola così in ottava posizione perdendo uno scalino, ma restando sempre a 49” dal leader. E con una certezza in più: la sua squadra lavora, lo protegge. Ieri, in particolare con LKuis Leon Sanchez, sempre vicino al capitano sardo.
Tra i big, situazione invariata, con Chris Froome che ha conservato la maglia di leader, nonostante abbia dovuto stringere i denti e spremere i suoi nell’inseguimento, per contenere il distacco e non perdere la maglia rossa, che Bol non è riuscito a sfilargli per 46 secondi.
Oggi è in programma l’ottava tappa, 199,5 Km da Hellín a Xorret de Catí, con un tracciato duro nel finale. Non è un arrivo in salita, ma per poco. Breve ma durissimo infatti l’Alto de Xorret de Catí, con pendenze che superano anche il 20%, prima di una discesa di 2 km che lancia sul traguardo. A precedere il giorno di riposo del 28 agosto 2017, ci sarà poi la 9ª tappa da Orihuela a Cumbre del Sol di 174 Km. Ancora quattro chilometri durissimi, con pendenze estreme da superare. Quindi il primo sospiratissimo giorno di riposo e la Vuelta riprenderà a correre, con le sue salite e le sue insidie nascoste in ogni tappa, modello Tour de France.
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