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«Però i troppi viaggi restano un problema»

dall’inviato

Il preparatore atletico Boccolini è soddisfatto del gruppo ma vuole sciogliere un nodo cruciale

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OLBIA. Comanda lui. Dai primi giorni del ritiro e prima ancora, sin dalle visite mediche il preparatore atletico Matteo Boccolini è l’uomo chiave della Dinamo. E quest’anno il professore vede un portone spalancato, davanti a sé: «Il quadro generale è buono – racconta –, sono tutti molto preparati. Ho buone sensazioni. E con tutti c’è un buon feedback».

In particolare si è creata subito una buona sintonia con la filosofia del lavoro dello staff biancoazzurro. «Anche chi non sa nuotare – sorride Boccolini –, come Randolph e Jones –, invece di scappare ccome faceva qualcun altro in passato si impegna e si trattiene in vasca cinque minuti di più. Segnali piccoli ma importanti. Poi, stiamo crescendo anche noi, e vogliamo migliorare ancora. L’anno scorso per esempio in un certo periodo abbiamo avuto un calo generalizzato. Vedremo di rimediare, di crescere».

Quest’anno c’è anche da buttare un occhio sulla sorellina Cagliari Academy («Ci interessa: sono in contatto col loro preparatore»), e da fare un altro passo in avanti su un particolare aspetto: «Il nostro problema – confessa Boccolini –, sono i tanti viaggi aerei. Per tutti il lunedì c’è il riposo, per noi non esiste. Per questo vogliamo provare a mettere a punto i bioritmi dei singoli il prima possibile, adeguando la situazione alle esigenze. Per il resto, lavoriamo benissimo. L’età media è scesa a 27 anni e si può costruire di più, con meno lavoro conservativo, e sono cresciuti di molto l’atletismo e l’energia. Tutti i parametri sono alti. Sì, siamo partiti bene, molto bene». (mac)



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