Inter spietata a Roma Spalletti coglie una dolce vendetta
I giallorossi passano in vantaggio poi subiscono il sorpasso Di Francesco piange per tre pali e tante occasioni sprecate
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ROMA1
INTER3
ROMA: Alisson 5, Juan Jesus 5, Manolas 5, Fazio 4.5, Kolarov 6, Nainggolan 6, De Rossi 6 (38' st Under sv), Strootman 5, Defrel 5.5 (18' st El Shaarawy 6), Dzeko 6.5, Perotti 6.5 (46' st Tumminello s.v.). (28 Skorupski, 18 Lobont, 15 Moreno, 40 Ciavattini, 7 Pellegrini, 21 Gonalons, 30 Gerson, 24 Florenzi, 48 Antonucci). All.: Di Francesco 5.5.
INTER: Handanovic 6, D'Ambrosio 6, Skriniar 5.5, Miranda 5.5, Nagatomo 5 (12' st Dalbert 6), Gagliardini 4.5 (1' st Joao Mario 6), Vecino 6.5, Candreva 5.5 (38' st Cancelo sv), Borja Valero 6, Perisic 6, Icardi 7.5 (27 Padelli, 13 Ranocchia, 15 Ansaldi, 61 Vanheusden, 77 Brozovic, 8 Jovetic, 23 Eder, 96 G.Barbosa, 99 Pinamonti). All.: Spalletti 6.5.
ARBITRO: Irrati di Pistoia.
RETI: nel pt 15' Dzeko; nel st 23' e 32' Icardi, 42' Vecino.
NOTE: Angoli: 12-6 per la Roma Ammoniti: Candreva, Juan Jesus per gioco falloso Spettatori: 51.000.
ROMA
La vendetta ha il sapore dolce e il sorriso sarcastico di Luciano Spalletti. Il mister si è tolto la soddisfazione di battere la Roma (sua ex squadra) all’Olimpico raddrizzando una partita che sembrava persa non solo per il gol iniziale di Dzeko ma perchè i giallorossi l’hanno letteralmente dominata per tutto il primo tempo. Poi è successo l’imponderabile con una doppietta di Icardi, che ha cambiato il volto alla sfida e il terzo gol firmato da Vecino l’ha mandata in archivio.
La Roma può recriminare per un mare di occasioni sprecate e per tre pali uno più clamoroso dell’altro. Di Francesco ha ragione quando dice di non essere stato aiutato dalla dea bendata ma deve anche fare autocritica per aver lasciato troppo spazio agli attaccanti avversari che hanno trovato praterie ogni volta che hanno provato a ripartire.
L’Inter ha confermato di essere una macchina da gol, con Icardo che sta vivendo un momento magico. La vendetta di Luciano Spalletti è ancora più dolce perchè il mister è stato accolto da pioggia di fischi al momento dell'annuncio delle formazioni allo stadio Olimpico e durante la partita. All'allenatore toscano, passato dalla panchina giallorossa a quella nerazzurra dopo avere centrato il secondo posto nella capitale con record di punti (87), il pubblico romanista non ha perdonato il trattamento riservato a Totti nella scorsa stagione, l'ultima del numero 10, prima di appendere gli scarpini al chiodo.
A fine gara il più felice è sembrato Icardi: «Non sono un eroe – ha detto – abbiamo fatto tutti assieme un grande secondo tempo. Ci stiamo abituando ai nuovi meccanismi che ci chiede Spalletti e vincere partite così è un ottimo segnale».
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ROMA: Alisson 5, Juan Jesus 5, Manolas 5, Fazio 4.5, Kolarov 6, Nainggolan 6, De Rossi 6 (38' st Under sv), Strootman 5, Defrel 5.5 (18' st El Shaarawy 6), Dzeko 6.5, Perotti 6.5 (46' st Tumminello s.v.). (28 Skorupski, 18 Lobont, 15 Moreno, 40 Ciavattini, 7 Pellegrini, 21 Gonalons, 30 Gerson, 24 Florenzi, 48 Antonucci). All.: Di Francesco 5.5.
INTER: Handanovic 6, D'Ambrosio 6, Skriniar 5.5, Miranda 5.5, Nagatomo 5 (12' st Dalbert 6), Gagliardini 4.5 (1' st Joao Mario 6), Vecino 6.5, Candreva 5.5 (38' st Cancelo sv), Borja Valero 6, Perisic 6, Icardi 7.5 (27 Padelli, 13 Ranocchia, 15 Ansaldi, 61 Vanheusden, 77 Brozovic, 8 Jovetic, 23 Eder, 96 G.Barbosa, 99 Pinamonti). All.: Spalletti 6.5.
ARBITRO: Irrati di Pistoia.
RETI: nel pt 15' Dzeko; nel st 23' e 32' Icardi, 42' Vecino.
NOTE: Angoli: 12-6 per la Roma Ammoniti: Candreva, Juan Jesus per gioco falloso Spettatori: 51.000.
ROMA
La vendetta ha il sapore dolce e il sorriso sarcastico di Luciano Spalletti. Il mister si è tolto la soddisfazione di battere la Roma (sua ex squadra) all’Olimpico raddrizzando una partita che sembrava persa non solo per il gol iniziale di Dzeko ma perchè i giallorossi l’hanno letteralmente dominata per tutto il primo tempo. Poi è successo l’imponderabile con una doppietta di Icardi, che ha cambiato il volto alla sfida e il terzo gol firmato da Vecino l’ha mandata in archivio.
La Roma può recriminare per un mare di occasioni sprecate e per tre pali uno più clamoroso dell’altro. Di Francesco ha ragione quando dice di non essere stato aiutato dalla dea bendata ma deve anche fare autocritica per aver lasciato troppo spazio agli attaccanti avversari che hanno trovato praterie ogni volta che hanno provato a ripartire.
L’Inter ha confermato di essere una macchina da gol, con Icardo che sta vivendo un momento magico. La vendetta di Luciano Spalletti è ancora più dolce perchè il mister è stato accolto da pioggia di fischi al momento dell'annuncio delle formazioni allo stadio Olimpico e durante la partita. All'allenatore toscano, passato dalla panchina giallorossa a quella nerazzurra dopo avere centrato il secondo posto nella capitale con record di punti (87), il pubblico romanista non ha perdonato il trattamento riservato a Totti nella scorsa stagione, l'ultima del numero 10, prima di appendere gli scarpini al chiodo.
A fine gara il più felice è sembrato Icardi: «Non sono un eroe – ha detto – abbiamo fatto tutti assieme un grande secondo tempo. Ci stiamo abituando ai nuovi meccanismi che ci chiede Spalletti e vincere partite così è un ottimo segnale».
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