gli americani
«Sassari è il posto giusto, l’intesa tra noi fantastica»
OLBIA. Le cose che uniscono. A questo guardano i nuovi stranieri della Dinamo, e in particolar modo gli americani. In un gruppo totalmente rinnovato – come quello biancoblù di questa stagione –, è...
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OLBIA. Le cose che uniscono. A questo guardano i nuovi stranieri della Dinamo, e in particolar modo gli americani. In un gruppo totalmente rinnovato – come quello biancoblù di questa stagione –, è più facile inserirsi. Si parte tutti alla pari. E loro hanno cominciato dalle motivazioni e dalle ambizioni. Alte. Molto alte.
Levi Randolph ha scelto Sassari «perché l’anno scorso con Avellino l’ho affrontata due volte e ho visto quel che ha fatto e quanto è cresciuta. Sono amico di Lacey – dice l’ala di Madison – e me ne ha parlato bene, e ho sentito parlar solo bene della città e dei tifosi. Il feeling con i compagni è quello giusto, professionale al massimo: andiamo tutti nella stessa direzione, per crescere insieme».
Anche William Hatcher è convinto della scelta: «Sassari ormai è conosciuta in tutta Europa, e vivere in Sardegna è un valore aggiunto – sostiene il play –. Ho fatto tante stagioni in Europa e questa sarà la mia prima in Italia. Ho sempre seguito Sassari e l’ho sempre vista bene, sta crescendo e ha un progetto interessante. Sono qui perché penso che sia il posto ideale per uno step decisivo per la mia carriera. In questa prima settimana abbiamo lavorato duro, e lavorato bene. Neessuno si tira indietro, c’è una grande empatia e sta nascendo un gruppo unito. Sarà importante essere uniti, anche e soprattutto nei momenti difficli». Anche lui garantisce la massima disponibilità: «Giocherò come il coach vuole che giochi. E’ questa una delle mie caratteristiche, l’adattabilità. E’ una mia capacità. Poi, mi piace giocare il pick’n roll, impegnarmi in difesa e correre in transizione, e mi piace segnare, certo. Ma soprattutto mettere i compagni nella condizione di segnare. Non sarà difficile far bene, con Rok mi trovo già benissimo e tutti i compagni sono bravissimi».
Shawn Jones concorda. Ormai è una certezza, provata dal fatto che tante carriere ad altissimo livello sono sbocciate al PalaSerradimigni. Lui, centro di 203 centimetri e un’apertura... alare di 2 metri e 24, intende lavorare duro: «Il mio motto è: “il lavoro duro batte il talento, e questo succede sempre, quando il talento non lavora». Applicazione e professionalità, insomma, al massimo livello. Come promette anche l’esterno Scott Bamforth: «Ho giocasto tanto in Spagna – ricorda :–, perché ora ho scelto la Dinamo? Perché ho sentito solo buone cose, e dopo tanti anni in Spagna voglio conoscere una nuova lega e vivere una nuova sfida professionale in un grande club. Sono sicuro, per me è una grande opportunità. Poi, siamo professionisti, bene o male cambia il posto ma la nostra vita è sempre quella. Quindi, concentrati sul lavoro, e dare sempre il massimo».
Levi Randolph ha scelto Sassari «perché l’anno scorso con Avellino l’ho affrontata due volte e ho visto quel che ha fatto e quanto è cresciuta. Sono amico di Lacey – dice l’ala di Madison – e me ne ha parlato bene, e ho sentito parlar solo bene della città e dei tifosi. Il feeling con i compagni è quello giusto, professionale al massimo: andiamo tutti nella stessa direzione, per crescere insieme».
Anche William Hatcher è convinto della scelta: «Sassari ormai è conosciuta in tutta Europa, e vivere in Sardegna è un valore aggiunto – sostiene il play –. Ho fatto tante stagioni in Europa e questa sarà la mia prima in Italia. Ho sempre seguito Sassari e l’ho sempre vista bene, sta crescendo e ha un progetto interessante. Sono qui perché penso che sia il posto ideale per uno step decisivo per la mia carriera. In questa prima settimana abbiamo lavorato duro, e lavorato bene. Neessuno si tira indietro, c’è una grande empatia e sta nascendo un gruppo unito. Sarà importante essere uniti, anche e soprattutto nei momenti difficli». Anche lui garantisce la massima disponibilità: «Giocherò come il coach vuole che giochi. E’ questa una delle mie caratteristiche, l’adattabilità. E’ una mia capacità. Poi, mi piace giocare il pick’n roll, impegnarmi in difesa e correre in transizione, e mi piace segnare, certo. Ma soprattutto mettere i compagni nella condizione di segnare. Non sarà difficile far bene, con Rok mi trovo già benissimo e tutti i compagni sono bravissimi».
Shawn Jones concorda. Ormai è una certezza, provata dal fatto che tante carriere ad altissimo livello sono sbocciate al PalaSerradimigni. Lui, centro di 203 centimetri e un’apertura... alare di 2 metri e 24, intende lavorare duro: «Il mio motto è: “il lavoro duro batte il talento, e questo succede sempre, quando il talento non lavora». Applicazione e professionalità, insomma, al massimo livello. Come promette anche l’esterno Scott Bamforth: «Ho giocasto tanto in Spagna – ricorda :–, perché ora ho scelto la Dinamo? Perché ho sentito solo buone cose, e dopo tanti anni in Spagna voglio conoscere una nuova lega e vivere una nuova sfida professionale in un grande club. Sono sicuro, per me è una grande opportunità. Poi, siamo professionisti, bene o male cambia il posto ma la nostra vita è sempre quella. Quindi, concentrati sul lavoro, e dare sempre il massimo».
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