L’Olbia si regala tre punti preziosissimi
I bianchi battono il Pisa con un gol di Ragatzu e una prova di grande carattere. Festa doppia per Aresti diventato papà
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OLBIA1
PISA0
OLBIA: Aresti, Pisano, Dametto, Iotti, Cotali, Feola, Geroni, Muroni, Piredda, Ogunseye, Ragatzu. A disposizione:Van Der Want, Pinna, Manca, Murgia, Oliveira, Vispo, Senesi, Arras. Allenatore: Mereu.
PISA: Petkovic, Mannini (41’st Birindelli), Ingrosso, Lisuzzo, Favale, Izzillo (41’st Cernigoi), Gucher, Di Quinzio (17’ st Maltese), Giannone (17’st Peralta), Eusepi, Negro (26’ st Masucci). A disposizione: Reinholds, Campani, Sabotic, Cuppone, Carrillo, Zammarini, Nacci. Allenatore: Gautieri.
ARBITRO: Davide Curti di Milano
RETI: Ragatzu al 18’ primo tempo
NOTE: ammoniti Geroni, Muroni e Ogunseye (Olbia), Di Quinzio (Pisa). Spettatori: 2 mila circa. Recupero: 0 e 5’.
OLBIA
Un grande portiere (diventato papà proprio ieri) e un grande attaccante. In mezzo tutto il resto. Così l’Olbia supera il Pisa per 1-0 grazie ai miracoli di Simone Aresti e a un eurogol di Daniele Ragatzu al 18’ del primo tempo. Un un tiro al volo di destro all’angolino dopo un’azione da fantacalcio tutta di prima tra Geroni e Muroni, con cross dalla destra di Pisano. Non si offenderanno così scuole di pensiero post “sacchiane” o fanatici di Mourinho, ma il calcio è gioco semplice. Si può essere grandi allenatori e si possono costruire grandi squadre con gli uomini giusti, senza scienziati o presunti tali. L’Olbia firma la sua prima impresa stagionale, all’esordio in casa contro la corazzata Pisa, grazie ai miracoli del suo portiere e al suo bomber sardo. Poi c’è Bernardo Mereu, allenatore che del santone non ha l’aura, ma che ha costruito un meccanismo a orologeria. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’Olbia farà esultare spesso il Nespoli.
Davanti al pubblico delle grandi occasioni, con circa 2mila paganti sugli spalti, i bianchi scendono in campo con le novità di Geroni centromediano e Piredda trequartista di lotta e di governo. Davanti un Pisa versione Formula 1 con una serie di velocisti sulle ali, tra i quali primeggiano Giannone a destra e Negro a sinistra, che a piedi invertiti cercano sempre di accentrarsi per scaricare o tentare la conclusione. Il meccanismo tattico alla lunga si rivela quasi scontato, soprattutto grazie a un Piredda chiamato a garantire coperture preventive sui lati del campo in potenziali situazioni di inferiorità numerica. Così al 14’ del primo tempo Negro supera due difensori dell’Olbia e scarica da pochi passi, con Aresti che si supera con un intervento d’istinto. Scampato pericolo e gol dell’Olbia con la magia di Ragatzu dopo la grande azione di squadra.
Il secondo tempo inizia con un Pisa aggressivo, che cerca il gol con lo stesso motivo tattico ma uno spartito più vario. Palla avanti e palla indietro, tagli e verticalizzazioni che portano a un gol clamorosamente fallito da Maltese, subentrato a Di Quinzio, al 19’ della ripresa. Poi una supremazia territoriale azzurra con l’Olbia che tiene comunque botta, con le ripartenze intelligenti condotte da Geroni con la forza motrice di Ragatzu. Ma anche soluzioni palla alta per Ogunseye, che ha combattuto da gigante pur essendo poco incisivo in area. Un combattimento ad armi pari fino al concitato finale, con i cinque minuti di recupero causa avvio di idranti a metà ripresa. Così l’arbitro fa durare la partita un minuto di troppo e allo scadere solo una grande uscita di Aresti salva il risultato. L’Olbia esce tra gli applausi e dimostra di aver imparato una lezione che le servirà per un campionato che si preannuncia da prima della classe.
Giandomenico Mele
PISA0
OLBIA: Aresti, Pisano, Dametto, Iotti, Cotali, Feola, Geroni, Muroni, Piredda, Ogunseye, Ragatzu. A disposizione:Van Der Want, Pinna, Manca, Murgia, Oliveira, Vispo, Senesi, Arras. Allenatore: Mereu.
PISA: Petkovic, Mannini (41’st Birindelli), Ingrosso, Lisuzzo, Favale, Izzillo (41’st Cernigoi), Gucher, Di Quinzio (17’ st Maltese), Giannone (17’st Peralta), Eusepi, Negro (26’ st Masucci). A disposizione: Reinholds, Campani, Sabotic, Cuppone, Carrillo, Zammarini, Nacci. Allenatore: Gautieri.
ARBITRO: Davide Curti di Milano
RETI: Ragatzu al 18’ primo tempo
NOTE: ammoniti Geroni, Muroni e Ogunseye (Olbia), Di Quinzio (Pisa). Spettatori: 2 mila circa. Recupero: 0 e 5’.
OLBIA
Un grande portiere (diventato papà proprio ieri) e un grande attaccante. In mezzo tutto il resto. Così l’Olbia supera il Pisa per 1-0 grazie ai miracoli di Simone Aresti e a un eurogol di Daniele Ragatzu al 18’ del primo tempo. Un un tiro al volo di destro all’angolino dopo un’azione da fantacalcio tutta di prima tra Geroni e Muroni, con cross dalla destra di Pisano. Non si offenderanno così scuole di pensiero post “sacchiane” o fanatici di Mourinho, ma il calcio è gioco semplice. Si può essere grandi allenatori e si possono costruire grandi squadre con gli uomini giusti, senza scienziati o presunti tali. L’Olbia firma la sua prima impresa stagionale, all’esordio in casa contro la corazzata Pisa, grazie ai miracoli del suo portiere e al suo bomber sardo. Poi c’è Bernardo Mereu, allenatore che del santone non ha l’aura, ma che ha costruito un meccanismo a orologeria. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’Olbia farà esultare spesso il Nespoli.
Davanti al pubblico delle grandi occasioni, con circa 2mila paganti sugli spalti, i bianchi scendono in campo con le novità di Geroni centromediano e Piredda trequartista di lotta e di governo. Davanti un Pisa versione Formula 1 con una serie di velocisti sulle ali, tra i quali primeggiano Giannone a destra e Negro a sinistra, che a piedi invertiti cercano sempre di accentrarsi per scaricare o tentare la conclusione. Il meccanismo tattico alla lunga si rivela quasi scontato, soprattutto grazie a un Piredda chiamato a garantire coperture preventive sui lati del campo in potenziali situazioni di inferiorità numerica. Così al 14’ del primo tempo Negro supera due difensori dell’Olbia e scarica da pochi passi, con Aresti che si supera con un intervento d’istinto. Scampato pericolo e gol dell’Olbia con la magia di Ragatzu dopo la grande azione di squadra.
Il secondo tempo inizia con un Pisa aggressivo, che cerca il gol con lo stesso motivo tattico ma uno spartito più vario. Palla avanti e palla indietro, tagli e verticalizzazioni che portano a un gol clamorosamente fallito da Maltese, subentrato a Di Quinzio, al 19’ della ripresa. Poi una supremazia territoriale azzurra con l’Olbia che tiene comunque botta, con le ripartenze intelligenti condotte da Geroni con la forza motrice di Ragatzu. Ma anche soluzioni palla alta per Ogunseye, che ha combattuto da gigante pur essendo poco incisivo in area. Un combattimento ad armi pari fino al concitato finale, con i cinque minuti di recupero causa avvio di idranti a metà ripresa. Così l’arbitro fa durare la partita un minuto di troppo e allo scadere solo una grande uscita di Aresti salva il risultato. L’Olbia esce tra gli applausi e dimostra di aver imparato una lezione che le servirà per un campionato che si preannuncia da prima della classe.
Giandomenico Mele
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