Il Van der Wiel day
«Sono qui per divertirmi e divertirvi. Amo già Cagliari»
CAGLIARI. «Non sono mai stato prima da queste parti, ho visto spiagge fantastiche. La gente è splendida, il gruppo pure. Ho parlato col mister Rastelli: gli ho detto che sono qui per ridiventare...
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CAGLIARI. «Non sono mai stato prima da queste parti, ho visto spiagge fantastiche. La gente è splendida, il gruppo pure. Ho parlato col mister Rastelli: gli ho detto che sono qui per ridiventare felice giocando il calcio che mi piace». Gregory Van der Wiel, passione e pallone. Il terzino classe '88, ieri allo Store del club per la presentazione a stampa e tifosi, con la splendida fidanzata Rose Bertram - top model belga 22enne, apparsa anche sulla copertina di Sport Illustrated - è sul pezzo: «Contro il Milan abbiamo giocato una grande gara. Meritavamo almeno il pari. Ora, voglio mettere a disposizione del team la mia esperienza».
Il difensore olandese - valigie di scudetti e coppe con Ajax e Psg - ha la maglia 2: «Non c'era la 23, ho preso quella che usavo da ragazzino con l'Olanda. Un omaggio a Magic Johnson? No, ma ricordo che l'ha usata anche David Beckam!». Dai big a un Cagliari convincente: «Non meritavamo di perdere con Juve e Milan. Abbiamo mostrato buona filosofia di gioco e personalità. A San Siro ci hanno condannato gli episodi. La risposta? Lavorare duramente sui dettagli: stai attento per 92' ma in un secondo la palla può passare dove non dovrebbe».
Intanto, un ghiotto sms per i tifosi: «Sono motivato, non vedo l'ora di debuttare nel nuovo stadio. Mi manca solo il ritmo gara, negli ultimi quattro mesi ho giocato con il Fenerbahçe una partita. Perché? Ragioni che non c'entrano con il calcio». Sul campionato, poche storie: «La A è di ottimo livello ma ho giocato con e contro grandi campioni, sono tranquillo. Un auspicio? Giocare un calcio di qualità, divertirmi e salvarci quanto prima».
A proposito di star, a Parigi ha giocato anche con Ibrahimovic: «Non l'ho sentito. Ma ho già un'idea delle difficoltà della serie A». Gregory rivela: «Mi hanno parlato bene del club e della città il mio ex compagno El Kabir e il preparatore Michele Santoni, con me all'Ajax. La sua presenza, anche per la lingua, è molto importante». Sciolto e sorridente, racconta dell'approccio con la società di Giulini: «Nel test Fenerbahçe-Cagliari non immaginavo di venire qui, tutto è nato dopo. Roma, Juve e Inter nel mio passato? Dopo l'Ajax anche alcune squadre italiane si sono fatte avanti. Sono andato al Psg». Si chiude con l'icona: «Il più forte nel mio ruolo? Dani Alves è sempre il migliore».
Mario Frongia
Il difensore olandese - valigie di scudetti e coppe con Ajax e Psg - ha la maglia 2: «Non c'era la 23, ho preso quella che usavo da ragazzino con l'Olanda. Un omaggio a Magic Johnson? No, ma ricordo che l'ha usata anche David Beckam!». Dai big a un Cagliari convincente: «Non meritavamo di perdere con Juve e Milan. Abbiamo mostrato buona filosofia di gioco e personalità. A San Siro ci hanno condannato gli episodi. La risposta? Lavorare duramente sui dettagli: stai attento per 92' ma in un secondo la palla può passare dove non dovrebbe».
Intanto, un ghiotto sms per i tifosi: «Sono motivato, non vedo l'ora di debuttare nel nuovo stadio. Mi manca solo il ritmo gara, negli ultimi quattro mesi ho giocato con il Fenerbahçe una partita. Perché? Ragioni che non c'entrano con il calcio». Sul campionato, poche storie: «La A è di ottimo livello ma ho giocato con e contro grandi campioni, sono tranquillo. Un auspicio? Giocare un calcio di qualità, divertirmi e salvarci quanto prima».
A proposito di star, a Parigi ha giocato anche con Ibrahimovic: «Non l'ho sentito. Ma ho già un'idea delle difficoltà della serie A». Gregory rivela: «Mi hanno parlato bene del club e della città il mio ex compagno El Kabir e il preparatore Michele Santoni, con me all'Ajax. La sua presenza, anche per la lingua, è molto importante». Sciolto e sorridente, racconta dell'approccio con la società di Giulini: «Nel test Fenerbahçe-Cagliari non immaginavo di venire qui, tutto è nato dopo. Roma, Juve e Inter nel mio passato? Dopo l'Ajax anche alcune squadre italiane si sono fatte avanti. Sono andato al Psg». Si chiude con l'icona: «Il più forte nel mio ruolo? Dani Alves è sempre il migliore».
Mario Frongia
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