Ventura e la Spagna: «Finalmente»
Il Ct sa di giocarsi tutto e punta sull’orgoglio dei suoi ragazzi: «Avere un solo risultato a disposizione ci darà forza»
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FIRENZE. Vincere in Spagna, per andare ai Mondiali e per sfatare un tabù che sfiora i 70 anni, tanti ne sono passati dall'unica vittoria azzurra ottenuta nel 1949 in terra iberica. Il ct azzurro Gian Piero Ventura ricomincia animato dalla voglia di impresa, anche se oltre alla forza della Roja i problemi non mancano: il mercato aperto («Andrebbe chiuso almeno 24 ore prima dell'inizio del campionato afferma commentando il caso-Spinazzola»), i giovani che nei loro nuovi club non trovano spazio, da Bernardeschi a Pellegrini («Si decide sempre tenendo conto delle cose proprie, la nazionale non è al primo posto nei pensieri durante una trattativa»), la forma fisica non ottimale. «Sono problemi per cui la Nazionale rischia di pagare le conseguenze ma la sfida di Madrid non mi toglie il sonno. Anzi, mi eccita tantissimo e anche nei giocatori ho visto la stessa adrenalina. Avrei preferito due risultati su tre a disposizione, averne uno solo però mi dà ulteriori stimoli. Andremo a giocarcela a viso aperto decisi a centrare qualcosa di importante, senza però dimenticare che affronteremo Israele dopo soli tre giorni: fallire significherebbe vanificare tutto».
Ecco perché il ct già annuncia un turnover mirato, ecco perché malgrado tutto ha scelto di affidarsi allo stesso gruppo sceso in campo a Udine nell'ultimo match soprassedendo a una possibile questione etica nella vicenda-Spinazzola. «Fossimo in ottobre o novembre avrei fatto altre verifiche anche perché sarebbe meglio che chi viene convocato giocasse sempre, eppoi perché c'è un'infornata di giovani con grandi potenzialità che scalpita, per questo non vedo l'ora di iniziare gli stage. Ma essendo a inizio stagione dovevo per forza ripartire dalla continuità di gruppo».
Contro la Spagna è possibile la difesa a tre come a quattro: «Lavoriamo per poter cambiare a gara in corso». Escluso invece il tridente «perché Immobile e Belotti farebbero fatica, sono entrambi punte centrali anche se nel calcio si può fare di tutto». Insomma, il 2 settembre a Madrid uno tra Immobile, Insigne e Belotti potrebbe essere escluso. Anche quindi il centravanti granata dalla clausola da 100 milioni, cui Ventura invia un messaggio: «Ha ancora margini di crescita. Domenica ha fatto un bel gol ma i campioni sanno abbinare i grandi gol a grandi prove. Lavori quindi con questo obiettivo perché è sulla strada giusta per diventare un grande giocatore. Se spenderei 100 milioni per lui? Io i miei presidenti li facevo guadagnare...».
Ecco perché il ct già annuncia un turnover mirato, ecco perché malgrado tutto ha scelto di affidarsi allo stesso gruppo sceso in campo a Udine nell'ultimo match soprassedendo a una possibile questione etica nella vicenda-Spinazzola. «Fossimo in ottobre o novembre avrei fatto altre verifiche anche perché sarebbe meglio che chi viene convocato giocasse sempre, eppoi perché c'è un'infornata di giovani con grandi potenzialità che scalpita, per questo non vedo l'ora di iniziare gli stage. Ma essendo a inizio stagione dovevo per forza ripartire dalla continuità di gruppo».
Contro la Spagna è possibile la difesa a tre come a quattro: «Lavoriamo per poter cambiare a gara in corso». Escluso invece il tridente «perché Immobile e Belotti farebbero fatica, sono entrambi punte centrali anche se nel calcio si può fare di tutto». Insomma, il 2 settembre a Madrid uno tra Immobile, Insigne e Belotti potrebbe essere escluso. Anche quindi il centravanti granata dalla clausola da 100 milioni, cui Ventura invia un messaggio: «Ha ancora margini di crescita. Domenica ha fatto un bel gol ma i campioni sanno abbinare i grandi gol a grandi prove. Lavori quindi con questo obiettivo perché è sulla strada giusta per diventare un grande giocatore. Se spenderei 100 milioni per lui? Io i miei presidenti li facevo guadagnare...».
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