Pavoletti: «Sarà un’avventura super»
di Mario Frongia
L’acquisto più costoso della storia rossoblù: «Una grande accoglienza. Ho firmato per cinque anni, faremo grandi cose»
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ASSEMINI. “Pavoloso” e bomber marinaio. Ma anche "il più pazzo del gruppo" come l'hanno battezzato Hamsyk e compagni. Leonardo Pavoletti, pronti via. «Sono a Cagliari per un progetto importante. L'accoglienza è stata molto calorosa, meglio di così non potevo aspettarmi. Sarà un’avventura super».
Il centravanti forte in acrobazia, ambidestro, cattivo e affamato. Di gol e di successi. «Ho parlato col mister, mi ha detto cosa vuole da me e dalla squadra. Penso che faremo grandi cose. Cagliari è piazza molto importante: ho firmato un contratto di cinque anni, non penso a un'apparizione». Idee chiare, sorriso contagioso, motivato ad hoc. «Napoli? L'ho vissuta, amata e respirata. Ero infortunato, ho giocato poco non ero al top. Le soluzioni dell'allenatore e la risposta dei compagni sono state superiori ai miei demeriti. Ma ora quella pagina è chiusa, penso al Cagliari». Diretto, senza fronzoli. «Borriello? Marco qui ha fatto benissimo. Ma non sono arrivato per commentare chi c'era prima. Penso al futuro e qual che posso dare io mettendomi al servizio della squadra. Non sono mai stato geloso né invidioso. E non inizio certo ora».
Pavoletti ha visto, a tratti, la partita di Torino con la Juve, e per intero quella contro il Milan: «Il Cagliari? Una squadra viva, orgoglioso, che fa buon calcio. Sì, penso proprio di aver fatto la scleta giusta». Intanto, oggi si gioca a Oristano contro il Tortolì: «Mi piacerebbe scendere in campo, devo mettere minutaggio. Il Crotone? Per il 10 settembre sono pronto, alla Sardegna Arena vorrei esserci».
Un messaggio chiaro. Rastelli sa che può contare sul classe '88, originario di Livorno: «Penso che ci siano, per le qualità di città, ambiente, club e staff, le condizioni ideali per costruire la stagione più importante della mia carriera. Dei compagni mi sono incrociato brevemente con Farias a Sassuolo. Ma in tanti mi hanno parlato del calore ideale della piazza in cui stavo per venire due anni fa. I mondiali di Russia? La maglia azzurra è il sogno massimo di chiunque. Sono qui per il bene del Cagliari ma se avrò l'opportunità di riprendermi la nazionale, perché no».
Si entra nel vivo. «Ho giocato da boa centrale ma anche a due e a tre. So adattarmi e seguirò a puntino le indicazioni del mister. Ripeto, non sento pressione né responsabilità particolari: mi conoscerete meglio, e capirete che la mia è una scelta motivata e di lungo periodo". Pavoletti - prestito di due milioni e mezzo di euro e obbligo di riscatto a dieci, un milione netto di stipendio a stagione - cita il suo amico Perin: «Mattia mi ha inviato un bellissimo messaggio. Ho davvero le sensazioni giuste». Infine, la maglia: «Non ho ancora scelto. La 11? Credo che mi peserebbe un po'».
Il centravanti forte in acrobazia, ambidestro, cattivo e affamato. Di gol e di successi. «Ho parlato col mister, mi ha detto cosa vuole da me e dalla squadra. Penso che faremo grandi cose. Cagliari è piazza molto importante: ho firmato un contratto di cinque anni, non penso a un'apparizione». Idee chiare, sorriso contagioso, motivato ad hoc. «Napoli? L'ho vissuta, amata e respirata. Ero infortunato, ho giocato poco non ero al top. Le soluzioni dell'allenatore e la risposta dei compagni sono state superiori ai miei demeriti. Ma ora quella pagina è chiusa, penso al Cagliari». Diretto, senza fronzoli. «Borriello? Marco qui ha fatto benissimo. Ma non sono arrivato per commentare chi c'era prima. Penso al futuro e qual che posso dare io mettendomi al servizio della squadra. Non sono mai stato geloso né invidioso. E non inizio certo ora».
Pavoletti ha visto, a tratti, la partita di Torino con la Juve, e per intero quella contro il Milan: «Il Cagliari? Una squadra viva, orgoglioso, che fa buon calcio. Sì, penso proprio di aver fatto la scleta giusta». Intanto, oggi si gioca a Oristano contro il Tortolì: «Mi piacerebbe scendere in campo, devo mettere minutaggio. Il Crotone? Per il 10 settembre sono pronto, alla Sardegna Arena vorrei esserci».
Un messaggio chiaro. Rastelli sa che può contare sul classe '88, originario di Livorno: «Penso che ci siano, per le qualità di città, ambiente, club e staff, le condizioni ideali per costruire la stagione più importante della mia carriera. Dei compagni mi sono incrociato brevemente con Farias a Sassuolo. Ma in tanti mi hanno parlato del calore ideale della piazza in cui stavo per venire due anni fa. I mondiali di Russia? La maglia azzurra è il sogno massimo di chiunque. Sono qui per il bene del Cagliari ma se avrò l'opportunità di riprendermi la nazionale, perché no».
Si entra nel vivo. «Ho giocato da boa centrale ma anche a due e a tre. So adattarmi e seguirò a puntino le indicazioni del mister. Ripeto, non sento pressione né responsabilità particolari: mi conoscerete meglio, e capirete che la mia è una scelta motivata e di lungo periodo". Pavoletti - prestito di due milioni e mezzo di euro e obbligo di riscatto a dieci, un milione netto di stipendio a stagione - cita il suo amico Perin: «Mattia mi ha inviato un bellissimo messaggio. Ho davvero le sensazioni giuste». Infine, la maglia: «Non ho ancora scelto. La 11? Credo che mi peserebbe un po'».
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