le furie rosse
Lopetegui mette tutti in guardia «Oggi serve la partita perfetta»
MADRID. Tanto rispetto e considerazione per l'Italia, ma anche la consapevolezza della propria forza e la certezza che il pubblico darà la spinta decisiva. È questa l'atmosfera che si respira nel...
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MADRID. Tanto rispetto e considerazione per l'Italia, ma anche la consapevolezza della propria forza e la certezza che il pubblico darà la spinta decisiva. È questa l'atmosfera che si respira nel ritiro della Spagna che stasera, in un Bernabeu che la federcalcio locale annuncia gremito, affronterà gli azzurri nel match decisivo del girone G delle qualificazioni mondiali. Non potrebbe esserci scenario migliore, e maggiormente suggestivo, per questa che Sergio Ramos, uno che ne ha viste di tutti i colori e ha vinto tantissimo, definisce con convinzione «una delle partite più belle del mondo».
Così a Madrid ci si avvicina a questo appuntamento come quando sta per scoccare l'ora del “Clasico”. Sembra di essere alla vigilia di Real-Barcellona, l'attesa è la stessa, come la voglia che arrivi il momento del calcio d'inizio, e sembra indovinata la previsione di Ramos che oggi vuole vedere «una marea rossa, di maglie e bandiere. Tutto il mondo parlerà di questa partita».
Per la verità dovrebbero esserci anche macchie di azzurro, perché nel centro di Madrid già ieri si sono viste diverse persone in giro indossando la casacca della nazionale di Gian Piero Ventura. Quasi a voler testimoniare, pur se da semplici “aficionados”, che l'Italia non ha paura di questo appuntamento in cui non parte favorita, e per vivere il quale torna per la prima volta nello stadio in cui visse una pagina di storia, quella della vittoria a Spagna 1982.
«Ma anche l'Italia di oggi è forte - chiosa il ct spagnolo Lopetegui -, anzi direi che è una rivale contro la quale servirà la Spagna dei giorni migliori. La sfida dell'anno scorso a Torino non fa testo, il nostro obiettivo è vincere contro un'Italia grande sia a livello individuale, con gente come Belotti, che è cresciuto moltissimo, Insigne, Candreva e Immobile, sia di collettivo. Per batterli dovremo toccare livelli di assoluta eccellenza».
Così a Madrid ci si avvicina a questo appuntamento come quando sta per scoccare l'ora del “Clasico”. Sembra di essere alla vigilia di Real-Barcellona, l'attesa è la stessa, come la voglia che arrivi il momento del calcio d'inizio, e sembra indovinata la previsione di Ramos che oggi vuole vedere «una marea rossa, di maglie e bandiere. Tutto il mondo parlerà di questa partita».
Per la verità dovrebbero esserci anche macchie di azzurro, perché nel centro di Madrid già ieri si sono viste diverse persone in giro indossando la casacca della nazionale di Gian Piero Ventura. Quasi a voler testimoniare, pur se da semplici “aficionados”, che l'Italia non ha paura di questo appuntamento in cui non parte favorita, e per vivere il quale torna per la prima volta nello stadio in cui visse una pagina di storia, quella della vittoria a Spagna 1982.
«Ma anche l'Italia di oggi è forte - chiosa il ct spagnolo Lopetegui -, anzi direi che è una rivale contro la quale servirà la Spagna dei giorni migliori. La sfida dell'anno scorso a Torino non fa testo, il nostro obiettivo è vincere contro un'Italia grande sia a livello individuale, con gente come Belotti, che è cresciuto moltissimo, Insigne, Candreva e Immobile, sia di collettivo. Per batterli dovremo toccare livelli di assoluta eccellenza».
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