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Tripletta di Matteo Trentin La Vuelta parla italiano

La maglia verde domina la volata sul traguardo di Tomares. Moscon è secondo Fabio Aru chiude nelle prime posizioni, oggi e domani la corsa riprende a salire

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TOMARES. La Vuelta di Spagna è italiana. Un buon viatico in vista della sfida per le qualificazioni mondiali nel calcio, in programma stasera a Madrid. Dopo la quarta e la decima, Matteo Trentin (Quick step-Floors) mette le mani anche sulla tredicesima tappa, imponendosi nella Coin-Tomares, lunga 198,4 chilometri.

Il corridore trentino, nato a Borgo Valsugana, ha preceduto sul traguardo, al termine di un lungo sprint, il corregionale (è originario di Revò) Gianni Moscon, che completa la grande abbuffata tricolore. E prima dei due, ci aveva provato Alessandro De Marchi, andato in fuga e ripreso a circa sette chilometri dal traguardo posto non lontano da Siviglia.

Se da un lato Trentin rafforza la propria leadership nella graduatoria a punti con la maglia verde sempre più saldamente sulle spalle, nella classifica generale comanda sempre Chris Froome, sempre più favorito, ma non ancora sicuro del trionfo.

L'inglese è sempre a +59” su Nibali e a +2'13” sul colombiano Chaves, mentre Fabio Aru resta al settimo posto a 2’37” dalla maglia rossa, ma ad appena 24” dal podio. Ieri il Cavaliere dei Quattro Moir, ben protetto dalla sua squadra, nonj ha corso rischi e nel finale è riuscito a restare nelle prime posizioni, evitando i sempre possibili ostacoli rappresentati da “buchi” nel gruppo, o dalle cadute.

Da oggi la Vuelta si farà di nuovo in salita, pur restando nella regione dell'Andalusia. La quattordicesima tappa porterà i corridori da Ecija a Sierra de la Pandera, dopo 175 chilometri di gara e con l'arrivo posto a quota 1.830, al culmine di una salita di 12 chilometri, con pendenza media del 7,3% e punte del 13 per cdento di pendenza. E domenica si disputerà la quindicesima frazione, che da Alcalà La Real porta a Sierra Nevada-Monachil, per un totale di 117 chilometri, con 3.172 metri di dislivello e arrivo in quota a 2.510 metri.

I corridori saranno costretti a salire per 19,3 chilometri al 5,6 per cento, ma con rampe del 22 per cento. Il terreno ideale per attaccare. Da tenere d’occhio in particolare l’arrembante Contador, che a furia di invenzioni sta preppotentemente risalendo la clasifica, ma anche Nibali e Aru, sulle salite lunghe che prediligono, potrebbero provarci.

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