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La delusione di Marchionne: «Mi girano le balle»

La delusione di Marchionne: «Mi girano le balle»

Il presidente della scuderia di Maranello ne ha per tutti: «C’è qualcosa che non ha funzionato»

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MONZA. Nel box Ferrari sapevano che Monza è una pista più favorevole alle caratteristiche della Mercedes, ma almeno ci si attendeva di dar battaglia con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. «È stato quasi imbarazzante vedere la differenza tra loro e noi», il commento a caldo del presidente della casa di Maranello Sergio Marchionne dopo aver visto Sebastian Vettel arrivare terzo, ben 36 secondi dopo l'inglese, che gli ha provvisoriamente sfilato la leadership mondiale, e Kimi Raikkonen quinto a venti secondi dalla Red Bull di Daniel Ricciardo. Nulla è compromesso, «l'obiettivo non cambia per la classifica piloti e costruttori», ma sono una scossa le parole di Marchionne, che alla vigilia aveva definito la Ferrari «totalmente alla pari» dei rivali tedeschi e invece ha visto un'involuzione in qualifiche e gara: «Questa non è la Ferrari: bisogna raddoppiare l'impegno. Dobbiamo togliere il sorriso dalla faccia di questi, mi stan girando un po’ le balle».

«Abbiamo sofferto, la macchina non è migliorata dal Belgio a qui. C'è qualcosa che abbiamo fatto sull'assetto della vettura che non ha funzionato, bisogna capire dove abbiamo sbagliato» ha ammesso Marchionne, al fianco del team principal Maurizio Arrivabene e del direttore Tecnico Mattia Binotto, che hanno avuto una sessione di prove libere in meno per lavorare e sotto la pioggia in qualifica, ha ammesso lo stesso n.1 della Ferrari, «si sono fatti trovare impreparati» dagli pneumatici da bagnato estremo, testati solo per pochi giri a Silverstone. Partire dalla terza fila ha reso tutto più complicato. «Non importa, dopo la partenza eravamo tutti liberi di correre e la macchina non ce l'ha fatta, si vedeva, ci prendevano quasi un secondo al giro, impossibile – la constatazione di Marchionne –. Questa volta la Mercedes era superiore, non potevamo fare niente. Abbiamo fatto il meglio possibile. Ce la vedremo a Singapore».

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