La bomba in albergo non scuote l’Olbia
di Roberto Muretto
Avviate le indagini a Grosseto ma le telecamere non aiutano. La società gallurese incassa la solidarietà e minimizza
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OLBIA. Sono a un punto morto le indagini per identificare gli autori del lancio della bomba carta davanti all’hotel di Grosseto che sabato notte ha ospitato l’Olbia, impegnata il giorno dopo nella gara del campionato di serie C contro il Gavorrano, poi vinta per 2-1 dalla formazione guidata da Bernardo Mereu. I carabinieri di Grosseto e la Digos hanno visionato le immagini delle telecamere, ma non sono state di grande aiuto. Fotogrammi confusi, nei quali pare si intravedano due-tre persone aggirarsi nei paraggi dell’albergo con fare sospetto. Niente di più. Impossibile identificarli. Gli inquirenti sono portati a pensare che non si tratti di un gesto contro la squadra sarda, anche se c’è un precedente. Risale al 2016, quando la formazione biancorossa fu sconfitta per 2-1 dai bianchi nella semifinale playoff, interrompendo così la corsa del Grosseto verso il ritorno nel calcio pro.
Altre ipotesi. In primo luogo è stata scartata l’ipotesi dell’azione di persone che dopo aver alzato il gomito si sono “divertite” a spaventare i dipendenti e gli ospiti dell’hotel Airone, situato all’interno delle mura. Chi indaga sta invece seguendo una pista che sembra più plausibile, anche se certezze non ce ne sono. I tifosi del Grosseto non sarebbero contenti del fatto che il Gavorrano utilizza il campo di gioco della formazione locale (il suo impianto non è a norma, si attende la conclusione dei lavori), scesa in Eccellenza dopo una serie di vicissitudini societarie che hanno rischiato di farla sparire. Questo avrebbe portato a un gesto dimostrativo per esprimere il malcontento. Anche le scritte apparse sui muri della struttura ricettiva, rivolte alla squadra ospite di turno, sarebbero da ricondurre all’amarezza di supporter che male hanno digerito la discesa del club (sulla cui panchina si sono seduti anche due allenatori sardi: Antonello Cuccureddu e Marco Sanna) dalla serie B dove giocava fino a pochi anni fa, tra i dilettanti.
L’Olbia. La società gallurese ha ricevuto la solidarietà degli avversari, del sindaco di Grosseto e di vari politici locali, ma non ha enfatizzato l’accaduto. Anzi, lo ha minimizzato parlando di azione isolata, usando parole morbide. Un comportamento apprezzato da tutti, perchè il club gallurese avrebbe potuto prendere la palla al balzo, trovare mille scusanti e magari non giocare la partita. Invece la squadra si è regolarmente presentata in campo, ha fatto il suo dovere ed è stata premiata. Il comportamento distensivo della dirigenza ha contribuito a riportare la calma anche se il gesto, naturalmente, è stato condannato con fermezza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA[
Altre ipotesi. In primo luogo è stata scartata l’ipotesi dell’azione di persone che dopo aver alzato il gomito si sono “divertite” a spaventare i dipendenti e gli ospiti dell’hotel Airone, situato all’interno delle mura. Chi indaga sta invece seguendo una pista che sembra più plausibile, anche se certezze non ce ne sono. I tifosi del Grosseto non sarebbero contenti del fatto che il Gavorrano utilizza il campo di gioco della formazione locale (il suo impianto non è a norma, si attende la conclusione dei lavori), scesa in Eccellenza dopo una serie di vicissitudini societarie che hanno rischiato di farla sparire. Questo avrebbe portato a un gesto dimostrativo per esprimere il malcontento. Anche le scritte apparse sui muri della struttura ricettiva, rivolte alla squadra ospite di turno, sarebbero da ricondurre all’amarezza di supporter che male hanno digerito la discesa del club (sulla cui panchina si sono seduti anche due allenatori sardi: Antonello Cuccureddu e Marco Sanna) dalla serie B dove giocava fino a pochi anni fa, tra i dilettanti.
L’Olbia. La società gallurese ha ricevuto la solidarietà degli avversari, del sindaco di Grosseto e di vari politici locali, ma non ha enfatizzato l’accaduto. Anzi, lo ha minimizzato parlando di azione isolata, usando parole morbide. Un comportamento apprezzato da tutti, perchè il club gallurese avrebbe potuto prendere la palla al balzo, trovare mille scusanti e magari non giocare la partita. Invece la squadra si è regolarmente presentata in campo, ha fatto il suo dovere ed è stata premiata. Il comportamento distensivo della dirigenza ha contribuito a riportare la calma anche se il gesto, naturalmente, è stato condannato con fermezza.
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