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La Dinamo prende forma sull’asse Bamforth-Jones

di Mario Carta
La Dinamo prende forma sull’asse Bamforth-Jones

Basket, sensazioni positive dopo l’esordio con vittoria nel Trofeo Meridiana L’esterno segna a raffica, il pivot pure e tutto intorno cresce una squadra vera

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OLBIA. Due vittorie non fanno campionato né Supercoppa, ma le (prime) impressioni di settembre sono positive: la carrozza della Dinamo è partita senza intoppi. Cominciare con due vittorie e un trofeo in tasca porta fiducia e dice a un gruppo rinnovato per dieci dodicesimi che sì, si può fare. Se poi le vittorie vengono conquistate con carattere e tecnica contro big come Avellino e Bologna, e in un palazzetto sold out come quello di Olbia, il quadro è completo.

Il centro c’è. Si sentiva la mancanza, di un centro da 10 rimbalzi e più di 10 punti a partita. Shawn Jones sembra l’uomo giusto. Reattivo, verticale, mano morbida anche dalla media (merce rara), il mancino di Miami contro Bologna ha firmato 17 punti (7/9 e 3/4 dalla lunetta) più 10 rimbalzi in 30’, e contro Avellino 12 punti e 5 rimbalzi in 25 minuti. Numeri eccellenti, sbiaditi il secondo giorno per la stanchezza. E va considerato che ancora non ha come spalle Darko Planinic e Dyshawn Pierre. Il croato sulla carta porta in dote una buona dose di catture, il canadese pure. Arriva domani, lo scopriremo presto.

Il candidato. In attesa che William Hatcher prenda completamente in mano la squadra, lui che da play ha il compito più lungo e delicato di tutti, chi ha visto le partite al PalAltogusto si è segnato i numeri di Scott Bamforth, 188 centimetri di personalità. Grande varietà di movimenti, non si risparmia in difesa (7 rimbalzi in due gare) ma è in attacco che punge: 25 alla prima e 19 nel bis, nonostante la fatica. Medie eccellenti, infallibile dalla lunetta (17/17 totale in due gare, i falli se li prende eccome), è stato un piacere vederlo trattenersi a lungo a fine gara per accontentare chiunque gli chiedesse un selfie.

Gli altri. La squadra c’è ed è già squadra, oltre che quadra. Jones e Bamforth non avrebbero potuto vincere da soli senza le garanzie Stipcevic e Devecchi, i punti di Randolph (un’ala che tira e segna anche da 3), le fiammate di Polonara.

Le prime vittime. I mali d’agosto sono gli infortuni. Erazem Lorbek rientrerà presto dopo un acciacco a un ginocchio, Marco Spissu ha fatto appena 7’ contro Bologna poi ha preso una botta e si è fermato (niente di grave), ma peggio è andata a Stephens, centro dell’Academy aggregato. Un guaio all’anca destra e praticamente non ha ancora giocato. L’11 il verdetto. O gioca o si taglia, oppure un cambio a gettone. Si vedrà.

Il coach. Il primo anno di attività piena dopo il rientro in panchina ha dato fiducia anche a coach Pasquini, oltre che esperienza diretta. Sta lavorando con tempi più celeri, è soddisfatto ma non è che possa sbandierarlo a destra e a manca.

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