Solo Nibali nella scia di Froome
Vuelta, nella cronometro della Navarra Fabio Aru soffre ma conserva il settimo posto in classifica
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MADRID. La doppietta Tour-Vuelta, per Chris Froome, giorno dopo giorno prende corpo. È vero che mancano ancora cinque tappe al termine della corsa spagnola e tante salite da Logrono, dove ieri si è conclusa la crono individuale partita dal Circuito de Navarra e lunga 40,2 chilometri. Ma a questo punto sembra davvero molto difficile che l’inglese possa perdere il primato nella classifica generale.
Soprattutto dopo quanto ha dimostrato nella prova di ieri, che l’ha consacrato anche re delle sfide contro il tempo: Froome ha vinto la tappa contro il tempo infliggendo distacchi importanti all'olandese Wilco Kelderman e a Vincenzo Nibali, in ritardo rispettivamente di 29” e 57”.
Il corridore siciliano, che non è proprio uno specialista delle sfide a cronometro, è stavo bravissimo a limitare i danni e, da qui a domenica, si giocherà tutto. La maglia rossa di Froome dista 1’58” e qualche chance per Nibali ancora rimane. Poche, a dire il vero, anche in considerazione della forza e dell’organizzazione del Team Sky che, come accaduto in altre circostanze, non concede spazio ad attacchi vari e assortiti. Oltre a Nibali ieri hanno brillato Daniel Oss, che si è piazzato al decimo posto, a 1’49” dal vincitore, e Matteo Trentin, quindicesimo a 2’12”.
Soltanto 26° Fabio Aru, in ritardo di 3'03” da Froome. Nessun passo indietro, comunque, in classifica generale, con il sardo dell’Astana che occupa il settimo posto, a 6’27” da Froome.
La tappa di ieri ha messo ancora una volta in evidenza un Froome in forma smagliante. Una crono complessivamente per specialisti, in particolare nella seconda parte, dove si possono spingere dei rapportoni. Come detto, Froome è partito senza forzare troppo. Lo dice il primo intemedio, appannaggio di Kelderman. Il britannico si ritrova dietro anche a Zakarin e ad un Alberto Contador che corre in maniera egregia l’ultima crono della carriera. Alla fine il quinto posto di tappa del Pistolero significa anche ingresso nei primi 5 della classifica generale. Già dall’alba della prova invece si capisce che per i colombiani sarà una giornataccia. Al traguardo tutto confermato: la curiosità per Miguel Angel Lopez, il più forte in montagna, va abbastanza delusa visti i 2’34” di ritardo da Froome. Circa il colibrì Chaves, crono da archiviare in fretta. La brillantezza delle prime due settimane di Vuelta sembra un ricordo osservandolo mentre, come un pesce fuor d'acqua, cerca di trovare quel ritmro che non arriva mai.
Oggi è in programma la tappa numero 17, da Villadiego a Los Machucos. Monumento Vaca Pasiega, lunga 180,5 chilometri e un arrivo in salita a quasi mille metri.
Soprattutto dopo quanto ha dimostrato nella prova di ieri, che l’ha consacrato anche re delle sfide contro il tempo: Froome ha vinto la tappa contro il tempo infliggendo distacchi importanti all'olandese Wilco Kelderman e a Vincenzo Nibali, in ritardo rispettivamente di 29” e 57”.
Il corridore siciliano, che non è proprio uno specialista delle sfide a cronometro, è stavo bravissimo a limitare i danni e, da qui a domenica, si giocherà tutto. La maglia rossa di Froome dista 1’58” e qualche chance per Nibali ancora rimane. Poche, a dire il vero, anche in considerazione della forza e dell’organizzazione del Team Sky che, come accaduto in altre circostanze, non concede spazio ad attacchi vari e assortiti. Oltre a Nibali ieri hanno brillato Daniel Oss, che si è piazzato al decimo posto, a 1’49” dal vincitore, e Matteo Trentin, quindicesimo a 2’12”.
Soltanto 26° Fabio Aru, in ritardo di 3'03” da Froome. Nessun passo indietro, comunque, in classifica generale, con il sardo dell’Astana che occupa il settimo posto, a 6’27” da Froome.
La tappa di ieri ha messo ancora una volta in evidenza un Froome in forma smagliante. Una crono complessivamente per specialisti, in particolare nella seconda parte, dove si possono spingere dei rapportoni. Come detto, Froome è partito senza forzare troppo. Lo dice il primo intemedio, appannaggio di Kelderman. Il britannico si ritrova dietro anche a Zakarin e ad un Alberto Contador che corre in maniera egregia l’ultima crono della carriera. Alla fine il quinto posto di tappa del Pistolero significa anche ingresso nei primi 5 della classifica generale. Già dall’alba della prova invece si capisce che per i colombiani sarà una giornataccia. Al traguardo tutto confermato: la curiosità per Miguel Angel Lopez, il più forte in montagna, va abbastanza delusa visti i 2’34” di ritardo da Froome. Circa il colibrì Chaves, crono da archiviare in fretta. La brillantezza delle prime due settimane di Vuelta sembra un ricordo osservandolo mentre, come un pesce fuor d'acqua, cerca di trovare quel ritmro che non arriva mai.
Oggi è in programma la tappa numero 17, da Villadiego a Los Machucos. Monumento Vaca Pasiega, lunga 180,5 chilometri e un arrivo in salita a quasi mille metri.
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