Staff a lezione di pronto soccorso
I rossoblù (secondi dopo il Milan) si allineano alle nuove disposizioni federali
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CAGLIARI. Sanità sportiva e tutela dei calciatori? Il Cagliari tra le prime in Italia. Il club di Giulini, dopo il Milan, si mette in regola con le norme che obbligano le società professionistiche ad addestrare il personale. Ad Asseminello si è tenuto il corso di Pronto soccorso sportivo defibrillato. Ventiquattro addetti degli staff - dalla prima squadra alle giovanili - rossoblù hanno seguito i lavori degli specialisti Carlo Piredda e Riccardo Barison (medici sportivi), Stefano Onali (anestesista-rianimatore) e Angelo Cherchi (cardiologo). In aula anche Francesco Piras (coordinatore medico) e Paolo Cugia (fisiatra), settore giovanile. «Dall'impiego della barella spinale-cucchiaio all'uso del collare, alla gestione del traumatizzato fino all'utilizzo del defibrillatore. Metodiche e attività di urgenza-emergenza sono state sviluppate con il nostro personale sanitario», spiega Marco Scorcu. Il responsabile sanitario del Cagliari, con il collega Bob Mura, hanno tenuto i contatti con il Comitato regionale della Federazione di medicina dello sport, presieduta da Maria Antonietta Fenu. (m.fr.)
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