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Vuelta, Aru riprende fiato Ultimi assalti a Froome

Via libera ai gregari nella terz’ultima giornata della corsa a tappe spagnola L’inglese a un passo dal successo ma dovrà stare attento sulle rampe dell’Angliru

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ROMA. Nella doppia sfida che caratterizza queste ultime giornate di Vuelta è sempre Alberto Contador a dare spettacolo. Il castigliano ieri era alla terz'ultima recita di una carriera con più luci che ombre e, ancora una volta, ha dato battaglia, provando a staccare tutti i big. Il “Pistolero” non cercava la vittoria di tappa, ma di guadagnare secondi nella classifica generale (attualmente è quinto, a 3'34” dalla maglia rossa). È come se Contador volesse essere ricordato come un corridore battagliero e inquieto, fantasioso e in grado di accendere sempre la corsa. Resta un asso e di lui si sentirà la mancanza, dopo il ritiro post-Vuelta.

È stato questo il leit-motiv della 19esima e terz'ultima tappa della corsa spagnola, partita da Caso Parque Natural de Redes, conclusa a Gijon, lunga 149,7 chilometri e vinta da Thomas De Gendt (Lotto Soudal), 3h35'46”. Il belga, al termine di uno sprint ristretto ai corridori in fuga, ha preceduto il colombiano Jarlinson Pantano e lo spagnolo Ivan Garcia Cortina. Quarto il portoghese Alberto Rui Costa, campione iridato su strada a Firenze nel 2013, nel Mondiale di Nibali. Il primo degli italiani a giungere sul traguardo è stato Matteo Trentin, che è riuscito a piazzarsi al 14esimo posto, ma a 2'40” dal vincitore. Vincenzo Nibali e il leader della corsa, Chris Froome, sono arrivati sul traguardo dopo 12'15”, rispettivamente al 29esimo e al 30esimo posto, alle loro spalle - con lo stesso tempo - Contador e Fabio Aru che dopo la faticaccia dell’altro ieri è rimasto coperto senza prendersi il minimo rischio. Nulla dunque è cambiato ai vertici della classifica generale, con l'inglese che ha 1'37” di vantaggio sul siciliano, mentre Fabio Aru è sempre ottavo a 6'33”.

Oggi, penultima tappa, si ripartirà dalle Asturie, da Corvera de Asturias per arrivare sull'Alto de l'Angliru: ci saranno tre Gran premi della montagna e, sull'ultima salita, si arriverà a pedalare al 24 per cento. È una tappa da tutto o niente, da dentro o fuori, riservata a uomini veri. Chissà quanto agli squali che arrivano dalla Sicilia, come Nibali e al cavaliere dei Quattro mori. Aru tagliato fuori dalla lotta per il primato (in distacco è troppo pesante) ma ha dimostrato di stare bene e potrebbe sfruttare l’ultima tappa in salita per piazzare una bella zampata e rientrare in zona podio. Vedremo se sarà così.

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