Immobile al cubo, la Lazio umilia il Milan
Tripletta e assist (per Luis Alberto) del centravanti della nazionale, tra i rossoneri in ombra il fischiatissimo ex Biglia
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ROMA. Uno show con tripletta e il Milan sparisce. Ciro Immobile si prende la scena all'Olimpico e gli applausi sono tutti per lui, irresistibile nel trascinare la Lazio (tre gol e un assist) al successo sui rossoneri, per la prima volta in questo inizio di stagione alla mercé degli avversari.
È bastata la classe e l'intuito da gol del suo attaccante di razza ai biancocelesti per sbaragliare la squadra di Montella (4-1) sul prato dell'Olimpico. Dove è andata in scena una doppia sfida, considerando il diluvio che si era abbattuto sulla capitale fin dalla mattina e che aveva fatto temere per la regolare disputa del match. Solo un'ora di rinvio e tutto è filato liscio sia dentro (eccellente la tenuta del manto erboso dell'impianto), sia fuori il Parco del Foro Italico.
Sul campo hanno vinto meritatamente i biancocelesti: al di là dei meriti di 'Super Cirò, la squadra di Inzaghi si è dimostrata decisamente più squadra dei rossoneri e cinica quanto basta nelle occasioni clou: merito del suo cecchino d'oro ma anche della sagacia tattica del tecnico piacentino che ripropone il modulo vincente di Supercoppa, disegnato a forma di 3-4-2-1. Anche per gioco forza, visto le assenze di F.Anderson e Nani (in tribuna). D'altronde non si può affrontare il Milan tutto muscoli e corsa di Kessie, Montolivo e il fischiatissimo Biglia se si vuole mantenere la buona tradizione contro i rossoneri all'Olimpico: una sola sconfitta negli ultimi 7 match.
Nel Milan, stavolta nemmeno il talismano Cutrone, preferito da Montella ad Andrè Silva e Kalinic, porta fortuna.
Pronti via e i biancocelesti dopo nemmeno un quarto d'ora sono costretti a fare il primo cambio per l'infortunio di Wallace. Entra Bastos. Biglia, per la prima volta titolare dal 1', è l'ombra del giocatore ammirato qui per tre anni e i fischi degli ex tifosi lo lasciano sempre poco lucido nei momenti clou. La Lazio al 25' reclama anche un rigore su Luis Alberto, Rocchi lascia correre e fa bene perchè è lo spagnolo a cercare la gamba di Musacchio. Al 37' per un entrata di Kessie su Luis Alberto, rigore (senza Var) e gol di Immobile. Che da quel momento in poi si trasforma in un cecchino, prima sfornando a fine primo tempo un tiro al volo da urlo su cross di Lulic ( e poi a inizio ripresa (3') finalizzando un assist di Parolo (espulso nel recupero per doppio giallo). Non basta, perchè due minuti dopo Super Ciro riesce a regalare la palla della quaterna a Luis Alberto, tutto solo davanti all'incolpevole Donnarumma. Uno choc per Montella, ha solo la forza di spedire dentro Kalinic e Calhanoglu e vedere la sua squadra almeno firmare il gol della bandiera.
È bastata la classe e l'intuito da gol del suo attaccante di razza ai biancocelesti per sbaragliare la squadra di Montella (4-1) sul prato dell'Olimpico. Dove è andata in scena una doppia sfida, considerando il diluvio che si era abbattuto sulla capitale fin dalla mattina e che aveva fatto temere per la regolare disputa del match. Solo un'ora di rinvio e tutto è filato liscio sia dentro (eccellente la tenuta del manto erboso dell'impianto), sia fuori il Parco del Foro Italico.
Sul campo hanno vinto meritatamente i biancocelesti: al di là dei meriti di 'Super Cirò, la squadra di Inzaghi si è dimostrata decisamente più squadra dei rossoneri e cinica quanto basta nelle occasioni clou: merito del suo cecchino d'oro ma anche della sagacia tattica del tecnico piacentino che ripropone il modulo vincente di Supercoppa, disegnato a forma di 3-4-2-1. Anche per gioco forza, visto le assenze di F.Anderson e Nani (in tribuna). D'altronde non si può affrontare il Milan tutto muscoli e corsa di Kessie, Montolivo e il fischiatissimo Biglia se si vuole mantenere la buona tradizione contro i rossoneri all'Olimpico: una sola sconfitta negli ultimi 7 match.
Nel Milan, stavolta nemmeno il talismano Cutrone, preferito da Montella ad Andrè Silva e Kalinic, porta fortuna.
Pronti via e i biancocelesti dopo nemmeno un quarto d'ora sono costretti a fare il primo cambio per l'infortunio di Wallace. Entra Bastos. Biglia, per la prima volta titolare dal 1', è l'ombra del giocatore ammirato qui per tre anni e i fischi degli ex tifosi lo lasciano sempre poco lucido nei momenti clou. La Lazio al 25' reclama anche un rigore su Luis Alberto, Rocchi lascia correre e fa bene perchè è lo spagnolo a cercare la gamba di Musacchio. Al 37' per un entrata di Kessie su Luis Alberto, rigore (senza Var) e gol di Immobile. Che da quel momento in poi si trasforma in un cecchino, prima sfornando a fine primo tempo un tiro al volo da urlo su cross di Lulic ( e poi a inizio ripresa (3') finalizzando un assist di Parolo (espulso nel recupero per doppio giallo). Non basta, perchè due minuti dopo Super Ciro riesce a regalare la palla della quaterna a Luis Alberto, tutto solo davanti all'incolpevole Donnarumma. Uno choc per Montella, ha solo la forza di spedire dentro Kalinic e Calhanoglu e vedere la sua squadra almeno firmare il gol della bandiera.
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