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L’emozione di Tommaso Giulini: Questa data resterà nella storia

di Roberto Muretto
L’emozione di Tommaso Giulini: Questa data resterà nella storia

Le gigantografie, i filmati e i cimeli lungo il percorso museale raccontano quasi cento anni di vita L’impianto dei “miracoli” è stato costruito in 127 giorni e sarà la casa rossoblù per cinque stagioni

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INVIATO A CAGLIARI. Quando percorri il piazzale d'ingresso ti trovi davanti ad una grande vetrata. Oltre c'è il campo di gioco dove campeggia a caratteri cubitali la scritta Cagliari 1920. Ti fermi un attimo, tiri il fiato e pensi: ma come è possibile che tutto questo sia stato realizzato in 127 giorni? Allora non puoi fare altro che complimentarti con una società che ha fatto diventare realtà ciò che poco prima dell'inizio dell'estate sembrava un'impresa irrealizzabile. E' stato definito lo "stadio dei miracoli" e il termine calza a pennello a un impianto moderno, costruito rispettando due concetti fondamentali: sicurezza e comfort. Ha ragione Stefano Signorelli, nel cda del Cagliari, con la delega all'impiantistica, a essere orgoglioso del lavoro fatto da una squadra che ci ha messo passione, sacrificio, pazienza. «Senza le quali - ha spiegato - non sarebbe stato possibile vincere la scommessa». Ed è comprensibile la palpabile emozione del direttore generale Mario Passetti, che quasi fa fatica a parlare dopo mesi vissuti in apnea. «Un lavoro sinergico - le sue parole - che ha coinvolto persone competenti, serie, che ci hanno messo il cuore».

L’idea. La Sardegna Arena è nata a un tiro di schioppo dal Sant'Elia, che va in pensione in attesa di risorgere dalle sue ceneri. L'impianto è interamente in acciaio, dotato di una Main Stand al coperto e spalti a ridosso del terreno. Quindici gli sky box. Panchine all'inglese, all'interno della tribuna, visione spettacolare da ogni settore, la distanza tra il campo e gli spalti è di circa sette metri. All'interno della Main Stand gli spogliatoi, le sale mediche e antidoping, una sala conferenze e una sala dedicata ai giornalisti. Prevista anche l'area Kids e tre sale Hospitality, per catering e ricevimenti e un percorso museale in fase dicompletamento, che dovrebbe essere aperto al pubblico tra un paio di settimane. Costo circa 8 milioni di euro, più il materiale, in parte recuperato dall'Is Arenas di Quartu e dalle curve del Sant'Elia.

Il museo. Non c'è dubbio che chi ama il Cagliari proverà emozioni forti quando visiterà il museo. Un lungo corridoio nel quale campeggia una gigantografia di un gol in sforbiciata del mito Gigi Riva. Diverse le sezioni: quella dedicata agli allenatori con Scopigno, Ranieri e Tiddia in grande evidenza; quella dedicata ai giocatori con tutti gli eroi dello scudetto del 1970, Zola, Francescoli, Suazo e Daniele Conti, solo per citarne alcuni; quella riservata alla tifoseria con immagini del presente e del passato, anche quelle precedenti al trasferimento all'Amsicora. Infine i cimeli: com la giacca indossata da Martiradonna nella tournèe american; la maglietta di Reginato, i guanti di Albertosi e tante altre chicche che verranno svelate poco alla volta. Infine la sala stampa con gigantografie che riportano passaggi di articoli delle più grandi firme del giornalismo in occasione dello storico scudetto.

Il futuro. La Sardegna Arena sarà la casa del Cagliari per le prossime quattro-cinque stagioni. Lo ha confermato ieri il presidente Tommaso Giulini, che ha parlato del lungo Iter per il nuovo impianto che sorgerà sulle ceneri del Sant’Elia. Soltanto nel 2019 potranno iniziare i lavori di abbattimento della vecchia struttura e poi, dopo l’espletamento del bando, si comincerà a costruire lo stadio del futuro. Sarà pronto tra il 2021 e il 2022. Un altro sogno da realizzare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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