Un rigore di Matri affonda il Cagliari
di Roberto Muretto
Rossoblù confusi e sotto tono, il Sassuolo ne approfitta
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INVIATO A CAGLIARI. Brutta, bruttissima serata per il Cagliari. Altro che tris! I rossoblù si leccano le ferite e subiscono una sconfitta che fa malissimo e annacqua gli entusiasmi. Il Sassuolo è la prima squadra a violare la "Sardegna Arena" e lo fa con merito, giocando una gran bella partita, portandosi a casa i tre punti grazie a un rigore trasformato dall'ex Matri. La prima volta Cragno ha respinto la conclusione dagli undici metri del bomber, sul secondo penalty è rimasto immobile. I rossoblù hanno giocato una gara confusa, sbagliando moltissimo e soffrendo un avversario bene organizzato che ha sfruttato in modo intelligente la superiorità numerica in mezzo al campo. Il Cagliari è stato generoso, ha avuto diverse buone occasioni per evitare la sconfitta ma le ha fallite. Non è il caso di fare drammi, bisogna voltare pagina e capire i motivi di una metamorfosi così profonda in soli tre giorni.
Turnover? E' una parola che a Rastelli piace poco. L'allenatore del Cagliari cambia un solo giocatore rispetto alla gara con la Spal, Farias prende il posto di Sau e fa coppia in attacco con Pavoletti. Confermati gli altri dieci-undicesimi della formazione. Il mister del Cagliari chiede gli straordinari ai suoi giocatori. Bucchi schiera il Sassuolo col 3-5-2. Politano e l'ex Matri sono i terminali offensivi. In campo anche un altro ex, Missiroli.
Approccio soft. Sbagliato quello del Cagliari che comincia la gara facendo una gran confusione. A differenza del Sassuolo che si cala subito nella parte, sfrutta benissimo la superiorità numerica a centrocampo e mette alla frusta i rossoblù che in tre occasioni rischiano di capitolare ma si salvano con una buona dose di fortuna. Il Cagliari fa fatica a costruire, gli emiliani, invece, entrano con facilità tra le maglie difensive dei sardi. Politano e Matri non danno punti di riferimento, Missiroli gode di troppa libertà e spesso affonda. Quella di Rastelli dà la sensazione di essere una squadra frastornata, con poche idee.
Super Cragno. I rossoblù sono in difficoltà, il Sassuolo ci crede e ha l'occasione di concretizzare la netta supremazia territoriale quando l'arbitro assegna il rigore per un fallo di Pavoletti su Matri. L'ex attaccante del Cagliari fa cilecca ma il merito e di Cragno che gli intercetta di piede il tiro centrale. Potrebbe essere l'episodio che cambia l'inerzia della partita ma la formazione di Bucchi non si scompone e continua a macinare il suo gioco, mentre il Cagliari non riesce a prendere il comando delle operazioni e continua ad essere impreciso nei passaggi. La circolazione della palla è lenta , prevedibile.
Il gol dell'ex. La Strigliata di Rastelli nell'intervallo produce qualche effetto. Il Cagliari torna in campo più determinato. Giannetti sostituisce uno stanchissimo Pavoletti, mentre Bucchi toglie Politano per Sensi. La palla buona capita sulla testa di Farias dopo un'azione personale di Joao Pedro, Consigli gli nega la gioia del gol. Cragno non riesce a negarla per la seconda volta, invece, a Matri quando si presenta ancora dagli undici metri per un netto fallo di Pisacane su Sensi. Questa volta la trasformazione è perfetta.
Reazione confusa. I rossoblù, punti nell'orgoglio si scuotono e hanno subito la palla del pareggio ma Giannetti la fallisce. Rastelli si gioca la carta Faragò per Padoin. Giannetti è ancora impreciso davanti alla porta, mentre Matri, sostituito da Ragusa, si prende una sonora bordata di fischi. Nella mischia nell'ultimo quarto d'ora viene buttato anche Sau. I rossoblù vanno all'assalto più con la forza della disperazione che con lucidità. L'ultimo sussulto è di Sau e Faragò ma non è serata. La sconfitta brucia, fa male e riporta tutti con i piedi per terra.
Turnover? E' una parola che a Rastelli piace poco. L'allenatore del Cagliari cambia un solo giocatore rispetto alla gara con la Spal, Farias prende il posto di Sau e fa coppia in attacco con Pavoletti. Confermati gli altri dieci-undicesimi della formazione. Il mister del Cagliari chiede gli straordinari ai suoi giocatori. Bucchi schiera il Sassuolo col 3-5-2. Politano e l'ex Matri sono i terminali offensivi. In campo anche un altro ex, Missiroli.
Approccio soft. Sbagliato quello del Cagliari che comincia la gara facendo una gran confusione. A differenza del Sassuolo che si cala subito nella parte, sfrutta benissimo la superiorità numerica a centrocampo e mette alla frusta i rossoblù che in tre occasioni rischiano di capitolare ma si salvano con una buona dose di fortuna. Il Cagliari fa fatica a costruire, gli emiliani, invece, entrano con facilità tra le maglie difensive dei sardi. Politano e Matri non danno punti di riferimento, Missiroli gode di troppa libertà e spesso affonda. Quella di Rastelli dà la sensazione di essere una squadra frastornata, con poche idee.
Super Cragno. I rossoblù sono in difficoltà, il Sassuolo ci crede e ha l'occasione di concretizzare la netta supremazia territoriale quando l'arbitro assegna il rigore per un fallo di Pavoletti su Matri. L'ex attaccante del Cagliari fa cilecca ma il merito e di Cragno che gli intercetta di piede il tiro centrale. Potrebbe essere l'episodio che cambia l'inerzia della partita ma la formazione di Bucchi non si scompone e continua a macinare il suo gioco, mentre il Cagliari non riesce a prendere il comando delle operazioni e continua ad essere impreciso nei passaggi. La circolazione della palla è lenta , prevedibile.
Il gol dell'ex. La Strigliata di Rastelli nell'intervallo produce qualche effetto. Il Cagliari torna in campo più determinato. Giannetti sostituisce uno stanchissimo Pavoletti, mentre Bucchi toglie Politano per Sensi. La palla buona capita sulla testa di Farias dopo un'azione personale di Joao Pedro, Consigli gli nega la gioia del gol. Cragno non riesce a negarla per la seconda volta, invece, a Matri quando si presenta ancora dagli undici metri per un netto fallo di Pisacane su Sensi. Questa volta la trasformazione è perfetta.
Reazione confusa. I rossoblù, punti nell'orgoglio si scuotono e hanno subito la palla del pareggio ma Giannetti la fallisce. Rastelli si gioca la carta Faragò per Padoin. Giannetti è ancora impreciso davanti alla porta, mentre Matri, sostituito da Ragusa, si prende una sonora bordata di fischi. Nella mischia nell'ultimo quarto d'ora viene buttato anche Sau. I rossoblù vanno all'assalto più con la forza della disperazione che con lucidità. L'ultimo sussulto è di Sau e Faragò ma non è serata. La sconfitta brucia, fa male e riporta tutti con i piedi per terra.
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