l’analisi
Un passo falso ci può stare ma coi veneti niente distrazioni
CAGLIARI. Quando si regala un tempo agli avversari difficilmente si riesce a farla franca. Il Cagliari non è stato l’eccezione ad una regola del calcio non scritta. I rossoblù si sono svegliati dal...
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CAGLIARI. Quando si regala un tempo agli avversari difficilmente si riesce a farla franca. Il Cagliari non è stato l’eccezione ad una regola del calcio non scritta. I rossoblù si sono svegliati dal torpore nella ripresa, hanno provato a rimettere in piedi la partita ma non ci sono riusciti. La sconfitta col Sassuolo fa male per due motivi: annacqua un po’ l’entusiasmo e non consente alla squadra di Rastelli di decollare. Ci sarà un’altra occasione, domenica, ancora alla “Sardegna Arena” col Chievo. È vietato sbagliare.
Fame. «La mia squadra non deve mai essere sazia», ha sentenziato il tecnico del Cagliari prima della sfida di mercoledì. L’approccio è invece stato completamente sbagliato. La squadra è apparsa molle, confusa, poco reattiva, ha subito un avversario determinato, che ha occupato benissimo gli spazi, vinto quasi tutti i duelli, sfruttato la superiorità numerica a centrocampo. La reazione c’è stata dopo essere andati sotto ma è mancata la lucidità. I rossoblù si sono affidati più alla forza dei nervi che alle giocate ragionate. Ma nonostante questo hanno costruito diverse occasioni senza riuscire a concretizzarle.
Cinismo. Già a Ferrara, nonostante la bella vittoria, se c’era un appunto da muovere ai rossoblù era quello di non aver messo del tutto in ghiaccio la gara. Davanti alla porta bisogna essere spietati, buttarla dentro. Normale se qualche volta si sbaglia. Ma se in una partita hai quattro opportunità ghiottissime e fai sempre cilecca, allora c’è un problema e va fatta una riflessione.
Crescita. La nota positiva è Luca Cigarini. Il centrocampista si è impadronito del ruolo, ha ritrovato il ritmo partita, adesso non fa solo le cose in modo quasi scolastico, prova le verticalizzazioni, gioca di prima e si sta facendo valere anche in fase di non possesso, garantendo copertura. Una bella notizia per Rastelli tra tante cose che vanno sistemate.
R.M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Fame. «La mia squadra non deve mai essere sazia», ha sentenziato il tecnico del Cagliari prima della sfida di mercoledì. L’approccio è invece stato completamente sbagliato. La squadra è apparsa molle, confusa, poco reattiva, ha subito un avversario determinato, che ha occupato benissimo gli spazi, vinto quasi tutti i duelli, sfruttato la superiorità numerica a centrocampo. La reazione c’è stata dopo essere andati sotto ma è mancata la lucidità. I rossoblù si sono affidati più alla forza dei nervi che alle giocate ragionate. Ma nonostante questo hanno costruito diverse occasioni senza riuscire a concretizzarle.
Cinismo. Già a Ferrara, nonostante la bella vittoria, se c’era un appunto da muovere ai rossoblù era quello di non aver messo del tutto in ghiaccio la gara. Davanti alla porta bisogna essere spietati, buttarla dentro. Normale se qualche volta si sbaglia. Ma se in una partita hai quattro opportunità ghiottissime e fai sempre cilecca, allora c’è un problema e va fatta una riflessione.
Crescita. La nota positiva è Luca Cigarini. Il centrocampista si è impadronito del ruolo, ha ritrovato il ritmo partita, adesso non fa solo le cose in modo quasi scolastico, prova le verticalizzazioni, gioca di prima e si sta facendo valere anche in fase di non possesso, garantendo copertura. Una bella notizia per Rastelli tra tante cose che vanno sistemate.
R.M.
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