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Il «Sardinia» a caccia del Grande Slam

Il «Sardinia» a caccia del Grande Slam

Dopo l’edizione numero 18, la Federazione potrebbe decretare la promozione

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ALGHERO. Alberto Corradi ha vinto l’ennesima scommessa con il «Sardinia Open-Trofeo Erio Tavoni Uniqlo Wheelchair Tennis Tour» numero 18. Ancora una volta lo ha pilotato a meraviglia fino all’ultima curva (o se preferite all’ultimo colpo di racchetta) prima di imboccare quel meritato rettilineo che dovrebbe portare la manifestazione algherese a fianco dei quattro tornei dello Slam: Australia, Roland Garros, Wimbledon e Stati Uniti.

Roba da non credere se si pensa che il torneo in “salsa catalana” negli Anni novanta neppure esisteva e che ha fatto passi da gigante dal 2000 in poi, passando da un tabellone con pochi intimi (appena una ventina i partecipanti nella prima edizione, quasi una festa in famiglia….) a una manifestazione di grande prestigio riservata ai campionissimi del tennis in carrozzina.

Il Sardinia Open si è trasformato pian piano in un torneo stracolmo di premi dove si fa a gara per essere presenti e non solo per la serietà e la bontà dell’organizzazione. Non a caso e per ben tre volte il “Sardinia Open” è stato proclamato dall’Itf il miglior torneo al mondo. E anche quest’anno il trofeo intitolato per la prima volta a Erio Tavoni e supportato come sempre alla focacceria «Il Milese» non ha tradito le attese confermando nell’illustre albo d’oro i migliori e più accreditati campioni di una disciplina tra le più seguite nel panorama internazionale.

Anche in questi giorni il torneo “made in Sardegna” non ha tradito le attese regalando agli spettatori un spettacolo di prima scelta, migliore in ogni edizione, con i big che hanno fatto a gara per tagliare per primi il traguardo.

Come è il caso dei “quattro moschettieri” che si sono spartiti la torta nel singolare e nel doppio maschile: i francesi Stephane Houdet (vincitore in entrambi i tabelloni, nel doppio a fianco del connazionale Nicolas Peifer), il belga Joachim Gerard e lo svedese Stefan Olsson, finiti alle loro spalle. Quattro nomi, ma c’era da immaginarselo, che figurano nell’albo d’oro del singolare uomini dieci volte su undici dal 2007 in poi: l’unica eccezione si chiama Legner, l’austriaco presente anche quest’anno sui campi del Tc Alghero, impostosi nel 2009.

Un po’ meno regale, ma pur sempre di prima scelta, la partecipazione femminile, visto che al forfait delle giocatrici olandesi (impegnate dall’altra parte del mondo) ha fatto riscontro la presenza di altrettante grandi firme mondiali.

A cominciare dalla tedesca Katharina Kruger (impostasi nel singolare e nel doppio in coppia con la russa Viktoria Lvova) e la francese Charlotte Famin supportata alla perfezione dalla “nostra” Marianna Lauro, fuori subito in singolare ma arrivata con pieno merito in finale nel doppio.

E a proposito della Lauro, l’ultimo capoverso (ma non certo l’ultimo per importanza) è riservato ai tennisti made in Sardegna, tutti segnalatisi in un seeding stracolmo di firme illustri.

In prima fila Alberto Corradi, seguito a ruota… di carrozzina da Mario Cabras e Luca Arca, un quartetto che da domani difenderà la bandiera dei Quattro Mori ai tricolori a squadre in programma al Tc Terranova di Olbia, dopo il successo dell’ultima edizione disputata ad Alghero e vinta in finale dall’Active Sport Brescia di Fabian Mazzei sul Tc Iesolo. (ang.).

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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