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Vince Marquez, ma Valentino è eroico

Vince Marquez, ma Valentino è eroico

Gp di Aragon, il pilota italiano con la gamba fratturata 20 giorni fa ha conquistato il quinto posto. Male Dovizioso

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ARAGON. Prove di fuga per Marc Marquez e di stoicismo per Valentino Rossi. Con il successo nel Gran Premio di Aragon, il quarto negli ultimi sei, il campione del mondo in carica della MotoGp ha dato un deciso strappo alla classifica del mondiale, mettendo 16 punti tra la sua Honda e la Ducati di un deludedente e deluso Andrea Dovizioso, solo settimo al traguardo dopo una gara di sofferenza e mai protagonista. Però Marquez sta quasi accarezzando il titolo quando mancano quattro gare alla fine.

Detto di un podio tutto spagnolo, con il secondo posto di Dani Pedrosa ed il terzo di Jorge Lorenzo (sempre più padrone della Ducati) domincatore della prima parte della gara, va reso onore al coraggio di Valentino Rossi, vincitore morale del gram premio. La quinta piazza (lo ha preceduto anche Maverick Vinales, suo compagno in Yamaha) vale come una vittoria per come è stata ottenuta, ad appena 24 giorni dall'intervento alla gamba destra, fratturata mentre si allenava con la moto da enduro a fine agosto. E se la Yamaha non avesse pagato la cronica mancanza di trazione che da inizio stagione l’affligge in gara, magari avrebbe potuto arrivare anche più su.

Partito terzo, Valentino Rossi è stato a lungo secondo dietro Lorenzo, prima di essere passato da Marquez, Pedrosa e Vignales. Le ultime tornate sono state una sofferenza, ha ammesso, ma il fisico comunque ha retto, consentendogli di non mollare: «Ventitre giri sono duri pure se sei in forma. Verso la fine ero abbastanza cotto. Ma sono contento perché dopo l'infortunio del 2010 ci avevo messo un pò a riprendere certi automatismi. Ora, avendo saltato solo una gara, va meglio. Avrò due settimane per lavorare. Vorrei arrivare a Motegi se non al 100%, comunque competitivo».

Prima del trittico di prove asiatiche (Giappone, Australia e Malesia concentrate nel mese di ottobre) Marquez è salito a 224 punti, seguito da Dovizioso con 208, Vinales 196, Pedrosa 170. Lo spagnolo ha scavalcato proprio Rossi, quinto con 168.

Ottima la partenza di Lorenzo che ha passato subito Vinales, rimanendo in testa fino a 8 giri dalla fine, quando la gomma morbida montata al posteriore era ormai alla frutta e così è stato superato prima da Marquez e poi Pedrosa, che si è svegliato troppo tardi perché altrimenti la sua rimonta avrebbe potuto portarlo davanti a tutti. Rossi ha perso qualche posizione quando la stanchezza e il dolore hanno preso il sopravvento ma ha continuato a a lottare come un leone difendendo la quinta posizione e facendo penare Vinales per conquistare la quarta piazza con un sorpasso tiratissimo. Molto bene l’Aprilia che sta crescendo a il sesto posto di Aleix Espargaro è una bella iniezione di fiducia per la casa italiana che ha fatto passi da gigante in quest’ultimo scorcio di stagione.

Sorride Lorenzo che ha bissato il terzo posto di Jerez: «La prima vittoria ormai è molto vicina, magari potrebbe arrivare già a Motegi, la mia pista preferita. Ogni gara capisco la moto un pò di più. Manca solo un pelino di velocità a centro curva». Nel box Ducati l'entusiasmo del maiorchino contrasta con la delusione di Dovizioso: «Abbiamo pagato a caro prezzo l'aver girato poco venerdì a causa della pioggia – è stata la sua spiegazione –. Non siamo riusciti a trovare un set up ideale per questa pista su cui abbiamo sempre fatto molta fatica. Non penso che la scelta delle gomme (soft, ndr) sia stata sbagliata. La differenza l'ha fatta la capacità di adattamento del pilota al circuito. Aragon – ha aggiunto Dovizioso – è un tracciato di grande scorrevolezza e questo aspetto non è tra i miei punti di forza. Non essendo veloce in alcuni tratti della pista, ho forzato in altri consumando in fretta gli pneumatici. Alla fine ero in grandissima difficoltà. I 7 secondi di distacco si possono spiegare solo così».

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