Il miracolo Olbia? Lavoro e umiltà
di Giandomenico Mele
Il ds gallurese Pierluigi Carta fa il punto sul buon momento dei bianchi: «E se troviamo un bomber...»
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OLBIA. Lavoro e gruppo. Il dittico del successo non sarà una regola matematica, ma può certamente rappresentare una delle chiavi per far svoltare una stagione. Il terzo posto solitario dell’Olbia nel campionato di serie C non ha bisogno di formule, né particolari alchimie, basta che ci siano il lavoro e l’unità di intenti. Anche se resta una casella vuota nell’organico: alla voce attaccante. «Un attaccante manca all’appello, la società ha fatto tutto il possibile per portare Federico Melchiorri a Olbia, ma nel calciomercato nulla è certo». Pierluigi Carta, direttore sportivo dell’Olbia, parte dalle ultime ore del mercato per spiegare il nesso causale tra mancato arrivo della punta del Cagliari, l’addio di Kouko e un attaccante in meno nella rosa. «Melchiorri doveva venire da noi per completare il suo percorso di recupero, una volta saltato il suo arrivo piuttosto che prendere nelle ultime ore del calciomercato un attaccante normale per far numero abbiamo pensato di rimanere così – spiega Carta –. Non ci sono attaccanti svincolati sul mercato che facciano al caso nostro, ma se lo trovassimo potremmo prenderlo. Altrimenti aspetteremo gennaio».
Poi una parola su Kouko, che dopo le promesse di incedibilità ha lasciato la truppa destinazione Bergamo per l’Albinoleffe. «Kouko non era sul mercato, abbiamo perso un titolare, ma gli è arrivata un’offerta alla quale non ha potuto rinunciare e noi non abbiamo voluto trattenerlo – conferma Carta –. La stessa oppurtunità è capitata a Ragatzu, che però ha scelto di rimanere con noi e sposare totalmente il progetto».
Un attaccante in più farà certamente comodo, ma in attesa che si sblocchi Ogunseye c’è un Ragatzu che fa magie e un blocco granitico che crede in se stesso. Alla base della partenza positiva dell’Olbia, quindi, c’è il lavoro di costruzione di una squadra che ha mantenuto tanti dei punti fermi della passata stagione, ma ha saputo cambiare mentalità e modo di stare in campo. Pierluigi Carta trova anche in una ritrovata concretezza il segreto del successo, ancorché parziale. «Abbiamo cambiato l’approccio alla gara, la squadra pensa a subire meno, è più pragmatica – spiega il ds –. Adesso miriamo al sodo, ci difendiamo per ripartire. Il mister e il suo staff lavorano tutta la settimana per raggiungere l’organizzazione di gioco che contraddistingue la nostra squadra. E credo che si possa ancora crescere».
Il terzo posto premia certamente questo approccio e la voglia di un gruppo che marcia unito. «Se c’è un segreto è proprio il concetto di gruppo. Mereu ha creato un blocco granitico anche fuori dal campo, i risultati sono solo la conseguenza del lavoro fatto dal 16 luglio, il primo giorno di ritiro – sottolinea il ds dell’Olbia –. I punti che abbiamo conquistato sono meritati perchè Mereu e tutto il suo staff lavorano moltissimo per curare ogni aspetto nella preparazione delle partite. E i risulutai si vedono».
Concetti semplici, ma spesso decisivi. Lavoro, umiltà, unità di intenti. Per puntare a cosa? «A migliorarci giorno dopo giorno, senza pensare di essere arrivati da nessuna parte. La classifica,alla fine della stagione sarà solo lo specchio del nostro lavoro».
Poi una parola su Kouko, che dopo le promesse di incedibilità ha lasciato la truppa destinazione Bergamo per l’Albinoleffe. «Kouko non era sul mercato, abbiamo perso un titolare, ma gli è arrivata un’offerta alla quale non ha potuto rinunciare e noi non abbiamo voluto trattenerlo – conferma Carta –. La stessa oppurtunità è capitata a Ragatzu, che però ha scelto di rimanere con noi e sposare totalmente il progetto».
Un attaccante in più farà certamente comodo, ma in attesa che si sblocchi Ogunseye c’è un Ragatzu che fa magie e un blocco granitico che crede in se stesso. Alla base della partenza positiva dell’Olbia, quindi, c’è il lavoro di costruzione di una squadra che ha mantenuto tanti dei punti fermi della passata stagione, ma ha saputo cambiare mentalità e modo di stare in campo. Pierluigi Carta trova anche in una ritrovata concretezza il segreto del successo, ancorché parziale. «Abbiamo cambiato l’approccio alla gara, la squadra pensa a subire meno, è più pragmatica – spiega il ds –. Adesso miriamo al sodo, ci difendiamo per ripartire. Il mister e il suo staff lavorano tutta la settimana per raggiungere l’organizzazione di gioco che contraddistingue la nostra squadra. E credo che si possa ancora crescere».
Il terzo posto premia certamente questo approccio e la voglia di un gruppo che marcia unito. «Se c’è un segreto è proprio il concetto di gruppo. Mereu ha creato un blocco granitico anche fuori dal campo, i risultati sono solo la conseguenza del lavoro fatto dal 16 luglio, il primo giorno di ritiro – sottolinea il ds dell’Olbia –. I punti che abbiamo conquistato sono meritati perchè Mereu e tutto il suo staff lavorano moltissimo per curare ogni aspetto nella preparazione delle partite. E i risulutai si vedono».
Concetti semplici, ma spesso decisivi. Lavoro, umiltà, unità di intenti. Per puntare a cosa? «A migliorarci giorno dopo giorno, senza pensare di essere arrivati da nessuna parte. La classifica,alla fine della stagione sarà solo lo specchio del nostro lavoro».
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