MotoGp, Valentino Rossi vuole stupire ancora
ROMA. Motegi, Phillip Island e Sepang. Tre gran premi da vivere tutti d'un fiato, compressi nel mese di ottobre. La volata per il titolo della MotoGp parte in Giappone, passa per l'Australia e...
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ROMA. Motegi, Phillip Island e Sepang. Tre gran premi da vivere tutti d'un fiato, compressi nel mese di ottobre. La volata per il titolo della MotoGp parte in Giappone, passa per l'Australia e rimbalza in Malesia. Gran finale a Valencia, con l’ultima gara a metà novembre. Dopo il successo di Aragon Marc Marquez si presenta ai blocchi di partenza con un vantaggio di 16 punti su Andrea Dovizioso, 28 su Maverick Vinales, 54 su Dani Pedrosa e 56 su Valentino Rossi. Al netto di errori clamorosi dei protagonisti o di altrettanto imprevedibili defaillance tecniche di Honda e Ducati, la corsa per la corona 2017 appare ristretta ai primi due, anche se la matematica non boccia nessuno mettendo in palio ancora 100 punti e pure Vinales potrebbe, se la Yamaha smettesse di mangiare le gomme, dire la sua. Magari con Rossi a ritagliarsi il ruolo di terzo incomodo, ago della bilancia della sfida.
Intanto, reduce dall'eroica quinta piazza di Aragon, Valentino è già tornato a lavorare tra palestra e fisioterapisti per presentarsi a Motegi se non al 100%, però con la gamba operata in grado di affrontare lo sforzo di tre fine settimana consecutivi, con prove e gara. Il vantaggio di Marquez - oltre a quello di guidare una moto capace di assecondare le caratteristiche di più circuiti - sta nella maggiore confidenza con la tensione che deve saper gestire chi si gioca un Mondiale, esperienza vissuta costantemente dal 2010. Nelle ultime sette stagioni il campione di Cervera, pur passando dalla 125 alla MotoGp, non è mai giunto oltre il terzo posto, vincendo cinque titoli iridati.
Intanto, reduce dall'eroica quinta piazza di Aragon, Valentino è già tornato a lavorare tra palestra e fisioterapisti per presentarsi a Motegi se non al 100%, però con la gamba operata in grado di affrontare lo sforzo di tre fine settimana consecutivi, con prove e gara. Il vantaggio di Marquez - oltre a quello di guidare una moto capace di assecondare le caratteristiche di più circuiti - sta nella maggiore confidenza con la tensione che deve saper gestire chi si gioca un Mondiale, esperienza vissuta costantemente dal 2010. Nelle ultime sette stagioni il campione di Cervera, pur passando dalla 125 alla MotoGp, non è mai giunto oltre il terzo posto, vincendo cinque titoli iridati.
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