Rastelli gioca d’azzardo: a Napoli in campo Pavoletti e Farias
Mario Frongia
◗
Leonardo PavolettiIl tecnico scommette sul recupero dei suoi attaccanti e sulla voglia di rivincita
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Pavoletti e Farias arruolabili per il Napoli. Certo, le condizioni del duo che unisce potenza e acrobazia, tecnica e intuizione, non sono all'apice. Ma in tempi di magra e bocconi amari, meglio tenere d'occhio le piccole cose buone che stare a piagnucolare. Rastelli per la sfida contro i marziani del palleggio può contare su un attaccante che proprio al San Paolo ha visto le cose andare non proprio al top. Pavoletti appena sbarcato al Cagliari ha ribadito di non "serbare rancore, di aver lasciato amici, club, tecnico e compagni con un sorriso. A Napoli ho vissuto una splendida esperienza. Ma adesso penso solo con la maglia rossoblù".
Un galantuomo. Ma se domenica al lunch time gli dovesse capitare la palla giusta, far urlare Reina di rabbia sarebbe un bel colpo. Idem, Farias. Il brasiliano sa di essere un valore aggiunto per la squadra. Ma sa anche di avere poca continuità. Al San Paolo, il 6 maggio scorso ha lasciato il segno: con il gol della bandiera, dopo la doppietta di Mertens e il 3-0 di Insigne, ha fatto smoccolare Sarri, perforando in serpentina Albiol (domenica out) e Chiriches. In breve, sfida che per il 30 e il 17 del Cagliari capita al momento giusto.
Modulo immutato. Il solito 4-3-1-2, senza snaturamenti né cambi di ruolo. Rastelli prepara un Cagliari che proverà a non aspettare il Napoli. La scommessa è giocare con una linea difensiva alta fin dal via: Hamsik e soci difficilmente fanno lanci a scavalcare la difesa. Meglio aspettarli alti, compatti e pronti al reciproco raddoppio. Ma quel che più conta è non doverli affrontare sbagliando le ripartenze: rispetto al Chievo serve un salto di qualità. Infine, con i "tre tenori" formato mignon in attacco, è preferibile concedere il cross ma non l'uno-due al limite dell'area. Ci riusciranno, i nostri eroi? Concentrazione e atteggiamento sono gli ingredienti base per provarci. Il Napoli non è primo in classifica e col pieno di vittorie per caso. Ha organico, soluzioni e palleggio d'alta scuola. A dirla tutta, quando decide fa male, in Italia e in Europa. Da qui, l'importanza dell'approccio, dei primi venti minuti da giocare con unghie e denti.
Un galantuomo. Ma se domenica al lunch time gli dovesse capitare la palla giusta, far urlare Reina di rabbia sarebbe un bel colpo. Idem, Farias. Il brasiliano sa di essere un valore aggiunto per la squadra. Ma sa anche di avere poca continuità. Al San Paolo, il 6 maggio scorso ha lasciato il segno: con il gol della bandiera, dopo la doppietta di Mertens e il 3-0 di Insigne, ha fatto smoccolare Sarri, perforando in serpentina Albiol (domenica out) e Chiriches. In breve, sfida che per il 30 e il 17 del Cagliari capita al momento giusto.
Modulo immutato. Il solito 4-3-1-2, senza snaturamenti né cambi di ruolo. Rastelli prepara un Cagliari che proverà a non aspettare il Napoli. La scommessa è giocare con una linea difensiva alta fin dal via: Hamsik e soci difficilmente fanno lanci a scavalcare la difesa. Meglio aspettarli alti, compatti e pronti al reciproco raddoppio. Ma quel che più conta è non doverli affrontare sbagliando le ripartenze: rispetto al Chievo serve un salto di qualità. Infine, con i "tre tenori" formato mignon in attacco, è preferibile concedere il cross ma non l'uno-due al limite dell'area. Ci riusciranno, i nostri eroi? Concentrazione e atteggiamento sono gli ingredienti base per provarci. Il Napoli non è primo in classifica e col pieno di vittorie per caso. Ha organico, soluzioni e palleggio d'alta scuola. A dirla tutta, quando decide fa male, in Italia e in Europa. Da qui, l'importanza dell'approccio, dei primi venti minuti da giocare con unghie e denti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

