Da ultima arrivata a prima della classe con la perla del triplete
di Giovanni Dessole
Ottava stagione in serie A1 per i biancoblù di Pasquini Resterà nella storia il miracolo dei “Sacchetti boys”
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SASSARI. La Dinamo si prepara a salire sull'ottovolante della sua ottava stagione in Lega A. La favola della matricola terribile diventata poi talmente grande da entrare di diritto nel gruppo delle regine d'Italia, è oggi realtà consolidata che compete, sempre, per provare a vincere il trofeo più ambito. Il 2010-'11 è ricordo lontano ma non certo sfocato nella memoria biancoblù. La Dinamo del presidente Luciano Mele, senza un main sponsor ma con la spinta dell'entusiasmo generato dalla storica promozione in serie A, si confronta con la pallacanestro dei giganti. Nel roster anche Jack Devecchi. Alla guida, dopo la cavalcata in Legadue, Meo Sacchetti: l'uomo del triplete. È il Banco di Travis Diener, si spera in una serena salvezza, arrivano un sesto posto finale e i playoff scudetto, un sogno.
La post season dura “appena” quattro gare: la corazzata Milano vince 3-1 agli ottavi, Sassari gioisce per il risultato ma trema per il futuro della squadra. L'estate 2011 segna l'inizio dell'era Stefano Sardara. Fra conferme e nuovi arrivi la Dinamo già si scrolla di dosso l'etichetta di bella al ballo delle debuttanti: quarto posto al termine del girone di ritorno, accoppiamento con la Virtus Bologna al primo turno playoff e 3-0 che spedisce Vanuzzo e compagni in semifinale. C'è la Montepaschi Siena, l'ostacolo è proibitivo per i biancoblù, ma il progetto si consolida e sbarca in Europa.
Il 2012-'13 è l'anno del secondo posto in regular season e della lunga serie con Cantù: la Dinamo è forte ma cede il passo soltanto all'ultimo tiro di gara7 (95-97) fra lacrime e applausi scroscianti. La stagione successiva Sassari vince la Coppa Italia, con passaggio di consegne con la Montepaschi Siena. Disputati gli ottavi di Eurocup contro l'Alba Berlino, gli uomini di Sacchetti chiudono al quarto posto in classifica la Lega A, superano per 3-0 Brindisi ai quarti ma si arrendono all'Olimpia che ne perde due in casa, ma vince la serie di semifinale per 4-2. Qualcosa è cambiato. Sassari vince la Supercoppa, gioca l'Eurolega, mette in bacheca la seconda Coppa Italia e le discese ardite e risalite di regular, in post season piazza il filotto che fra Trento, Milano e Reggio regala alla Dinamo il tricolore.
Nel 2015-'16 Sassari e Meo Sacchetti si separano. La stagione è difficile, in panchina dopo l'intermezzo Calvani, si siede il general manager Federico Pasquini. Settimo posto, l'abbinamento è con Reggio Emilia che consuma la sua piccola vendetta, 3-0. L'avventura in Coppa Italia si stoppa in finale con Milano, la Champions finisce ai quarti con il Monaco, ai playoff è 3-0 con Trento. Stagione interlocutoria e di transizione. Nuovo giro, nuova corsa per la Dinamo 2017-'18: inserire il gettone e via che si gira.
La post season dura “appena” quattro gare: la corazzata Milano vince 3-1 agli ottavi, Sassari gioisce per il risultato ma trema per il futuro della squadra. L'estate 2011 segna l'inizio dell'era Stefano Sardara. Fra conferme e nuovi arrivi la Dinamo già si scrolla di dosso l'etichetta di bella al ballo delle debuttanti: quarto posto al termine del girone di ritorno, accoppiamento con la Virtus Bologna al primo turno playoff e 3-0 che spedisce Vanuzzo e compagni in semifinale. C'è la Montepaschi Siena, l'ostacolo è proibitivo per i biancoblù, ma il progetto si consolida e sbarca in Europa.
Il 2012-'13 è l'anno del secondo posto in regular season e della lunga serie con Cantù: la Dinamo è forte ma cede il passo soltanto all'ultimo tiro di gara7 (95-97) fra lacrime e applausi scroscianti. La stagione successiva Sassari vince la Coppa Italia, con passaggio di consegne con la Montepaschi Siena. Disputati gli ottavi di Eurocup contro l'Alba Berlino, gli uomini di Sacchetti chiudono al quarto posto in classifica la Lega A, superano per 3-0 Brindisi ai quarti ma si arrendono all'Olimpia che ne perde due in casa, ma vince la serie di semifinale per 4-2. Qualcosa è cambiato. Sassari vince la Supercoppa, gioca l'Eurolega, mette in bacheca la seconda Coppa Italia e le discese ardite e risalite di regular, in post season piazza il filotto che fra Trento, Milano e Reggio regala alla Dinamo il tricolore.
Nel 2015-'16 Sassari e Meo Sacchetti si separano. La stagione è difficile, in panchina dopo l'intermezzo Calvani, si siede il general manager Federico Pasquini. Settimo posto, l'abbinamento è con Reggio Emilia che consuma la sua piccola vendetta, 3-0. L'avventura in Coppa Italia si stoppa in finale con Milano, la Champions finisce ai quarti con il Monaco, ai playoff è 3-0 con Trento. Stagione interlocutoria e di transizione. Nuovo giro, nuova corsa per la Dinamo 2017-'18: inserire il gettone e via che si gira.
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