Squadra subito al lavoro stamattina
Allenamento al lunedì per ordine di Giulini. Romagna e Dessena: gara durissima
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CAGLIARI. Stamani tutti in campo alle 11: Tommaso Giulini non ha gradito la scoppola, ancorché annunciata, del San Paolo. La squadra e gli staff sono rientrati in città nel dopo gara e da oggi, sosta o meno per la nazionale, si lavora in vista della partita con il Genoa.
La sfida ai liguri, in calendario, domenica 15 dicembre alla Sardegna Arena, assume un doppio significato: scontro diretto contro una concorrente per la salvezza e test di rilievo per giocatori e staff tecnico.
In breve, il patron si è fatto sentire. Dopo il discorso "dello spogliatoio" della scorsa settimana, con la chiamata a raccolta dei valori e dell'attaccamento alla maglia, Giulini, assente a Napoli, così come il vice presidente Stefano Filucchi, ha mandato un messaggio chiaro. Si stringono i denti e si rema assieme. Da qui, il rientro della rosa a Cagliari. Che se non è un ritiro è sempre qualcosa che gli somiglia.
Nel frattempo, il 3-0 viene commentato dai protagonisti. «Sapevamo quanto fosse difficile a Napoli. Non siamo riusciti a fare quello che avevamo provato, soprattutto per la loro bravura – attacca Filippo Romagna. Il centrale, al debutto dal 1', taglia corto –: ho fatto il rigore su Mertens che ha influito sulla gara. Sul 2-0, difficile rimediare».
Romagna, per il resto, ha fatto bene. Ma con gli azzurri è in salita. «Ho proseguito senza farmi condizionare, dura a questi livelli. Ripartiamo dal lavoro: sappiamo di avere fatto passi indietro, va recuperato il terreno perduto».
Dal difensore, icona di onestà e umiltà, al capitano. «Una gara da subito in salita. Si è vista la loro qualità, il loro possesso palla» spiega Daniele Dessena. Il mediano, subentrato a Sau (fastidio agli adduttori), ha inciso poco. «Ci dispiace per la sconfitta e per i tifosi, ci tenevamo a fare una bene. Ripartiamo il più presto possibile, anche in passato - aggiunge - abbiamo attraversato momenti negativi, li abbiamo sempre superati tirando fuori qualcosa in più. Tutti assieme, a partire dagli anziani. Buttarci giù non servirebbe a nulla: con il Napoli, per tutti la più forte della A, era ed è stato impossibile».
Mario Frongia
La sfida ai liguri, in calendario, domenica 15 dicembre alla Sardegna Arena, assume un doppio significato: scontro diretto contro una concorrente per la salvezza e test di rilievo per giocatori e staff tecnico.
In breve, il patron si è fatto sentire. Dopo il discorso "dello spogliatoio" della scorsa settimana, con la chiamata a raccolta dei valori e dell'attaccamento alla maglia, Giulini, assente a Napoli, così come il vice presidente Stefano Filucchi, ha mandato un messaggio chiaro. Si stringono i denti e si rema assieme. Da qui, il rientro della rosa a Cagliari. Che se non è un ritiro è sempre qualcosa che gli somiglia.
Nel frattempo, il 3-0 viene commentato dai protagonisti. «Sapevamo quanto fosse difficile a Napoli. Non siamo riusciti a fare quello che avevamo provato, soprattutto per la loro bravura – attacca Filippo Romagna. Il centrale, al debutto dal 1', taglia corto –: ho fatto il rigore su Mertens che ha influito sulla gara. Sul 2-0, difficile rimediare».
Romagna, per il resto, ha fatto bene. Ma con gli azzurri è in salita. «Ho proseguito senza farmi condizionare, dura a questi livelli. Ripartiamo dal lavoro: sappiamo di avere fatto passi indietro, va recuperato il terreno perduto».
Dal difensore, icona di onestà e umiltà, al capitano. «Una gara da subito in salita. Si è vista la loro qualità, il loro possesso palla» spiega Daniele Dessena. Il mediano, subentrato a Sau (fastidio agli adduttori), ha inciso poco. «Ci dispiace per la sconfitta e per i tifosi, ci tenevamo a fare una bene. Ripartiamo il più presto possibile, anche in passato - aggiunge - abbiamo attraversato momenti negativi, li abbiamo sempre superati tirando fuori qualcosa in più. Tutti assieme, a partire dagli anziani. Buttarci giù non servirebbe a nulla: con il Napoli, per tutti la più forte della A, era ed è stato impossibile».
Mario Frongia
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