Un’Olbia abile e concreta porta a casa i tre punti
Apre le danze Ragatzu, raddoppia Ogunseye e chiude Feola in pieno recupero Il Pro Piacenza brucia un’occasione d’oro con Alessandro che sbaglia il rigore
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PRO PIACENZA1
OLBIA3
PRO PIACENZA: Gori 6, Belfasti 6 (67’ Calandra 6), Aspas 6, Mastroianni 5,5, Alessandro 5, Bazzoffia 6 (67’ Starita 6), La Vigna 6 (71’ Monni 5,5), Barba 6,5, Messina 5, Beduschi 5,5, Belotti 5,5. All.: Pea.
OLBIA: Aresti 6, Pinna 6 (85’ Pisano SV), Geroni 6, Dametto 6, Murgia 6,5 (77’ Senesi SV), Ogunseye 6,5, Ragatzu 7 (85’ Iotti SV), Muroni 6, Feola 6,5, Cotali 6, Leverbe 5. All.: Mereu.
ARBITRO: Vigile di Cosenza.
RETI: 14’ Ragatzu, 25’ Barba, 63’ Ogunseye, 95’ Feola.
NOTE: ammoniti: Ragatzu, Cotali, Geroni (O); Belotti, Beduschi (PP); espulso: Leverbe (O; per somma di ammonizioni); angoli: 7-1 per il pro; recupero: 1’ pt, 5’ st; spettatori: 369.
PIACENZA
Secondo un vecchio adagio piacentino vale più un “andiamo” di cento “andremmo”: una certezza è da preferire ad una manciata di intenzioni, la volontà conta poco se non concretizzata in azioni. O nel caso del calcio, in gol.
L’Olbia esce dai cancelli del “Garilli” con tre punti che hanno tutto il sapore della concretezza recitando un “andiamo” che si costruisce soprattutto nella ripresa.
Mister Mereu cambia due volti nella retroguardia preferendo Leverbe al centro e Pinna sulla corsia di destra. Una scelta in chiaroscuro che premia però al quattordicesimo quando proprio il terzino di Oristano preme sull’out di destra, viene premiato da un rimpallo su Belfasti e pennella un cross in piena area: Ragatzu si coordina e scaglia un tiro a volo preciso, una staffilata che Gori può solo vedere infilarsi nell’angolino alla sua sinistra.
Il vantaggio dei galluresi scuote il Pro che già si era reso pericoloso al quinto con un gol annullato per fuorigioco ad Alessandro: i rossoneri conquistano un corner battuto in piena area da Aspas. Il pallone viene spizzicato da Mastroianni sul palo più lontano dove Barba è il più lesto di tutti a ribadire in rete, da un passo o poco più. Pareggio ed è tutto da rifare per Dametto e compagni che non ci stanno: Murgia si risveglia dal torpore alla mezz’ora con una bella conclusione che esce di un soffio mentre Geroni al giro di lancetta numero 43 spaventa Gori con una punizione che sale soltanto all’ultimo istante.
Nella ripresa non cambiano gli interpreti né la sinfonia ma il ritmo è decisamente diverso: la squadra di Mereu scende in campo con i riflessi della concretezza. Una concretezza che era mancata ad Ogunseye nella prima frazione: al diciottesimo minuto l’attaccante nigeriano brucia sul tempo Belotti e Belfasti, entra in area e fulmina con un diagonale da biliardo un incolpevole Gori. Sembra fatta quando Ragatzu penetra in area e calcia un bolide da distanza ravvicinata ma il palo esterno è di diverso avviso così come un Pro che sotto le vesti da “provinciale” nasconde la capacità di mettere in difficoltà chiunque. Mister Pea si gioca il tutto per tutto con un 4-2-4 dove Monni rinforza la linea degli attaccanti e Starita dà il cambio a Bazzoffia sull’out di destra quando allo scadere mancano 23 minuti più recupero. Il tempo scorre con il punteggio ancorato sull’1-2 ma è nel finale che si concentrano le ultime emozioni di giornata. Mastroianni va giù in piena area su contatto di Leverbe che, già ammonito, lascia la squadra in inferiorità numerica. Rigore per il Pro: c’è chi scommetterebbe tutto sul pareggio in una situazione come questa ma Alessandro dal dischetto spedisce la sfera alle stelle, troppo alta per impensierire Aresti e spaventare l’Olbia. Un’Olbia che si ritrova in dieci uomini ma che non rinuncia alla stoccata decisiva, al colpo che stende i padroni di casa: quando mancano ormai pochi secondi al termine Feola si invola in contropiede e chiude i conti.
OLBIA3
PRO PIACENZA: Gori 6, Belfasti 6 (67’ Calandra 6), Aspas 6, Mastroianni 5,5, Alessandro 5, Bazzoffia 6 (67’ Starita 6), La Vigna 6 (71’ Monni 5,5), Barba 6,5, Messina 5, Beduschi 5,5, Belotti 5,5. All.: Pea.
OLBIA: Aresti 6, Pinna 6 (85’ Pisano SV), Geroni 6, Dametto 6, Murgia 6,5 (77’ Senesi SV), Ogunseye 6,5, Ragatzu 7 (85’ Iotti SV), Muroni 6, Feola 6,5, Cotali 6, Leverbe 5. All.: Mereu.
ARBITRO: Vigile di Cosenza.
RETI: 14’ Ragatzu, 25’ Barba, 63’ Ogunseye, 95’ Feola.
NOTE: ammoniti: Ragatzu, Cotali, Geroni (O); Belotti, Beduschi (PP); espulso: Leverbe (O; per somma di ammonizioni); angoli: 7-1 per il pro; recupero: 1’ pt, 5’ st; spettatori: 369.
PIACENZA
Secondo un vecchio adagio piacentino vale più un “andiamo” di cento “andremmo”: una certezza è da preferire ad una manciata di intenzioni, la volontà conta poco se non concretizzata in azioni. O nel caso del calcio, in gol.
L’Olbia esce dai cancelli del “Garilli” con tre punti che hanno tutto il sapore della concretezza recitando un “andiamo” che si costruisce soprattutto nella ripresa.
Mister Mereu cambia due volti nella retroguardia preferendo Leverbe al centro e Pinna sulla corsia di destra. Una scelta in chiaroscuro che premia però al quattordicesimo quando proprio il terzino di Oristano preme sull’out di destra, viene premiato da un rimpallo su Belfasti e pennella un cross in piena area: Ragatzu si coordina e scaglia un tiro a volo preciso, una staffilata che Gori può solo vedere infilarsi nell’angolino alla sua sinistra.
Il vantaggio dei galluresi scuote il Pro che già si era reso pericoloso al quinto con un gol annullato per fuorigioco ad Alessandro: i rossoneri conquistano un corner battuto in piena area da Aspas. Il pallone viene spizzicato da Mastroianni sul palo più lontano dove Barba è il più lesto di tutti a ribadire in rete, da un passo o poco più. Pareggio ed è tutto da rifare per Dametto e compagni che non ci stanno: Murgia si risveglia dal torpore alla mezz’ora con una bella conclusione che esce di un soffio mentre Geroni al giro di lancetta numero 43 spaventa Gori con una punizione che sale soltanto all’ultimo istante.
Nella ripresa non cambiano gli interpreti né la sinfonia ma il ritmo è decisamente diverso: la squadra di Mereu scende in campo con i riflessi della concretezza. Una concretezza che era mancata ad Ogunseye nella prima frazione: al diciottesimo minuto l’attaccante nigeriano brucia sul tempo Belotti e Belfasti, entra in area e fulmina con un diagonale da biliardo un incolpevole Gori. Sembra fatta quando Ragatzu penetra in area e calcia un bolide da distanza ravvicinata ma il palo esterno è di diverso avviso così come un Pro che sotto le vesti da “provinciale” nasconde la capacità di mettere in difficoltà chiunque. Mister Pea si gioca il tutto per tutto con un 4-2-4 dove Monni rinforza la linea degli attaccanti e Starita dà il cambio a Bazzoffia sull’out di destra quando allo scadere mancano 23 minuti più recupero. Il tempo scorre con il punteggio ancorato sull’1-2 ma è nel finale che si concentrano le ultime emozioni di giornata. Mastroianni va giù in piena area su contatto di Leverbe che, già ammonito, lascia la squadra in inferiorità numerica. Rigore per il Pro: c’è chi scommetterebbe tutto sul pareggio in una situazione come questa ma Alessandro dal dischetto spedisce la sfera alle stelle, troppo alta per impensierire Aresti e spaventare l’Olbia. Un’Olbia che si ritrova in dieci uomini ma che non rinuncia alla stoccata decisiva, al colpo che stende i padroni di casa: quando mancano ormai pochi secondi al termine Feola si invola in contropiede e chiude i conti.
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