Serie D amarissima per le squadre sarde
Fa punti solo il Budoni, cadono tutte le altre. Allarme rosso a Sassari: sarà soltanto sfortuna?
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SASSARI. Ancora una giornata a tinte cupe per i team sardi della serie D. Il disastro della domenica precedente è stato replicato: tutti battuti, tranne il Budoni che si è imposto ancora in un derby. Dopo il successo di misura a Sassari sul Latte Dolce ha firmato lo stesso risultato, in casa, contro il San Teodoro: un bis che rende la squadra budonese la più "ricca" in classifica, con 6 punti, mentre le altre arrancano in coda. A Cassino la squadra sassarese ha rimediato la terza sconfitta di fila, scivolando in ultima posizione con Lanusei e San Teodoro e aggravando la crisi di risultati. «Ma stavolta i ragazzi non meritavano di perdere – commenta sconsolato il tecnico Marco Sanna – e mi dispiace per loro, ci sono rimasti male dopo essersi tanto impegnati per chiudere positivamente la gara. Purtroppo un errore individuale a tempo scaduto di un giovanissimo ha negato la soddisfazione del pareggio. Sfortuna? E' vero che gira male ma anche la buona sorte bisogna guadagnarsela, non può essere un alibi per le sconfitte. La verità è che si deve essere più incisivi».
Il gol è il grande problema da risolvere, Sanna è pienamente consapevole che i guai biancocelesti «nascono dall'incapacità di concretizzare le tante occasioni create. Se non si butta dentro il pallone poi basta un episodio negativo in difesa per cambiare volto al risultato. Resto comunque fiducioso, perchè domenica – aggiunge il mister sassarese – ho visto la squadra in salute. Ho fatto scelte diverse e al 90' stavano pagando, poi il crac finale. Vedremo di cambiare ancora qualcosa, ma bisogna dare di più in termini di determinazione e concretezza. Bisogna avere più fiducia nei propri mezzi, crederci di più se si vuole fare risultato».
Per Sanna volere è potere, come dicono i suoi trascorsi da calciatore tenace e mai domo. Domani il Latte Dolce sarà subito rimesso alla prova, in Coppa, nella sfida casalinga con la Nuorese. «Una partita in cui mi aspetto un'accelerata della squadra, un'inversione di tendenza perchè vincere aiuta a vincere e se vogliamo trovare il passo giusto in campionato dobbiamo sbloccarci e superare bene questo nuovo esame. Basta poco per svoltare e vale anche per la Nuorese, che sta incontrando le nostre stesse difficoltà». Sul pessimo avvio delle formazioni isolane Sanna non vede motivi precisi. «E' un campionato di buon livello e i giocatori di categoria non mancano ma il cammino è deficitario e non me lo spiego. Certo è brutto vedere tutte le nostre squadre così in basso. Noi non lo meritiamo di sicuro».
Sandra Usai
Il gol è il grande problema da risolvere, Sanna è pienamente consapevole che i guai biancocelesti «nascono dall'incapacità di concretizzare le tante occasioni create. Se non si butta dentro il pallone poi basta un episodio negativo in difesa per cambiare volto al risultato. Resto comunque fiducioso, perchè domenica – aggiunge il mister sassarese – ho visto la squadra in salute. Ho fatto scelte diverse e al 90' stavano pagando, poi il crac finale. Vedremo di cambiare ancora qualcosa, ma bisogna dare di più in termini di determinazione e concretezza. Bisogna avere più fiducia nei propri mezzi, crederci di più se si vuole fare risultato».
Per Sanna volere è potere, come dicono i suoi trascorsi da calciatore tenace e mai domo. Domani il Latte Dolce sarà subito rimesso alla prova, in Coppa, nella sfida casalinga con la Nuorese. «Una partita in cui mi aspetto un'accelerata della squadra, un'inversione di tendenza perchè vincere aiuta a vincere e se vogliamo trovare il passo giusto in campionato dobbiamo sbloccarci e superare bene questo nuovo esame. Basta poco per svoltare e vale anche per la Nuorese, che sta incontrando le nostre stesse difficoltà». Sul pessimo avvio delle formazioni isolane Sanna non vede motivi precisi. «E' un campionato di buon livello e i giocatori di categoria non mancano ma il cammino è deficitario e non me lo spiego. Certo è brutto vedere tutte le nostre squadre così in basso. Noi non lo meritiamo di sicuro».
Sandra Usai
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