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Assalto a Fort Pistoia ma l’Olbia non passa

Assalto a Fort Pistoia ma l’Olbia non passa

I bianchi si devono accontentare di un punto in casa

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OLBIA. Fort Pistoia ha retto l’assalto del generale Ragatzu e dei suoi commilitoni. La resistenza degli arancioni ha impedito all’Olbia di portare a casa la vittoria, che sarebbe stata meritata dopo un assedio durato tutto il secondo tempo. Finisce quindi 0-0 contro una Pistoiese coriacea, che ha saputo difendersi con ordine e un pizzico di fortuna davanti a una delle migliori Olbia della stagione. È il primo pareggio a reti bianche per i ragazzi di mister Mereu e l’impressione è quella di due punti persi piuttosto che uno guadagnato. Ma la strada della maturità e forse della gloria è lastricata anche di queste partite, nella quali si ottiene molto meno di quanto si vorrebbe, ma alla fine restano punti importanti per la classifica.

Ci vorrebbe un pallottoliere per enumerare le occasioni dei bianchi nella ripresa, ma certamente restano negli occhi al 12’ il tiro di Ragatzu ribattuto e i due salvataggi altrettanto miracolosi sempre del portiere Biagini al 21’ del secondo tempo su Ogunseye e Murgia, dopo una azione da applausi di Ragatzu. Un gol annullato a Ogunseye al 41’ per fuorigioco dubbio, anche se la Pistoiese ne conta due non convalidati a Vrio per fuorigioco e fallo in attacco su Pisano. Poi una supremazia territoriale evidente, che non giunge alla conclusione del gol solo per i capricci della dea bendata e un po’ di imprecisione.

Olbia che non ti aspetti al via, con Pisano spostato nel ruolo di centrale di difesa al posto di Iotti, fuori per le non perfette condizioni fisiche. L’altra sorpresa è, invece, una scelta tecnica. Mereu dà fiducia al gioiello di casa Davide Arras al posto di Ogunseye e al fianco dell’insostituibile Ragatzu. Le coordinate fisiche dell’attacco perdono centimetri e chili ma guadagnano in scatto e velocità. Quello che serve per superare una diga elevata dalla Pistoiese che ricorda le grandi opere pubbliche del Dopoguerra. A dispetto delle divise arancioni stile olandese, il calcio “totale” sembra lontano dalle sponde dell’Ombrone. I centrocampisti della Pistoiese corrono e picchiano come fabbri, nel senso agonistico del termine, impedendo spesso all’Olbia il fraseggio che le è consueto. Il metro arbitrale di Miele di Torino favorisce questo approccio, improntato com’è al lasciar correre. Alla fine saranno due le ammonizioni in una gara contrappuntata da un numero considerevole di falli tattici e botte da orbi. Prima potenziale svolta della gara al 25’ del primo tempo, quando Geroni esce per infortunio dopo un brutto intervento di Luperini. Fino a quel momento due occasioni della Pistoiese con Vrio e lo stesso Luperini. Dalle difficoltà, però, spunta l’opportunità, con l’ingresso di Pennington, ex capitano della Primavera del Cagliari, che si mette sul centrodestra con Muroni mediano di lotta e di governo. Proprio il biondo talento scuola Cagliari al 39’ della prima frazione, servito da Murgia in area, con un colpo di tacco geniale trova Arras in corsa che supera il portiere ma colpisce la traversa.

Come un sogno che svanisce al risveglio, manca il brindisi del gol per rendere indimenticabile l’esordio del giovane gallurese. I secondi 45 minuti sono stati quanto raccontato, un lungo inseguire la via della rete che per poco non rischiava di finire in beffa, quando poco prima della mezz’ora Ferrari ha sciupato da pochi passi davanti ad Aresti battuto. Un punto a ciascuno non fa male a nessuno. Ora l’Olbia è attesa da un’altra gara in casa, domenica contro il Siena. Con più munizioni e sperando che i fortini siano finiti.
Giandomenico Mele

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