Ventura rilancia la BBC e schiera Verdi al centro dell’attacco
Le assenze costringono il Ct a rivoluzionale la sua Italia Gagliardini preferito al cagliaritano Barella a centrocampo
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FIRENZE. Avvicinandosi alla sfida con la Macedonia contro cui basterà un punto per conquistare l'accesso ai playoff mondiali (ma molti di più per il ranking), il clima si sta riempiendo di adrenalina a Coverciano dove Gian Piero Ventura sta provando varie soluzioni. I segnali propendono per un'Italia schierata con il 3-4-3, quindi con il ritorno dell'ex BBC juventino (sarebbe la seconda volta sotto l'attuale gestione, dopo la gara con Israele), la conferma di Gagliardini (favorito sul debuttante Barella) accanto a Parolo, con Zappacosta e Darmian sulle fasce e soprattutto la novità Verdi: il giocatore del Bologna, appena un paio di minuti finora nella Nazionale maggiore, nell'amichevole con l'Olanda vinta 2-1 dall'Italia lo scorso 28 marzo. Quel giorno Verdi, in vantaggio attualmente su Candreva e Bernardeschi, subentrò nel finale al posto di Verratti mentre venerdì, alla prima da titolare, formerà il tridente d'attacco con Immobile e Insigne.
Questa mattina gli azzurri sosterranno un altro allenamento poi la partenza nel pomeriggio per Torino. «Non è vero che l'atmosfera è depressa in Nazionale, la negatività viene dipinta da fuori, al nostro interno io e miei compagni siamo tutti tranquilli – assicura Darmian –. Stiamo lavorando bene perché tutti vogliamo assolutamente andare al Mondiale». Ecco la molla che sta caricando l'Italia di Ventura. La pesante sconfitta con la Spagna agli inizi di settembre non solo ha tolto il primato e quindi l'accesso diretto a Russia 2018, ma anche qualche certezza al gruppo azzurro.
Cosa che, sommata alle assenze, rischia di complicare il lavoro del ct, non a caso mai apparso così serio e teso. Ma i suoi giocatori stanno facendo a gara per lanciare segnali di fiducia e serenità: «Ci mancano tanti giocatori importanti, penso a De Rossi, Verratti, Belotti e non solo. Però – dice il difensore del Manchester United – chi è qui saprà sopperire alle assenze nel migliore dei modi. Il gap con la Spagna e le altre grandi sapremo colmarlo con la fame, la determinazione e lo spirito di gruppo». E al bando la paura: «Nessuno teme di non andare ai Mondiali, ora pensiamo alla Macedonia e a prenderci i punti che servono, poi affronteremo gli spareggi».
Le tante defezioni stanno spingendo Ventura a rimodellare l'Italia, ma ciò non preoccupa i suoi giocatori: «Abbiamo una rosa in grado di adottare più moduli, l'importante è centrare l'obiettivo» ribadisce Darmian. Nessuno può dargli torto.
Intanto anche a Torino cresce l’attesa. Il capoluogo piemontese si è mobilitato prendendo d'assalto i botteghini, dove sono stati già venduti 17.500 biglietti. La Nazionale torna per la 37esima volta a Torino e curiosamente a un anno esatto dall'Italia-Spagna - giocata allo Juventus - con un pareggio che ne ha frenato la corsa verso i Mondiali. C'è un rapporto speciale tra Torino e la Nazionale, iniziato con una sconfitta nel 1912 per 3-4 contro la Francia ma che in 105 anni ha prodotto un bilancio di 24 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte. Nel programma di «Torino Città Azzurra» saranno molti gli appuntamenti per tecnici e appassionati, fino alla sfida di venerdì sera valida per le qualificazioni ai Mondiali e l'allenamento nel nuovo Filadelfia, il tempio del Torino, del giorno dopo.
Questa mattina gli azzurri sosterranno un altro allenamento poi la partenza nel pomeriggio per Torino. «Non è vero che l'atmosfera è depressa in Nazionale, la negatività viene dipinta da fuori, al nostro interno io e miei compagni siamo tutti tranquilli – assicura Darmian –. Stiamo lavorando bene perché tutti vogliamo assolutamente andare al Mondiale». Ecco la molla che sta caricando l'Italia di Ventura. La pesante sconfitta con la Spagna agli inizi di settembre non solo ha tolto il primato e quindi l'accesso diretto a Russia 2018, ma anche qualche certezza al gruppo azzurro.
Cosa che, sommata alle assenze, rischia di complicare il lavoro del ct, non a caso mai apparso così serio e teso. Ma i suoi giocatori stanno facendo a gara per lanciare segnali di fiducia e serenità: «Ci mancano tanti giocatori importanti, penso a De Rossi, Verratti, Belotti e non solo. Però – dice il difensore del Manchester United – chi è qui saprà sopperire alle assenze nel migliore dei modi. Il gap con la Spagna e le altre grandi sapremo colmarlo con la fame, la determinazione e lo spirito di gruppo». E al bando la paura: «Nessuno teme di non andare ai Mondiali, ora pensiamo alla Macedonia e a prenderci i punti che servono, poi affronteremo gli spareggi».
Le tante defezioni stanno spingendo Ventura a rimodellare l'Italia, ma ciò non preoccupa i suoi giocatori: «Abbiamo una rosa in grado di adottare più moduli, l'importante è centrare l'obiettivo» ribadisce Darmian. Nessuno può dargli torto.
Intanto anche a Torino cresce l’attesa. Il capoluogo piemontese si è mobilitato prendendo d'assalto i botteghini, dove sono stati già venduti 17.500 biglietti. La Nazionale torna per la 37esima volta a Torino e curiosamente a un anno esatto dall'Italia-Spagna - giocata allo Juventus - con un pareggio che ne ha frenato la corsa verso i Mondiali. C'è un rapporto speciale tra Torino e la Nazionale, iniziato con una sconfitta nel 1912 per 3-4 contro la Francia ma che in 105 anni ha prodotto un bilancio di 24 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte. Nel programma di «Torino Città Azzurra» saranno molti gli appuntamenti per tecnici e appassionati, fino alla sfida di venerdì sera valida per le qualificazioni ai Mondiali e l'allenamento nel nuovo Filadelfia, il tempio del Torino, del giorno dopo.
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