«Il Cagliari col Genoa non può sbagliare»
di Roberto Muretto
L’ex capitano Matteo Villa legge in anticipo la sfida col Grifone: «Per metterli in difficoltà bisognerà giocare a ritmi alti»
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CAGLIARI. La maglia rossoblù la tiene in bella evidenza nella sua casa a Vimercate. Matteo Villa, ex difensore e capitano del Cagliari, ha ricordi indelebili delle nove stagioni trascorse in Sardegna. Ora che dirige un’azienda di calzature a conduzione familiare, non ha certo smesso di seguire le vicende della squadra sarda e quando può non perde l’occasione per vederla dal vivo. «Quest’anno - dice subito - ho visto la gara col Milan e in quella occasione il Cagliari non meritava di perdere. La squadra mi ha fatto una bella impressione, ecco perchè non capisco come mai abbia perso le due gare in casa con Sassuolo e Chievo».
Si è parlato di un calo fisico, che ne pensa?
«Non credo, anche perchè tre partite in una settimana le hanno giocate anche gli avversari. È difficile da spiegare che cosa sia successo, è invece sicuro che è stata persa una grande occasione per cominciare bene la stagione».
Diventa già decisiva la gara col Genoa, squadra nella quale lei ha giocato un anno?
«Decisiva no, importante sì. Fondamentale vincere, interrompere la serie negativa e ripartire. Se dovesse andare male la squadra subirebbe un contraccolpo soprattutto sul piano mentale».
Il Cagliari è più forte di questo Genoa?
«Non c’è dubbio. Ma deve affrontare la partita con grinta, facendo subito capire agli avversari che aria tira. Quella di Juric è una formazione che soffre se viene aggredita e diventa pericolosa se prende coraggio. Ecco perchè il Cagliari dovrà giocare a ritmi alti».
Si è parlato molto del mercato, secondo lei il Cagliari si è rinforzato?
«Penso che il valore della squadra sia quello dello scorso anno. È stata fatta una campagna acquisti normale e secondo me il colpo migliore è stato Pavoletti. Appena starà bene, darà una grande mano».
C’è un giocatore che ha i numeri per fare la differenza?
«Sono certo che in molti a questa domanda risponderebbero Joao Pedro. Io ammiro Nicolò Barella, ha una marcia in più. Alla sua età non è da tutto avere quella personalità. La chiamata in Nazionale lo aiuterà a crescere. Stare a contatto con i campioni diventa un valore aggiunto».
Avere uno stadio con il pubblico vicinissimo al campo di gioco può essere un vantaggio per il Cagliari?
«Conta tantissimo sentire i tifosi che ti spingono. Se poi sono così vicini, questo ti trasmette una carica pazzesca. Chi punta alla salvezza e credo sia questo l’obiettivo del Cagliari, la maggior parte dei punti li mette insieme in casa. È vero che finora i rossoblù hanno perso due partite su tre ma sono certo che alla “Sardegna Arena” saranno in tanti a uscire battuti. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia, se le cose vanno male e i tifosi ti contestano, allora l’effetto è contrario».
Stadio nuovo e tanti altri progetti importanti, che idea si è fatto del presidente Tommaso Giulini?
«La società, per quello che ho potuto leggere, mi pare stia lavorando benissimo. Diciamo che anche Massimo Cellino voleva costruire uno stadio nuovo, se ne parlava già dal 1995. Non c’è mai riuscito. Il nuovo presidente ce l’ha fatta e bisogna fargli i complimenti. Avere una stadio di proprietà è un passaggio cruciale se coltivi delle ambizioni».
Cosa ne pensa del tecnico Massimo Rastelli?
«Ho letto che i tifosi non lo amano particolarmente. Credo che finora i risultati li abbia ottenuti. Ha riportato il Cagliari in serie A, ha conquistato la salvezza con largo anticipo. Ora ha sei punti ma se vince col Genoa è in linea con gli obiettivi. Credo sia ingiusto metterlo in discussione alle prime difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si è parlato di un calo fisico, che ne pensa?
«Non credo, anche perchè tre partite in una settimana le hanno giocate anche gli avversari. È difficile da spiegare che cosa sia successo, è invece sicuro che è stata persa una grande occasione per cominciare bene la stagione».
Diventa già decisiva la gara col Genoa, squadra nella quale lei ha giocato un anno?
«Decisiva no, importante sì. Fondamentale vincere, interrompere la serie negativa e ripartire. Se dovesse andare male la squadra subirebbe un contraccolpo soprattutto sul piano mentale».
Il Cagliari è più forte di questo Genoa?
«Non c’è dubbio. Ma deve affrontare la partita con grinta, facendo subito capire agli avversari che aria tira. Quella di Juric è una formazione che soffre se viene aggredita e diventa pericolosa se prende coraggio. Ecco perchè il Cagliari dovrà giocare a ritmi alti».
Si è parlato molto del mercato, secondo lei il Cagliari si è rinforzato?
«Penso che il valore della squadra sia quello dello scorso anno. È stata fatta una campagna acquisti normale e secondo me il colpo migliore è stato Pavoletti. Appena starà bene, darà una grande mano».
C’è un giocatore che ha i numeri per fare la differenza?
«Sono certo che in molti a questa domanda risponderebbero Joao Pedro. Io ammiro Nicolò Barella, ha una marcia in più. Alla sua età non è da tutto avere quella personalità. La chiamata in Nazionale lo aiuterà a crescere. Stare a contatto con i campioni diventa un valore aggiunto».
Avere uno stadio con il pubblico vicinissimo al campo di gioco può essere un vantaggio per il Cagliari?
«Conta tantissimo sentire i tifosi che ti spingono. Se poi sono così vicini, questo ti trasmette una carica pazzesca. Chi punta alla salvezza e credo sia questo l’obiettivo del Cagliari, la maggior parte dei punti li mette insieme in casa. È vero che finora i rossoblù hanno perso due partite su tre ma sono certo che alla “Sardegna Arena” saranno in tanti a uscire battuti. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia, se le cose vanno male e i tifosi ti contestano, allora l’effetto è contrario».
Stadio nuovo e tanti altri progetti importanti, che idea si è fatto del presidente Tommaso Giulini?
«La società, per quello che ho potuto leggere, mi pare stia lavorando benissimo. Diciamo che anche Massimo Cellino voleva costruire uno stadio nuovo, se ne parlava già dal 1995. Non c’è mai riuscito. Il nuovo presidente ce l’ha fatta e bisogna fargli i complimenti. Avere una stadio di proprietà è un passaggio cruciale se coltivi delle ambizioni».
Cosa ne pensa del tecnico Massimo Rastelli?
«Ho letto che i tifosi non lo amano particolarmente. Credo che finora i risultati li abbia ottenuti. Ha riportato il Cagliari in serie A, ha conquistato la salvezza con largo anticipo. Ora ha sei punti ma se vince col Genoa è in linea con gli obiettivi. Credo sia ingiusto metterlo in discussione alle prime difficoltà».
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