L’Olbia guarda avanti Mereu non ha dubbi: «La strada è giusta»
Serie C: il tecnico dei bianchi assolve i suoi per il ko col Siena «Condannati dagli episodi e da decisioni arbitrali discutibili»
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OLBIA. Arbitraggio ed episodi sfavorevoli. Le ragioni della sconfitta contro la Robur Siena affollano i pensieri di Mereu ma non sembrano togliere il sonno alla società. Il mister ha analizzato la sconfitta e oggi alla ripresa degli allenamenti lavorerà su alcune situazioni tattiche. La società ufficialmente non parla, ma non è stato gradito per nulla l’arbitraggio del signor Garofalo di Torre del Greco. Due direzioni di gara al “Nespoli”, con Pistoiese e Siena, dove il metro arbitrale è stato criticabile. Due episodi su tutti: con la Pistoiese un intervento killer di Luperini è costato la frattura del secondo metatarso del piede destro per Geroni, senza che il direttore di gara abbia nemmeno fischiato il fallo. Domenica il secondo gol del Siena, realizzato da Guberti, è nato da un fallo in area di rigore su Ogunseye non fischiato, apparso abbastanza netto, dal quale è poi scaturita la ripartenza vincente della Robur che ha portato al gol del centrocampista ex Roma e Torres.
«Vorrei rivederla, ma penso che Ogunseye abbia subito un fallo da rigore che mi è sembrato ancora più evidente del secondo - ha spiegato Bernardo Mereu -. Da quella circostanza è nata la loro ripartenza e il raddoppio. Noi sul 2-1 abbiamo avuto l'occasione con Dametto che ha colpito la traversa. Se fosse entrata, si parlerebbe di una grandissima Olbia. Io lo dico comunque: la prestazione è stata più che buona, la squadra ha giocato, corso e combattuto. Abbiamo fatto la gara e il risultato, che avremmo meritato, è mancato davvero per un centimetro».
Giovane Olbia. Le buone notizie arrivano dalla carta d’identità. L’Olbia ha affrontato il Siena con una squadra giovane e dall’età media molto bassa. In campo un ’98 (Pennington) e tre ’97 (Cotali, Leverbe e Murgia), più un ’96 come Muroni. Davanti la squadra di Mignani il cui giocatore più giovane era il ’96 Gerli, ma con in campo un ’86 (Marotta) e addirittura un ’84 come Guberti. Senza contare che in panchina l’Olbia schierava i due 2000, Biancu e Oliveira, il ’99 Marongiu e ben 4 calciatori nati nel ’98 (Pinna, Manca, Vispo e Arras, con quest’ultimo subentrato nel finale). «Una squadra giovane ma mai intimorita di fronte ad un avversario esperto e malizioso - ha sottolineato l’allenatore dell’Olbia -. Da queste situazioni si deve crescere sempre, studieremo le ragioni della sconfitta e lavoreremo per correggere le imperfezioni. La mia squadra non può che crescere».
Sul ruolino in casa dopo le ultime due partite, con un solo punto conquistato sui sei in palio, Mereu guarda alle cose positive: «Chiaramente avrei voluto avere un trend diverso, ma le prestazioni contro Pistoiese e Siena sono state di grandissimo spessore». Gli episodi negativii non possono quindi inficiare il giudizio complessivo sull’Olbia. «Quelli si analizzano e commentano dopo - ha concluso Mereu -. Il primo gol è arrivato su palla inattiva e sul secondo siamo stati colpiti in contropiede».
Giandomenico Mele
«Vorrei rivederla, ma penso che Ogunseye abbia subito un fallo da rigore che mi è sembrato ancora più evidente del secondo - ha spiegato Bernardo Mereu -. Da quella circostanza è nata la loro ripartenza e il raddoppio. Noi sul 2-1 abbiamo avuto l'occasione con Dametto che ha colpito la traversa. Se fosse entrata, si parlerebbe di una grandissima Olbia. Io lo dico comunque: la prestazione è stata più che buona, la squadra ha giocato, corso e combattuto. Abbiamo fatto la gara e il risultato, che avremmo meritato, è mancato davvero per un centimetro».
Giovane Olbia. Le buone notizie arrivano dalla carta d’identità. L’Olbia ha affrontato il Siena con una squadra giovane e dall’età media molto bassa. In campo un ’98 (Pennington) e tre ’97 (Cotali, Leverbe e Murgia), più un ’96 come Muroni. Davanti la squadra di Mignani il cui giocatore più giovane era il ’96 Gerli, ma con in campo un ’86 (Marotta) e addirittura un ’84 come Guberti. Senza contare che in panchina l’Olbia schierava i due 2000, Biancu e Oliveira, il ’99 Marongiu e ben 4 calciatori nati nel ’98 (Pinna, Manca, Vispo e Arras, con quest’ultimo subentrato nel finale). «Una squadra giovane ma mai intimorita di fronte ad un avversario esperto e malizioso - ha sottolineato l’allenatore dell’Olbia -. Da queste situazioni si deve crescere sempre, studieremo le ragioni della sconfitta e lavoreremo per correggere le imperfezioni. La mia squadra non può che crescere».
Sul ruolino in casa dopo le ultime due partite, con un solo punto conquistato sui sei in palio, Mereu guarda alle cose positive: «Chiaramente avrei voluto avere un trend diverso, ma le prestazioni contro Pistoiese e Siena sono state di grandissimo spessore». Gli episodi negativii non possono quindi inficiare il giudizio complessivo sull’Olbia. «Quelli si analizzano e commentano dopo - ha concluso Mereu -. Il primo gol è arrivato su palla inattiva e sul secondo siamo stati colpiti in contropiede».
Giandomenico Mele
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