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Sanna paga per tutti, ora fuori l’orgoglio

Sanna paga per tutti, ora fuori l’orgoglio

Roberto Fresu, presidente del Latte Dolce, fa il punto sul momento della sua squadra e spiega il cambo in panchina

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SASSARI. «Ci dispiace ma non avevamo alternative». Il giorno dopo il terremoto che ha azzerato i quadri tecnici del Sassari Latte Dolce il presidente del club sassarese, Roberto Fresu, fa il punto sul campionato, sulle vicende societarie e sulle speranze di una società che era partita con grandi ambizioni e dopo sei giornate si ritrova all’ultimo posto del campionato di serie D.

Presidente che cosa sta succedendo?

«Purtroppo nessuno di noi aveva messo nel conto un avvio così difficile. Siamo convinti di aver allestito una squadra in grado di puntare in alto ma i risultati sono deludenti. Bisognava dare un segnale e lo abbiamo fatto richiamando in panchina Massimiliano Paba».

Tutta colpa di Marco Sanna?

«Assolutamente no. Anzi, ci è dispiaciuto molto mettere fine a un’esperienza nella quale avevamo riposto grandi aspettative. Marco Sanna ha fatto di tutto per scuotere i suoi ragazzi e ha lavorato sodo in queste settimane. Purtroppo i risultati continuano a essere negativi e anche l’atteggiamento della squadra non è migliorato. Anche domenica ho visto una squadra che non è stata capace di avere un sussulto di dignità. Ed è questa la cosa che ci ha dato più fastidio»

Se non tutta colpa del mister vuol dire che ci saranno altri provvedimenti?

«Non lo escludo. Adesso vedremo come reagiranno i ragazzi, poi faremo le nostre valutazione»

Con Marco Sanna vanno via anche il vice Pietro Rubino e il direttore sportivo Andrea Colombino. E’ una sconfessione della campagna acquisti?

«Il direttore sportivo ha garantito sulle qualità dei ragazzi che ha portato. Le scelte sono state condivise dalla società ma i ruoli e le responsabilità sono diverse, Credo che anche Colombino farà lezione di questa brutta esperienza».

Avevate puntato su alcuni nomi importanti e sulla sassaresità della squadra. Ci credete ancora?

«Sì, avevamo puntato molto sull’identità e sull’attaccamento al progetto di una squadra tutta sarda. Forse ci siamo un po’ illusi. Comincio a credere che l’essere tornati a casa non sia servito da stimolo ma abbia invece tolto motivazioni a chi doveva fare la differenza e non la sta facendo. Spero di sbagliarmi».

Torniamo a Marco Sanna. Quanto vi è costato comunicargli l’esonero?

«Non l’avrei mai voluto fare ma non avevamo altre carte da giocare. Considero Marco un ottimo allenatore e un uomo vero col quale puoi parlare fissandolo negli occhi. Credo che avesse capito ma è chiaro che non l’ha presa bene».

Nell’ambiente del pallone si dice che qualcuno gli abbia remato contro.

«Non lo so. Spero di no. Quello che posso dire è che ha lavorato tanto ma non è stato fortunato».

Che cosa si aspetta da Massimiliano Paba?

Adesso non ci sono più alibi. Paba conosce bene l’ambiente e conosce i giocatori. Chi non è d’accordo con la scelta o non condivide più il progetto è libero di cercarsi un’altra squadra. Ma chi resta sappia che la prima cosa che bisogna ritrovare è l’orgoglio di indossare la maglia biancoceleste del Latte Dolce.

Antonio Ledà

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