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Tre squadre sarde nella A di pallamano

Tre squadre sarde nella A di pallamano

I pronostici di Roberto Deiana sulla prima giornata di campionato: «La vedo durissima, ma sarà una bella esperienza»

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SASSARI. Inizia oggi il campionato di A2 di pallamano femminile con tre squadre sarde al nastro di partenza: Nuoro, Sardegna Team e Lions handball Sassari. Inserite nel girone girone A, affronteranno quattro compagini del nord Italia, Crenna, Ferrarin e Leno (lombardia) e il Cum Petere Valpellice (Torino). Sarà un campionato duro e difficile. Per presentare la prima giornata abbiamo coinvolto il tecnico del Nuoro, Roberto Deiana, vincitore di uno scudetto nel 2009 alla guida della Sassari Città dei Candelieri di Antonio Pes.

Che campionato dobbiamo aspettarci?

«Personalmente penso che sia stata la scelta più giusta quella di disputare con le altre squadre sarde questo girone della serie A2, restare in Sardegna sarebbe stata la morte; confrontarci con le squadre del nord, alcune con grande tradizione, ci permetterà di vivere un campionato molto avvincente e secondo me anche molto equilibrato dove la differenza come sempre, la faranno l'esperienza e sopratutto per noi la logistica, cioè le trasferte»

Secondo lei qual è la squadra favorita per la vittoria finale?

«In primis dico Crenna. Poi Leno e Lions Sassari che si è rinforzata e ha allestito una squadra con un mix di esperienza e giovinezza. Ma tutto può succedere».

Facciamo i pronostici di questa prima giornata, la Lions Sassari andrà a Varese nel campo del Crenna.

«Credo abbia l'ostacolo più tosto, penso sia il primo dei tanti scontri diretti per puntare alla vittoria del campionato. So anche che il Crenna ha avuto la possibilità di fare tante amichevoli, pertanto è la favorita in questo inizio di stagione».

La Sardegna Team sarà di scena in provincia di Torino sul campo del Valpellice.

«La Sardegna la vedo perdente per il semplice fatto che ancora è in alto mare con la composizione del roster, non conosco personalmente la realtà torinese, vedremo…».

Il Nuoro riceverà il Ferrarin di San Donato Milanese.

«Per noi un bel esordio, spero che le nostre giovani (15,7 età media della squadra, ndc) possano avere entusiasmo e voglia di continuare la crescita. Ci mancano i ritmi di gioco e spero che questa cosa alla fine non sia determinante per il risultato».

Come vede il futuro della pallamano in Sardegna?

«Dove andremo? Difficile dirlo, certo che dall'ultimo scudetto vinto, 2008-2009, con me in panchina sono già passati quasi 10 anni. Si è lavorato tanto finalmente a livello giovanile e diventa fondamentale la crescita a livello tecnico dei nostri allenatori e sopratutto dei nostri giovani; Patrizia Canu nel maschile e noi nel femminile siamo stati nelle ultime stagioni le società che hanno portato la Sardegna in giro per l'Italia, sopratutto nelle finali nazionali dove abbiamo ben figurato a cospetto di società super organizzate e con possibilità di selezionare su grandi numeri; noi abbiamo 5 ragazze nel giro della nazionale, personalmente spero che possano nascere altre realtà come Nuoro. A questo punto diventa fondamentale capire che lo sport per noi può essere come in passato un grande veicolo promo-pubblicitario della nostra magnifica Isola. Troppi tagli hanno portato alla scomparsa di società che hanno portato in giro per l' Europa, ma non solo, la nostra regione. Spero che ci sia più attenzione da parte della classe politica, solo cosi possiamo pensare di riportare in Sardegna titoli italiani e campionati europei.

Sergio Masia

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