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Cagliari all’inferno, Rastelli via?

di Roberto Muretto
Cagliari all’inferno, Rastelli via?

Prova imbarazzante dei rossoblù contro il Genoa e quarta sconfitta di fila. Adesso è crisi

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INVIATO A CAGLIARI. Primo tempo da incubo. Secondo all'arma bianca solo per 20'. Risultato: 3-2 per il Genoa. Il fantasma della quarta sconfitta consecutiva (la terza di fila in casa) si materializza alla "Sardegna Arena". Uno stop che mette seriamente a rischio la panchina di Massimo Rastelli sicuramente non immune da responsabilità (Van der Wiel dall'inizio è stata una topica colossale perchè l'olandese è lontanissimo da una condizione di forma accettabile e ha commesso una serie di errori imbarazzanti). La squadra ha dato l'impressione di essere stanca, senza idee, incapace di reagire. Non inganni quello che è successo nei primi 20' della ripresa, quella dei sardi è stata una reazione più dettata dall'orgoglio che dalla razionalità. Non si è mai avuta la sensazione che potessero rimettere in piedi la gara. Il Genoa ne ha approfittato cinicamente nella prima frazione andando in gol con Galabinov e Taarabt che hanno fatto impazzire i difensori del Cagliari.

La rete di Pavoletti ha dato la scossa ma poi Rigoni ha riportato il Grifone a distanza di sicurezza. Il rigore trasformato da Joao Pedro l'ultimo sussulto di una formazione che ieri ha toccato il fondo. La partita che doveva segnare la svolta si è trasformata in un naufragio che manda la banda Rastelli all'inferno. Cosa farà adesso la società? Andrà ancora avanti con Rastelli? Difficile dirlo. Sicuramente quella del presidente Giulini è stata una nottata di riflessione. Oggi si capirà quali sono le sue intenzioni.

L'esordio. I tifosi del Cagliari fanno conoscenza con Van der Wiel (sarà un disastro). Rastelli schiera dal primo minuto il difensore olandese e sposta Padoin a sinistra. La difesa viene completamente stravolta, l'unico "superstite" è Pisacane che fa coppia al centro con Romagna. Dalla cintola in su, invece, una sola novità, Farias affianca l'ex Pavoletti, alle loro spalle c'è Joao Pedro. Un trio chiamato a riscattare le ultime opache prestazioni. Il modulo del Genoa è il 3-5-2 con Taatabt e Galabinov in avanti. In campo c'è anche un altro ex: Rossettini.

Doccia fredda. Dopo 8' il Cagliari è già sotto. E' una mazzata sul piano psicologico per una squadra che sa di non poter sbagliare. Galabinov, lanciato da Taarabt, sfrutta una voragine sulla destra della difesa rossoblù e fa secco Cragno in uscita. La squadra di Rastelli sente il colpo basso e fa una faticaccia a riprendersi. Grandi difficoltà nella costruzione del gioco, la palla circola lentamente e per il Grifone è tutto troppo facile nella fase di non possesso. I rossoblù sono nervosi, hanno paura di sbagliare, sentono la pressione, Cragno li tiene in vita con due interventi da campione. Ma nulla può sulla conclusione a fil di palo dal limite di Taarabt. Alla "Sardegna Arena" è notte fonda, i tifosi fischiano.

Reazione. Lasciato un'imbarazzante Van der Wiel negli spogliatoi, sostituito da Faragò, in campo torna un altro Cagliari. Aggressivo, determinato, cattivo. Pavoletti si sblocca e riapre una partita che fino a quel momento era stata a senso unico. Anche Joao Pedro si accende e per due volte sfiora il gol. Il Genoa che sembra alle corde (ma è solo un’impressione), ma riparte può far male. Cragno fa un miracolo su Galabinov e poi esce per infortunio ed entra Rafael. Il Cagliari è generoso ma le idee sono poche e confuse fino a quando a un quarto d'ora dalla fine Rigoni di testa la butta dentro.

Disperazione. Sau rileva Ionita. Il Var viene in soccorso dei rossoblù, Veloso tocca con la mano in area ed è rigore. Joao Pedro trasforma. L'Assalto finale non produce il pareggio sperato, anzi il Cagliari rischia ancora ma il palo nega il gol a Laxalt. Finisce tra i fischi della “Sardegna Arena”. E' la quarta sconfitta di fila, la panchina di Rastelli è come se fosse su barchetta col mare a forza otto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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