Spissu e Stipcevic in cattedra la Dinamo riprende la marcia
di Andrea Sini
Immediato riscatto dei sassaresi dopo le sconfitte contro Fiat Torino e Pinar Karsiyaka I due play trascinano la squadra, che dopo un primo quarto difficile cresce e domina la gara
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SASSARI. Promossa e in crescita, potrebbe fare di più ma se non altro si applica e col tempo avrà modo di migliorare. Dare giudizi a ottobre è piuttosto complicato, ma la Dinamo dà importanti segnali di vitalità mettendo al tappeto la Grissin Bon Reggio Emilia, 77-67, nel matinée della terza giornata di campionato. Tra due giorni si torna in campo, ancora al PalaSerradimigni, contro l’Ewe Oldenburg. Poi sabato la delicata sfida in casa della Virtus Bologna.
Più certezze. Non è stato un mezzogiorno da leoni, quello visto al palazzetto, ma dalla classicissima della serie A di questi ultimi anni esce fuori un Banco di Sardegna più solido e sicuro, capace di allontanare immediatamente i fantasmi della rocambolesca sconfitta di mercoledì scorso in Champions League contro il Pinar. La squadra di Pasquini non è partita bene, con un attacco poco fluido nel primo quarto, poi ha sistemato le cose prima di tutto in difesa, per poi accelerare in attacco: nei due periodi centrali della gara i biancoblù hanno incassato soltanto 32 punti, segnandone 51, ed è in questi 20 minuti di gioco che sono state poste le basi per una vittoria netta e meritata. Netta la supremazia a rimbalzo di Jones e compagni (46 a 31), buona la mano dal perimetro (9/23 da 3), limitato il numero delle palle perse (14, solo 6 delle quali nella seconda parte di gara) e netta la differenza nella valutazione a livello di squadra (85-66) rispetto a una Grissin Bon che ha pagato a caro prezzo la terribile serata al tiro da fuori (1/18, 6%). Se una cosa può essere imputata alla squadra di Menetti, è l’aver mollato troppo presto, proprio quando Wright e Della Valle era riusciti a riportarla dal -14 al -8. Ma qui, naturalmente, entrano in gioco anche i meriti della Dinamo.
Nanetti superstar. In un primo tempo in cui quasi nessuno dei biancoblù è riuscito a entrare in partita, l’eccezione è rappresentata dalla strana coppia Spissu-Stipcevic, che ha tirato a lungo la carretta in attesa che anche i “big” si svegliassero. In attesa del pieno recupero di Bamforth (cresciuto con il passare dei minuti) e del rientro di Hatcher (dato per imminente) il duo croato-sassarese è una delle più belle certezze della Dinamo.
Mosse giuste. Quella di ieri è stata la classica vittoria di squadra, con qualche pecca ma anche diverse risposte necessarie. Anche coach Pasquini, criticato a oltranza da una buona fetta di tifosi biancoblù, ha mandato il suo segnale: dalla scelta di assegnare Della Valle a Stipcevic, alle chiamate difensive del terzo quarto: il break di 12-0 che ha consegnato la partita alla sua squadra è nato dalla zona adattata. Tutti sbagliano, ma si può anche migliorare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Più certezze. Non è stato un mezzogiorno da leoni, quello visto al palazzetto, ma dalla classicissima della serie A di questi ultimi anni esce fuori un Banco di Sardegna più solido e sicuro, capace di allontanare immediatamente i fantasmi della rocambolesca sconfitta di mercoledì scorso in Champions League contro il Pinar. La squadra di Pasquini non è partita bene, con un attacco poco fluido nel primo quarto, poi ha sistemato le cose prima di tutto in difesa, per poi accelerare in attacco: nei due periodi centrali della gara i biancoblù hanno incassato soltanto 32 punti, segnandone 51, ed è in questi 20 minuti di gioco che sono state poste le basi per una vittoria netta e meritata. Netta la supremazia a rimbalzo di Jones e compagni (46 a 31), buona la mano dal perimetro (9/23 da 3), limitato il numero delle palle perse (14, solo 6 delle quali nella seconda parte di gara) e netta la differenza nella valutazione a livello di squadra (85-66) rispetto a una Grissin Bon che ha pagato a caro prezzo la terribile serata al tiro da fuori (1/18, 6%). Se una cosa può essere imputata alla squadra di Menetti, è l’aver mollato troppo presto, proprio quando Wright e Della Valle era riusciti a riportarla dal -14 al -8. Ma qui, naturalmente, entrano in gioco anche i meriti della Dinamo.
Nanetti superstar. In un primo tempo in cui quasi nessuno dei biancoblù è riuscito a entrare in partita, l’eccezione è rappresentata dalla strana coppia Spissu-Stipcevic, che ha tirato a lungo la carretta in attesa che anche i “big” si svegliassero. In attesa del pieno recupero di Bamforth (cresciuto con il passare dei minuti) e del rientro di Hatcher (dato per imminente) il duo croato-sassarese è una delle più belle certezze della Dinamo.
Mosse giuste. Quella di ieri è stata la classica vittoria di squadra, con qualche pecca ma anche diverse risposte necessarie. Anche coach Pasquini, criticato a oltranza da una buona fetta di tifosi biancoblù, ha mandato il suo segnale: dalla scelta di assegnare Della Valle a Stipcevic, alle chiamate difensive del terzo quarto: il break di 12-0 che ha consegnato la partita alla sua squadra è nato dalla zona adattata. Tutti sbagliano, ma si può anche migliorare.
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