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La Dinamo adesso cerca continuità

di Andrea Sini
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Basket, dopo la vittoria contro Reggio Emilia la squadra di Pasquini attende Hatcher e prova a cambiare passo

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SASSARI. Un passo alla volta verso la costruzione del migliore equilibrio possibile, in attesa di avere sul tavolo tutti gli ingredienti disponibili. Il progetto-squadra della Dinamo procede nell’alternanza campionato-coppa, con Federico Pasquini impegnato a mescolare gli elementi di un’entità che deve ancora assumere una precisa fisionomia.

Il bilancio. Al doppio passo falso commesso al cospetto di Torino e Pinar Karsiyaka, i biancoblù hanno risposto con una vittoria importante e meritata contro la Grissin Bon Reggio Emilia. Al netto dell’assenza tra gli emiliani del centro titolare Cervi (assenza pagata a caro prezzo con un mezzo disastro a rimbalzo), Stipcevic e compagni hanno dato un segnale importante sia a livello caratteriale che in alcuni fondamentali di squadra. Dopo una partenza complicata a livello offensivo (14 punti nel primo quarto e diverse giocate fuori ritmo), la Dinamo ha fatto la partita per i successivi 30 minuti, riuscendo a piazzare la spallata decisivo nel terzo quarto: il break di 12-0 è arrivato sulle ali di una difesa aggressiva e reattiva, con una “coperta” finalmente della misura giusta: il contrario di quanto visto una settimana prima a Torino.

Hatcher al lavoro. Dopo una mezza giornata scarsa di riposo, domenica sera, ieri i biancoblù sono tornati al lavoro per preparare il secondo match di Champions League, domani al palazzetto contro l’Ewe Oldenburg. Per il terzo match in programma in piazzale Segni nel giro di otto giorni, il Banco di Sardegna dovrà ancora fare a meno del play americano Will Hatcher, che però – secondo le previsioni di Pasquini – dovrebbe andare in panchina per la prima volta, nella speranza di riuscire ad averlo a disposizione sabato a Bologna o al più tardi mercoledì prossimo a Murcia. In questi giorni comunque Hatcher tornerà a lavorare con il gruppo, anche per provare a “rinfrescare” certe nozioni acquisite durante il ritiro estivo e lasciate per strada in questo mese di stop.

L’ottimismo di Pierre. «Quella contro Reggio Emilia è una vittoria che ci voleva proprio – ha detto l’ala americana Dyshawn Pierre –. Dopo le ultime due sconfitte, arrivate in entrambi i casi nel finale, ci serviva prenderci un successo nitido per guardare avanti con più entusiasmo e maggiore fiducia. Come ho già detto qualche tempo fa, siamo una squadra in cui tutti fanno qualcosa e nessuno eccede nell’egoismo. Ora ci manca una bella vittoria in trasferta, ma prima pensiamo a battere Oldenburg in casa nostra».

I problemi comunque non mancano, data anche la giovane età del nuovo gruppo biancoblù. «Dobbiamo cercare di eseguire meglio i giochi preparati dal nostro coach, e questo in parte è stato fatto nell’ultima partita. Abbiamo tanti elementi che quando si alzano per tirare sono pericolosi, dobbiamo solo fare in modo che il tiro venga preso nelle migliori condizioni possibili». A proposito, il tiro che ha mandato definitivamente ko Reggio Emilia porta la sua firma. «Quando la palla gira – conclude Pierre – quel tiro in questo gruppo se lo può prendere chiunque. Io mi sento a mio agio con i compagni e lo staff, ho fiducia, e la palla è andata dentro».

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