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La Torres riparte da Pino Tortora «A Sassari il pallone è storia»

La Torres riparte da Pino Tortora «A Sassari il pallone è storia»

Il nuovo allenatore ricorda le sue esperienze da giocatore e da mister sul prato del Vanni Sanna e rincuora i tifosi: «La stagione è appena all’inizio, siamo ancora in tempo per dire la nostra»

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SASSARI. «Quando ho comunicato in famiglia che avevo accettato di allenare a Sassari mio figlio mi ha guardato stupito: ma come – ha chiesto – scendi in Eccellenza? Io gli ho risposto che non avrei allenato una squadra di Eccellenza ma un pezzo di storia del pallone italiano. Ne sono sempre stato convinto e lo sono di più oggi che tocco con mano questa realtà». Pino Tortora, 55 anni e un passato da bomber con numeri importati tra la serie C e la D è il nuovo allenatore della Torres. Prende il posto di Ivan Cirinà e lo fa a modo suo, affrontando di petto la prima conferenza stampa della nuova avventura. Il mister si è presentato nella “pancia” del Vanni Sanna scortato dal presidente della Torres Salvatore Sechi, da Antonio Carboni e da Nello De Nicola, una vecchia conoscenza dei tifosi rossoblù (almeno quelli un po’ più anziani). Sechi ha rinnovato gli apprezzamenti della società per il lavoro fatto da Cirinà e dal suo vice («Hanno dato tanto alla squadra ma, purtroppo, non hanno raccolto i risultati sperati) e ha presentato il nuovo mister spiegando le ragioni della scelta. «Dovevamo dare una svolta subito – ha detto – perchè il campionato è ancora aperto e siamo sicuri che ci siano le condizioni per fare bene. Abbiamo scelto Tortora perchè è un tecnico fuori da ogni schema che non avrà pressioni dall’ambiente e che ha ottime credenziali anche dal punto di vista delle motivazioni. Gli abbiamo dato la più totale autonomia e siamo certi che farà bene». Poi un rischiamo alla squadra. «Ho detto che Cirinà ha pagato per colpe non sue e questo significa che qualche “colpevole” della mancanza dei risultati è ancora in circolazione. I giocatori devono sapere che sono tutti sotto esame. Il nuovo mister li valuterà uno pero uno e poi tireremo le somme. Resterà con noi solo di chi dimostrerà di meritare la maglia rossoblù».

Un assist che Pino Tortora non si è fatto scappare. «Dirò ai ragazzi quello che ho appena detto a voi: la categoria non mi interessa, si gioca per la Torres e per un pubblico che ricordo caldissimo e numeroso. Spero, con l’aiuto di tutti, di riuscire a riportare questa squadra tra i professionisti».

Poi spazio a ricordi più personali. «La prima volta che ho giocato in questo stadio – ha detto – indossavo la maglia della Pistoiese. Era in programma una sfida importante per la promozione in C1 e la Torres vinse con un gol di Gianfranco Zola. Sento ancora il boato di gioia del pubblico». L’ultima comparsa sul prato del Vanni Sanna è recentissima: trentesima di campionato della scorsa stagione. La Torres vinse 1-0 (gol di Mucili) contro l’Avezzano e ma i tre punti non evitarono la retrocessione dei rossoblù in Eccellenza. «Curva e tribuna erano affollate – ricorda il mister – e nonostante la retrocessione i tifosi applaudirono la squadra con un calore commovente. Lo dissi nelle interviste del dopo gara e promisi me stesso che se mi fosse capitata l’occasione sarei venuto a Sassari di corsa».

L’occasione è arrivata prima del previsto ma adesso Tortora dovrà dimostrare di meritarsi gli applausi del popolo torresino».

Antonio Ledà

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