Suicidio Dinamo la coppa si fa in salita
di Andrea Sini
I sassaresi perdono in casa contro i tedeschi dell’Oldenburg
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SASSARI. Se ti scavi la fossa con le tue mani, poi è possibile che alla fine salti fuori da un cespuglio qualcuno pronto a spingerti dentro. Come una settimana fa contro il Pinar, la Dinamo getta via una partita condotta per oltre 30 minuti e nell’ultimo possesso trova lo sgambetto decisivo: la pistola fumante è ancora una volta nelle mani di un arbitro, che a 15” dalla fine, sul -5, non fischia un fallo antisportivo solare su Shawn Jones, letteralmente spogliato dal diretto avversario.
Il disastro finale. La partita era già andata, si dirà, ma non è proprio così. Fatto sta che a banchettare sul parquet del PalaSerradimigni sono i tedeschi dell’Ewe Oldenburg, che nella parte centrale dell’ultimo quarto piazzano un break di 18-2 che manda a gambe per aria la squadra di Federico Pasquini, condannandola alla seconda sconfitta in due gare (interne) di una Champions League che ora si fa davvero in salita. La Dinamo perde per 76-83 dopo essere stata a +10 (61-51 al 26’), anche se mai in pieno controllo, e dopo essersi trovata avanti per 71-63 a 6’58” dalla fine. Poi un blackout completo e inatteso, con giocatori in tilt e la panchina incapace di rianimare la squadra, persa in un giro vorticoso di cambi senza costrutto. I sassaresi pagano, tra le altre cose, la pessima serata dei lunghi: solo Jones ha brillato, mentre le prestazioni di Polonara, Planinic e Pierre sono state largamente insufficienti. Unica nota lieta, l’esordio di Hatcher, che ha giocato 15 minuti di grande qualità, segnando 11 punti.
L’illusione. Il quintetto di partenza è identico a quello di domenica, con Spissu, Bamforth, Randolph, Polonara e Jones. Nel primo quarto si corre tanto e si difende poco, Oldenburg sta avanti per un attimo (5-7), poi la Dinamo prende il controllo con uno scatenato Jones, autore di 8 punti nei primi 5’. Alla prima sirena la Dinamo è avanti (29-24), Oldenburg si aggrappa al gigantesco Mahalbasic, ma l’inerzia è tutta dalla parte dei sassaresi, che vanno a +6 (40-34 a 3’38” dall’intervallo, ma chiudono il parziale solo a +3 (46-43) a causa di un paio di pasticci. In avvio di terzo parziale l’Ewe si rifà sotto con Paulding e McConnel (49-48), la risposta della Dinamo è tutta nelle mani di Bamforth, che forza forza alla fine trova due triple consecutiva (la seconda in transizione), che valgono il nuovo +7 (55-48). I sassaresi si decidono a rischiare gli aiuti su Mahalbasic, e la contesa si sposta oltre l’arco, da dove Stipcevic e Polonara fanno centro rispondendo a Schwethlem e facendo decollare la Dinamo: a 3’58” dalla sirena è +10 (61-51). I tedeschi alzano l’intensità difensiva (tradotto, legnano di brutto) e la coppia Allen-Kersen permette loro di arrivare alla terza sirena sul 64-61. I sassaresi rientrano per altri tre minuti (71-63 a 6’58” grazie a Jones), poi da uno scricchiolio all’altro il vento cambia completamente. Oldenburg mette il muso avanti sul 71-72 a 4’43” dalla fine, grazie a una tripla di Schwethelm, Randolph ci mette una subito una pezza ma la partita di fatto è già finita. L’attacco sassarese è completamente impantanato, Paulding trova un tap-in fortunoso e la tripla di Tadda sulla sirena dei 24” fa volare i tedesci sul 73-81 a 42” dalla fine. Arriva una tripla di Bamforth (76-81), ma a rendere ancora più amara la sconfitta è il mancato fischio su Jones, trattenuto platealmente a 13” dalla fine. Gli arbitri glissano, i tedeschi fanno festa, la Dinamo si infuria. Ma il tabellone parla chiaro. Un passo indietro che nessuno si aspettava.
Il disastro finale. La partita era già andata, si dirà, ma non è proprio così. Fatto sta che a banchettare sul parquet del PalaSerradimigni sono i tedeschi dell’Ewe Oldenburg, che nella parte centrale dell’ultimo quarto piazzano un break di 18-2 che manda a gambe per aria la squadra di Federico Pasquini, condannandola alla seconda sconfitta in due gare (interne) di una Champions League che ora si fa davvero in salita. La Dinamo perde per 76-83 dopo essere stata a +10 (61-51 al 26’), anche se mai in pieno controllo, e dopo essersi trovata avanti per 71-63 a 6’58” dalla fine. Poi un blackout completo e inatteso, con giocatori in tilt e la panchina incapace di rianimare la squadra, persa in un giro vorticoso di cambi senza costrutto. I sassaresi pagano, tra le altre cose, la pessima serata dei lunghi: solo Jones ha brillato, mentre le prestazioni di Polonara, Planinic e Pierre sono state largamente insufficienti. Unica nota lieta, l’esordio di Hatcher, che ha giocato 15 minuti di grande qualità, segnando 11 punti.
L’illusione. Il quintetto di partenza è identico a quello di domenica, con Spissu, Bamforth, Randolph, Polonara e Jones. Nel primo quarto si corre tanto e si difende poco, Oldenburg sta avanti per un attimo (5-7), poi la Dinamo prende il controllo con uno scatenato Jones, autore di 8 punti nei primi 5’. Alla prima sirena la Dinamo è avanti (29-24), Oldenburg si aggrappa al gigantesco Mahalbasic, ma l’inerzia è tutta dalla parte dei sassaresi, che vanno a +6 (40-34 a 3’38” dall’intervallo, ma chiudono il parziale solo a +3 (46-43) a causa di un paio di pasticci. In avvio di terzo parziale l’Ewe si rifà sotto con Paulding e McConnel (49-48), la risposta della Dinamo è tutta nelle mani di Bamforth, che forza forza alla fine trova due triple consecutiva (la seconda in transizione), che valgono il nuovo +7 (55-48). I sassaresi si decidono a rischiare gli aiuti su Mahalbasic, e la contesa si sposta oltre l’arco, da dove Stipcevic e Polonara fanno centro rispondendo a Schwethlem e facendo decollare la Dinamo: a 3’58” dalla sirena è +10 (61-51). I tedeschi alzano l’intensità difensiva (tradotto, legnano di brutto) e la coppia Allen-Kersen permette loro di arrivare alla terza sirena sul 64-61. I sassaresi rientrano per altri tre minuti (71-63 a 6’58” grazie a Jones), poi da uno scricchiolio all’altro il vento cambia completamente. Oldenburg mette il muso avanti sul 71-72 a 4’43” dalla fine, grazie a una tripla di Schwethelm, Randolph ci mette una subito una pezza ma la partita di fatto è già finita. L’attacco sassarese è completamente impantanato, Paulding trova un tap-in fortunoso e la tripla di Tadda sulla sirena dei 24” fa volare i tedesci sul 73-81 a 42” dalla fine. Arriva una tripla di Bamforth (76-81), ma a rendere ancora più amara la sconfitta è il mancato fischio su Jones, trattenuto platealmente a 13” dalla fine. Gli arbitri glissano, i tedeschi fanno festa, la Dinamo si infuria. Ma il tabellone parla chiaro. Un passo indietro che nessuno si aspettava.
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