diego lopez
«Andiamo a Roma per giocarcela non per difenderci»
CAGLIARI. Nessun dubbio sui primi undici e un messaggio solido: «Con la Lazio voglio una partita coraggiosa». Diego Lopez, atto primo. L'allenatore del Cagliari ha con sé 21 convocati. In gruppo...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Nessun dubbio sui primi undici e un messaggio solido: «Con la Lazio voglio una partita coraggiosa». Diego Lopez, atto primo. L'allenatore del Cagliari ha con sé 21 convocati. In gruppo anche l'infortunato Rafael: Crosta in porta, il 2000 Daga in panca. La squadra - partita ieri pomeriggio da Elmas - in mattinata effettua la rifinitura a Roma. Si entra nel vivo. Con un passo indietro: Lopez, sull'esonero di Rastelli, mostra fair play: «I giocatori devono prendersi le loro responsabilità. È andata via una persona per bene, un bravo allenatore. Lo stimo. Qualche problema c'è e non era solo colpa sua».
Si volta pagina. La nona di campionato è da brivido. I tifosi sono in fibrillazione. «La formazione ce l'ho in testa ma, a prescindere da chi gioca e dal modulo che adotteremo, conta l'atteggiamento. Voglio vedere una squadra compatta, stretta, aggressiva non solo quando hanno palla gli altri ma anche quando ce l'abbiamo noi. E devo considerare anche le tre partite da giocare in otto giorni». Il bersaglio è chiaro, difficile svicolare: "Dobbiamo fare 34, 35 punti, quelli necessari per salvarci: con la Lazio inizia il nuovo cammino».
Il Cagliari riparte da 6 punti, alla pari con altre tre squadre e quattro dietro. "El Jefe" affina il percorso: «La velocità della palla fa la differenza, dobbiamo guardare la porta avversaria con coraggio, possiamo far male anche noi. Serve voglia di ripartire e far male, ribattere colpo su colpo. Se ci mettiamo dietro e ci chiudiamo, un gol prima o poi lo prendiamo». Inevitabile una precisazione sull'assetto: «Le cose vanno provate sul campo, non puoi arrivare, buttarle così e giocare. La Lazio? Sono più forti, ma dovranno dimostrarlo sul campo». Sul Cagliari poche storie: «Abbiamo un tasso tecnico molto alto e possiamo fare male. Credo molto in questa squadra: non appena ritrova fiducia dimostrerà sul campo tutte le sue qualità. Ma abbiamo una gran voglia di far bene».
Il tecnico uruguagio fa un passo indietro. Con la chiamata di Massimo Cellino all'esordio da tecnico in A: «Al mio debutto in panchina con la prima squadra presi il posto di Ficcadenti, la situazione era molto più complicata di quella attuale. La curiosità? Anche allora c'era da giocare tre partite in sette giorni. Ma adesso, penso alla Lazio e non al Benevento: sapremo dosare le forze per i prossimi impegni. Ripeto, a Roma vogliamo giocarcela».
Concetto delicato, Lopez precisa: «Non andiamo all'Olimpico pensando vada come vada. Loro sono forti, ma lo siamo anche noi. Ci battiamo come squadra, poi vedremo. Dimostreremo che vogliamo giocarci la partita».
Mario Frongia
Si volta pagina. La nona di campionato è da brivido. I tifosi sono in fibrillazione. «La formazione ce l'ho in testa ma, a prescindere da chi gioca e dal modulo che adotteremo, conta l'atteggiamento. Voglio vedere una squadra compatta, stretta, aggressiva non solo quando hanno palla gli altri ma anche quando ce l'abbiamo noi. E devo considerare anche le tre partite da giocare in otto giorni». Il bersaglio è chiaro, difficile svicolare: "Dobbiamo fare 34, 35 punti, quelli necessari per salvarci: con la Lazio inizia il nuovo cammino».
Il Cagliari riparte da 6 punti, alla pari con altre tre squadre e quattro dietro. "El Jefe" affina il percorso: «La velocità della palla fa la differenza, dobbiamo guardare la porta avversaria con coraggio, possiamo far male anche noi. Serve voglia di ripartire e far male, ribattere colpo su colpo. Se ci mettiamo dietro e ci chiudiamo, un gol prima o poi lo prendiamo». Inevitabile una precisazione sull'assetto: «Le cose vanno provate sul campo, non puoi arrivare, buttarle così e giocare. La Lazio? Sono più forti, ma dovranno dimostrarlo sul campo». Sul Cagliari poche storie: «Abbiamo un tasso tecnico molto alto e possiamo fare male. Credo molto in questa squadra: non appena ritrova fiducia dimostrerà sul campo tutte le sue qualità. Ma abbiamo una gran voglia di far bene».
Il tecnico uruguagio fa un passo indietro. Con la chiamata di Massimo Cellino all'esordio da tecnico in A: «Al mio debutto in panchina con la prima squadra presi il posto di Ficcadenti, la situazione era molto più complicata di quella attuale. La curiosità? Anche allora c'era da giocare tre partite in sette giorni. Ma adesso, penso alla Lazio e non al Benevento: sapremo dosare le forze per i prossimi impegni. Ripeto, a Roma vogliamo giocarcela».
Concetto delicato, Lopez precisa: «Non andiamo all'Olimpico pensando vada come vada. Loro sono forti, ma lo siamo anche noi. Ci battiamo come squadra, poi vedremo. Dimostreremo che vogliamo giocarci la partita».
Mario Frongia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google