a tutto volley
Capo d’Orso ride con Mela Menardo
Prima storica vittoria nella B1 femminile per la formazione palaese
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SASSARI. Sono bastate due giornate per centrare la prima vittoria, in casa contro il Garlasco con un limpido 3-0, per il Capo d’Orso Palau, al suo storico esordio nella B1 femminile di volley,
«Bella partita – è il commento della centrale Melanie Menardo – loro sono una bella squadra, ci ha messo in difficoltà con la battuta, ma poi noi siamo venute fuori».
A Settimo Torinese è scesa in campo nell’inedito ruolo di palleggiatrice.
«La titolare, Caterina Sintoni, era assente quindi mi sono proposta. In realtà l’ho detto per scherzo, ma mi hanno presa sul serio».
Ma lei aveva mai palleggiato prima?
«No, ma ho visto la difficoltà dell’allenatore, e siccome nessuno se la sentiva di prendersi questo fardello l’ho fatto io. Per fortuna da piccolina mi hanno insegnato a fare tutto. Ho affrontato la cosa con tranquillità, e le compagne noi hanno aiutato. Ovviamente non riuscendo a giocare le palle veloci mi solo limitata a quella alte. Ma almeno abbiamo finito a testa alta».
Un esperimento da ripetere?
«Spero proprio di no. Allenandomi potrei rifarlo, ma spero che Caterina non manchi più».
Qual è il vostro obiettivo?
«Prima di tutti la salvezza, poi quello che viene viene. Un paio di squadre sono nettamente più forti ma è presto per fare delle valutazioni, dopo esserci salvate a noi va bene tutto».
Come vede invece l’Alfieri Cagliari?
«Sono una squadra giovane non ho idea do come possano andare. Spero che si salvino visto che in Sardegna non ci sono tante squadre a questi livelli».
Per lei è la terza stagione a Palau. Bilancio?
«Meglio non poteva andare».
Perché la chiamano Mela?
«Da Melanie, nomignoli me ne hanno dati tanti, come Melinda, e va bene così. Ma i miei quando sono arrabbiati mi chiamano Melanie, senza abbreviare».
Fabio Fresu
«Bella partita – è il commento della centrale Melanie Menardo – loro sono una bella squadra, ci ha messo in difficoltà con la battuta, ma poi noi siamo venute fuori».
A Settimo Torinese è scesa in campo nell’inedito ruolo di palleggiatrice.
«La titolare, Caterina Sintoni, era assente quindi mi sono proposta. In realtà l’ho detto per scherzo, ma mi hanno presa sul serio».
Ma lei aveva mai palleggiato prima?
«No, ma ho visto la difficoltà dell’allenatore, e siccome nessuno se la sentiva di prendersi questo fardello l’ho fatto io. Per fortuna da piccolina mi hanno insegnato a fare tutto. Ho affrontato la cosa con tranquillità, e le compagne noi hanno aiutato. Ovviamente non riuscendo a giocare le palle veloci mi solo limitata a quella alte. Ma almeno abbiamo finito a testa alta».
Un esperimento da ripetere?
«Spero proprio di no. Allenandomi potrei rifarlo, ma spero che Caterina non manchi più».
Qual è il vostro obiettivo?
«Prima di tutti la salvezza, poi quello che viene viene. Un paio di squadre sono nettamente più forti ma è presto per fare delle valutazioni, dopo esserci salvate a noi va bene tutto».
Come vede invece l’Alfieri Cagliari?
«Sono una squadra giovane non ho idea do come possano andare. Spero che si salvino visto che in Sardegna non ci sono tante squadre a questi livelli».
Per lei è la terza stagione a Palau. Bilancio?
«Meglio non poteva andare».
Perché la chiamano Mela?
«Da Melanie, nomignoli me ne hanno dati tanti, come Melinda, e va bene così. Ma i miei quando sono arrabbiati mi chiamano Melanie, senza abbreviare».
Fabio Fresu
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