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La Dinamo si rialza e conquista Murcia

di Andrea Sini
La Dinamo si rialza e conquista Murcia

Grande vittoria dei sassaresi sul campo di una squadra ancora imbattuta: ultimo quarto super dopo un match solido

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MURCIA. La Dinamo che non ti aspetti, o forse quella che tutti aspettavano da un po’ e non si era ancora vista; quella che va sempre a corrente alternata ma che riesce finalmente a dare un giro pieno alla manopola dell’intensità. I sassaresi, nella versione biancoverde della coppa, sbancano in volata (78-83) il campo dell’imbattuto Ucam Murcia e ottengono il primo successo in Champions League. Una vittoria fondamentale per tenere vivo il discorso qualificazione, ma assolutamente fondamentale dal punto di vista del morale.

Le chiavi della vittoria. Sempre un po’ ingenua e stralunata (ben 20 palle perse e un’infinità di punti regalati sul finire dei primi tre parziali) ma devastante a rimbalzo (48-28), solida in difesa (appena 15 punti concessi agli spagnoli nell’ultimo quarto) e con le idee chiare in attacco (63,3% da 2, 40,7% da 3), la Dinamo ha trovato nei due giocatori rientrati dall’infortunio i trascinatori nei momenti decisivi: prima Hatcher (11 punti con tre triple), poi Bamfort (19 punti, 12 nell’ultimo quarto) hanno preso per mano la squadra portandola alla vittoria. Domenica arriva Milano, ma ora la mente è di sicuro più leggera.

La partita. Pasquini manda per la prima volta in quintetto Will Hatcher, insieme a Bamforth, Randolph, Polonara e Jones. La difesa sassarese morde sin dalla palla a due, l’attacco è fluido e la palla gira di mano in mano: le triple di Hatcher e Randolph e i canestri di Jones e Bamforth spingono avanti la Dinamo, che piazza un break di 10-0. Murcia stringe i denti e risale in un attimo: Rjas e Oleson confezionano triple e i giallorossi impattano a quota 17 con Faverani e alla prima sirena c’è solo mezzo canestro di differenza, 21-22. Pasquini gioca con tre piccoli, Bamforth, Spissu e Stipcevic, e dopo il primo vantaggio spagnolo (26-22) sono proprio le triple degli ultimi due a ridare fiato (26-28) a un attacco macchinoso. Murcia punta sulla transizione, ma la Dinamo è viva e quando Stipcevic manda a bersaglio altre due triple il tabellone dice 28-37 per i sassaresi, con un break di 12-2. I cali mentali e i passaggi a vuoto però non mancano, e gli arbitri ci mettono del loro: con il Banco senza centro (Planinic e Jones sono fuori con due falli), il Murcia piazza un immediato controbreak di 11-0, che vale il sorpasso proprio sulla sirena di metà gara: 39-37.

La battaglia. Si torna in campo senza Planinic, che di falli ora ne ha 3, e con tanta rabbia per l’occasione sciupata. Infatti la Dinamo parte alla grande, con tre ottime difese e due canestri in transizione, ma a Jones si chiude la vena: dopo un rimbalzo l’americano colpisce con una gomitata un avversario sotto gli occhi dell’arbitro. Risultato: fallo antisportivo e terza penalità personale (45-41). Pasquini decide di tenerlo in campo e il motore biancoverde riparte, con Randolph che si accende e riporta avanti i suoi (45-48). Planinic si fa rispettare nell’area colorata, poi la combina grossa: esce in ritardo su Oleson, che segna da tre e gli fa commettere il quarto fallo. Pierre inventa un gioco da tre punti, ma il solito finale di tempo disastroso permette al Murcia di arrivare alla terza sirena sul +5 (63-58).

La Dinamo migliore. Murcia resta in controllo per un paio di minuti (66-61), poi Hatcher si prende la squadra sulle spalle attaccando il ferro o innescando Jones, che a 6’05” dalla fine schiaccia il punto del +1 (66-67). I sassaresi accelerano ancora quando Bamforth va a prendersi il testimone: l’ex Murcia, autore sin lì di una prova tra luci e ombre, si infiamma con due triple (73-78 a 1’58”). È ancora lui ad allungare, con Pierre che attacca il ferro per segnare il +7 (75-82) a 40”. Hannah infila un triplone, Pasquini chiede timeout ma stavolta non ci sono sorprese: eccola, la vittoria che ci voleva.

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