SUGLi spalti
Fischi rossi e applausi biancoblù
Palasport strapieno per una festa avviata prima della palla a due
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SASSARI. C’è sempre un sapore particolare, contro Milano. E’ sempre una vittoria più vittoria delle altre, e ieri se l’è goduta sin da prima dell’inizio fino alla fine il pubblico di un PalaSerradimigni più uovo del solito, considerando che si sono rivisti tifosi appollaiati sugli scaloni che separano i vari settori.
Subito dopo l’inno nazionale un incitamento striscionato lungo tutto il settore B, dal quale sventolavano più bandiere biancoblù del solito: “Vinceremo insieme, perderemo insieme, non sarà mai sola. Forza Dinamo”. Se si volevano mettere le mani avanti, ha funzionato. Come ha funzionato l’«insieme» dello striscione nella perfetta, speciale simbiosi di ieri fra quadra e pubblico, con il settore C che ha puntato sulla Sassareseria e su un enorme pannello che ritraeva personaggi storici della Sassari Becciu: Trappadé, “Monello”, “Parabà”.
Gara da applausi. E da fischi, come quelli sonori che hanno accolto sin dalla presentazione la scarpetta rossa Andrea Cinciarini, ex Reggio che dopo la finale scudetto vinta dalla Dinamo due anni fa disse di sentirsi “derubato”. Non gliel’hanno ancora perdonata, da queste parti, e la multa da parte del giudice sportivo viene data per scontata.
Scontata non era la vittoria, ma è stata meritata. Quindi festa “e tutti in piedi per questo Banco” già nel terzo quarto, con un applauso un po’ più forte le volte che il sassarese Marco Spissu ha segnato da tre e soprattutto quando ha rubato una palla decisiva involandosi in contropiede per il +18. (mac)
Subito dopo l’inno nazionale un incitamento striscionato lungo tutto il settore B, dal quale sventolavano più bandiere biancoblù del solito: “Vinceremo insieme, perderemo insieme, non sarà mai sola. Forza Dinamo”. Se si volevano mettere le mani avanti, ha funzionato. Come ha funzionato l’«insieme» dello striscione nella perfetta, speciale simbiosi di ieri fra quadra e pubblico, con il settore C che ha puntato sulla Sassareseria e su un enorme pannello che ritraeva personaggi storici della Sassari Becciu: Trappadé, “Monello”, “Parabà”.
Gara da applausi. E da fischi, come quelli sonori che hanno accolto sin dalla presentazione la scarpetta rossa Andrea Cinciarini, ex Reggio che dopo la finale scudetto vinta dalla Dinamo due anni fa disse di sentirsi “derubato”. Non gliel’hanno ancora perdonata, da queste parti, e la multa da parte del giudice sportivo viene data per scontata.
Scontata non era la vittoria, ma è stata meritata. Quindi festa “e tutti in piedi per questo Banco” già nel terzo quarto, con un applauso un po’ più forte le volte che il sassarese Marco Spissu ha segnato da tre e soprattutto quando ha rubato una palla decisiva involandosi in contropiede per il +18. (mac)
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