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Una magica Dinamo spegne le stelle dell’EA7

di Andrea Sini
Una magica Dinamo spegne le stelle dell’EA7

I biancoblù, trascinati da Bamforth, umiliano l’Armani Milano

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SASSARI. Ci sono partite che scrivono la storia di una società, anche quando in palio non c’è niente di più di 2 punti ottenuti alla 5ª di campionato. Ma il grande libro della Dinamo ora ha una pagina in più, che riporta la data del 29 ottobre 2017. È storia la vittoria per 90-69 contro un’Ea7 Armani imbattuta, lanciatissima e data come “la più forte degli ultimi anni”; è storia il palazzetto che si alza in piedi per celebrare una vittoria già in tasca con 3 minuti ancora sul cronometro e il tabellone che dice +26. Non è storia (però…che storia) ma solo una grande iniezione per il morale, vedere un gruppo compatto ottenere la seconda vittoria “impossibile” in 4 giorni, dopo quella di Murcia.

All’inferno e ritorno. E pensare che, appena una settimana fa, dopo il ko di Bologna, nel frullatore delle critiche erano finiti praticamente tutti, a partire da coach Pasquini. L’unico, però (o uno dei pochi) capace di vedere “importanti progressi” nel -17 del PalaDozza. Non era un’autodifesa d’ufficio, nè un prendere tempo, ora lo sa anche Milano. La prestazione di Malaga, e ancora più quella di ieri confermano che il Banco ha un signor roster e soprattutto che il gruppo e lo staff tecnico stanno andando nella direzione giusta.

La partita perfetta. Per battere Milano non serviva un miracolo, ma una prestazione super. Pazienza se Pianigiani si è presentato senza pezzi da novanta come Goudelock e Young (infortunati), oltre a Kalnietis e Tarczewski: trattasi di normali dinamiche di una squadra che ha 16 giocatori di alto livello e un budget almeno triplo rispetto a quello della Dinamo. I biancoblù ieri sono andati molto vicini alla perfezione, vincendo la gara soprattutto sul piano difensivo, con una costanza di rendimento impressionante per tutti i 40 minuti e con dettagli che hanno fatto la differenza. Bamforth e compagni, sempre avanti dopo le schermaglie iniziali, sono scappati via quando anche l’attacco ha iniziato a salire di tono, in particolare con il bombardamento da oltre i 6,75: il 42% nelle triple (11/26) è stato il cuneo con il quale i sassaresi hanno preso il largo nel punteggio, ma la partita è stata vinta su tutti i fronti: tiro da 2 (56%), gioco in area (24 falli subiti a 17, 23 volte in lunetta contro le appena 5 dei milanesi) e saldo palle perse-recuperate (12-10 per il Banco, mentre l’Ea7 ha chiuso con un impresentabile 3-18). Poco male per il -4 a rimbalzo, se tutti portano qualcosa (9 a referto, 4 in doppia cifra) e se tutti sbavano in difesa. Domani si torna in campo contro Monaco, e sarà tutta un’altra storia. Ma intanto la Dinamo ha chiuso il periodo no e ha regalato a un palazzetto impazzito una serata indimenticabile.

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