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Cremona banchetta su una Dinamo spenta

di Andrea Sini
Cremona banchetta su una Dinamo spenta

I biancoblù si fanno travolgere in casa della Vanoli di Sacchetti

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INVIATO A CREMONA. Due passi avanti, due indietro, con in più acciacchi, annessi e connessi. La Dinamo fa il gioco del gambero e dopo le sontuose vittorie con Murcia e Milano subisce la seconda imbarcata della settimana: dopo il -18 di martedì al palazzetto contro Monaco, ecco il -15 (96-81) maturato ieri al PalaRadi. La Vanoli Cremona dei grandi ex (Meo Sacchetti e i cugini Diener) e degli ex con il dente avvelenato (Johnson Odom) rulla i sassaresi, condannandoli alla terza sconfitta in altrettante gare esterne di campionato. Alla vigilia della faticosa trasferta in Lituania (mercoledì a Utena), la Dinamo si trova con 3 vittorie e 3 ko, con il morale nuovamente sotto i tacchi e diversi problemi fisici da risolvere.

Un momento complicato. Le attenuanti non mancano: Rok Stipcevic è rimasto a Sassari per cercare di risolvere i problemi a un ginocchio e salterà anche la trasferta di Champions League; Levi Randolph (che ha una caviglia in disordine) e Shawn Jones (reduce da una botta a una coscia) sono in pessime condizioni e Will Hatcher, spremuto nelle ultime due settimane, non aveva il freno a mano tirato come martedì ma non è comunque al top. In mezzo a tutto questo, i biancoblù hanno messo in campo un atteggiamento troppo molle rispetto al furore agonistico mostrato dalla Vanoli nei momenti chiave.

Poco cuore, poche idee. Dopo la sparatoria del primo quarto (30-24 con 9 triple complessive), la Dinamo ha provato a prendere il controllo del gioco, proponendo almeno 5 minuti di buona difesa (4 punti subiti tra l’11’ e il 16’), che però non è stata accompagnata da idee chiare e dalla giusta cattiveria in fase offensiva. Se Planinic è stato ancora massacrato dagli ar bitri (impossibile per lui giocare in post basso nel campionato italiano, ogni volta che prende posizione è fallo), d’altro canto l’attacco sassarese ha vissuto soprattutto di fiammate individuali, quasi sempre lontano da canestro: le giocate dei vari Polonara (3 triple di fila), Hatcher e Bamforth hanno mascherato i problemi di una squadra che è stata sotto praticamente per tutta la partita e che, soprattutto, nelle due volte in cui ha avuto inerzia e punteggio dalla sua (35-36 al 17’, 64-64 al 29’) non è mai stata capace di prendere in mano la gara. Il disastro difensivo (quasi 100 punti concessi a una squadra che sino a ieri ne aveva segnato 78 di media) e l’ennesimo abisso tra palle perse e recuperate (3 a 17) hanno fatto il resto. La partita del Banco si è chiusa con l’8-0 incassato a cavallo tra gli ultimi due quarti e l’imbarcata dell’ultimo periodo (28-17 con 10/13 al tiro concesso a Cremona) è solo un’aggravante. Dopo il passo del gambero, ora serve un vero passo verso la continuità.

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