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Faragò, l’incompreso è diventato l’uomo della grande riscossa

di Enrico Gaviano
Barella e Pavoletti festeggiano Faragò dopo il gol vittoria al Verona
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Barella e Pavoletti festeggiano Faragò dopo il gol vittoria al Verona

Dopo il gol e l’assist col Benevento, ieri ha deciso la partita: «Quando la palla ha colpito il palo ho capito di aver segnato»

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CAGLIARI. Da “Incompreso” a “Supereroe”. Da candidato bidone a “Santo subito”. Del resto Faragò si chiama Paolo, ma come secondo nome fa Pancrazio. Come il Santo della Torre che sorveglia l’ingresso del rione Castello di Cagliari. Un predestinato? Chissà. Intanto, se la scorsa stagione era bersaglio preferito dei tifosi appena Massimo Rastelli gli faceva mettere piede in campo, ora, improvvisamente, si è trasformato in idolo della curva.

Le due ultime vittorie rossoblù portato il suo marchio indelibile. Ieri il tiro prepotente con la palla che sbatte sul palo entra dentro e trasforma il pericoloso pareggio con il Verona i n vittoria che fa fare un salto imperioso in classifica. Dieci giorni fa le sue due zampate sulla vittoria sul Benevento: il gol dell’1-0, primo in serie A, e il cross pennellato sulla testa di Pavoletti che lo ha girato in porta al 95’ per il successo ormai insperato.

Tutto questo è Paolo Faragò, oggetto misterioso un anno fa, quando mise insieme nove presenze fra i mugugni di gran parte della tifoseria. Ora è a quota 11 ma con due gol pesantissimi. «Sono davvero felice – dice lui negli spogliatoi, godendosi il momento di grazia –. La rete? Sono andato deciso su quel pallone e poi ho tirato con forza mirando l’angolino. Quando ho visto che la palla sbatteva sul palo ho capito che sarebbe finita dentro. E’ stata una grande gioia, che dire? E poi questi tre punti erano davvero importanti. Un gol che dedico al presidente Giulini, che ci è stato sempre molto vicino».

L’urlo della Sardegna Arena è stato assordante, anche se i tifosi sembrano ormai abituati al batticuore. Dopo il gol del 2-1 sul Benevento al quinto minuto di recupero, ora quest’altra rete vittoria a 5’ dalla fine. Faragò ha letteralmente strappato il pallone dai piedi di Souprayen, con un furore agonistico straordinario, e poi ha calciato con un destro di inaudita violenza, ha chiuso un attimo gli occhi e poi ha sentito esplodere la “Bombonera” rossoblù. «Una vittoria che pesa tantissimo – sottolinea lui –. Direi che siamo stati bravi, intanto a non scoraggiarci mai, nè dopo il loro gol dell’1-0, nè quando abbiamo sbagliato il rigore. Sì, ci siamo buttati in avanti e abbiamo costruito tante occasioni. Sì, avremmo potuto segnare qualche rete in più, ma va bene lo stesso, importante era prendere i tre punti».

Ora c’è la sosta, ma il Cagliari pensa già alla trasferta di Udine. Anche Paolo Pancrazio Faragò.. «Siamo sulla strada giusta – sottolinea lui –, questo conta. Contro l’Udinese dobbiamo ripeterci. E’ obbligatorio».



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